I Principati Romeni e la Penisola Italiana nella cartografia europea dei secoli XVII e XVIII, in mostra a Roma
Il 7 luglio, l'ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Dancău, insieme al segretario generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ambasciatore Riccardo Guariglia, al direttore dell'Istituto Centrale per la Grafica, Fabio De Chirico, e al direttore dell'Accademia di Romania in Roma, Cristian Luca, ha inaugurato la mostra "I Principati Romeni e la Penisola Italiana nella cartografia europea dei secoli XVII e XVIII", ospitata presso Palazzo Poli, storico edificio che custodisce la celebre Fontana di Trevi.
Iuliana Sima Anghel, 13.07.2026, 14:02
L’evento rappresenta uno dei momenti di maggiore rilievo del semestre romeno nell’ambito dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026 e riafferma la convinzione che il patrimonio culturale costituisca uno degli strumenti più preziosi del dialogo tra le nazioni e del consolidamento del progetto europeo, precisa l’Ambasciata di Romania in Italia in un post su Facebook.
La mostra propone un affascinante viaggio nell’universo della cartografia europea del XVII e XVIII secolo, riunendo carte geografiche e incisioni di eccezionale valore storico e artistico. “Più che semplici rappresentazioni geografiche, esse sono documenti della memoria europea, testimonianze di come la conoscenza, il potere, la diplomazia e la circolazione delle idee abbiano plasmato, nel corso dei secoli, l’immagine del nostro continente”, ha dichiarato l’ambasciatrice di Romania nel suo intervento.
Attraverso la rappresentazione dei Principati Romeni e della Penisola Italiana all’interno del medesimo orizzonte cartografico, la mostra mette in evidenza la profondità dei legami storici e culturali tra i nostri territori, riaffermandone l’appartenenza alla medesima matrice della civiltà europea. Allo stesso tempo, l’esposizione dimostra che le relazioni tra la Romania e l’Italia non sono soltanto il risultato della cooperazione contemporanea, ma affondano le proprie radici in una storia comune, costruita nel corso dei secoli attraverso scambi intellettuali, culturali e umani, precisa ancora la fonte.
“Sono lieta che questo progetto sia stato accolto con tanto interesse dal pubblico italiano e desidero esprimere la mia gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito, insieme a noi, alla sua realizzazione. In un momento in cui l’Europa ha bisogno, più che mai, di punti di riferimento condivisi e di un dialogo autentico, la cultura continua a rappresentare uno dei linguaggi più forti per avvicinare i popoli e uno dei fondamenti più solidi dell’amicizia tra la Romania e l’Italia”, ha concluso Gabriela Dancău.