La settimana 20 – 25/07/2026
La nuova legge sulla retribuzione unitaria desta malcontento per tutti/ Incidenti navali sul Mar Nero/ Romania, parte del nuovo programma di investimenti della NATO/ Installata piattaforma offshore di produzione per Neptun Deep
Corina Cristea, 25.07.2026, 09:00
La settimana è iniziata in Romania con uno sciopero di avvertimento nel sistema sanitario pubblico. Per due ore, in oltre 400 strutture sanitarie, l’attività medica è stata ridotta a un terzo, garantendo esclusivamente i servizi di emergenza. La Federazione Sanitas, promotrice della protesta, ha sottolineato che il principale malcontento riguarda la nuova legge sulle retribuzioni, che i lavoratori del settore sanitario auspicano equa e giusta, la tutela dei redditi e rispetto per il lavoro svolto dal personale. I sindacati della sanità hanno inoltre avvertito che, in assenza di soluzioni, dal 28 luglio proclameranno uno sciopero generale a tempo indeterminato. Nel frattempo, la Corte d’Appello di Bucarest ha accolto una sollecitazione presentata da Sanitas e ha disposto la sospensione della procedura di adozione del disegno di legge sulle retribuzioni, con il motivo che il governo ad interim non può proporre leggi. La legge sulla retribuzione unitaria è quella che presenta le maggiori difficoltà anche nel raggiungimento di un consenso tra le forze politiche. Potrebbe essere discussa dal Parlamento in un’eventuale sessione straordinaria all’inizio del prossimo mese, afferma il premier ad interim Ilie Bolojan, spiegando che sono ancora in corso colloqui sulla versione definitiva del testo. La mancata approvazione della legge entro la fine di agosto comporterebbe per la Romania la perdita di un finanziamento europeo pari a 770 milioni di euro, ha aggiunto Ilie Bolojan, precisando che gli altri progetti collegati a traguardi del PNRR, per un valore di diversi miliardi di euro, saranno esaminati nella sessione straordinaria del Parlamento prevista per la prossima settimana.
Nel corso della settimana si sono verificati due incidenti navali nel Mar Nero, nella zona economica esclusiva della Romania. Il primo è avvenuto nella notte di lunedì: una petroliera battente bandiera liberiana, carica di circa 3.800 tonnellate di gas di petrolio liquefatto e diretta in Ucraina, ha riportato gravi danni a seguito di un’esplosione, dopo che la sovrastruttura era stata colpita da droni, secondo quanto riferito dall’equipaggio. I 17 marinai a bordo – filippini, georgiani, turchi e indiani – hanno chiesto soccorso e sono stati tratti in salvo da navi di soccorso romene. Tre di loro hanno riportato ustioni e uno dei feriti è deceduto giovedì. “Le istituzioni dello stato sono in allerta e chiariranno le circostanze, le cause e le responsabilità relative a questo grave incidente, il più probabilmente legato alla guerra illegale di aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina”, ha dichiarato il presidente Nicușor Dan. La nave è stata ancorata e lasciata bruciare, mentre attorno ad essa è stato istituito un perimetro di sicurezza. Inoltre, un rimorchiatore è stato inviato sul posto per assicurarsi che la nave non andasse alla deriva e non rappresentasse un ulteriore pericolo per la sicurezza della navigazione. Il secondo incidente si è verificato nella notte di giovedì: una nave mercantile che trasportava carbone, anch’essa battente bandiera liberiana e diretta in Ucraina, è stata danneggiata dopo aver urtato un drone marittimo o una mina navale. L’equipaggio non ha richiesto l’evacuazione e la nave ha potuto proseguire la navigazione verso la costa per le verifiche tecniche e la riparazione dei danni.
Nei prossimi anni, la NATO investirà 27 miliardi di euro per lo sviluppo delle infrastrutture sul Fianco Orientale, compresa la Romania, alla quale saranno destinati oltre 2 miliardi di euro. I fondi saranno utilizzati per modernizzare depositi, reti di distribuzione e oleodotti per il carburante. L’obiettivo è quello di consentire alle truppe della NATO di essere dispiegate, rifornite e sostenute rapidamente in caso di crisi o di conflitto. Per la Romania questa decisione è importante, poiché si trova sul Fianco Orientale della NATO e si affaccia sul Mar Nero, una regione considerata strategica dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Il porto di Costanza, la base aerea di Mihail Kogălniceanu e le infrastrutture per il trasporto militare fanno parte di un ampio sforzo dell’Alleanza volto a garantire un rapido trasferimento di forze e mezzi verso est, onde anche l’interesse per le infrastrutture dedicate ai carburanti. A Bucarest, il presidente Nicușor Dan ha accolto con soddisfazione la decisione del Consiglio Nord Atlantico, che ha approvato il finanziamento del progetto attraverso i fondi comuni della NATO – il più grande investimento di questo tipo nella storia dell’Alleanza – sottolineando che essa giunge dopo oltre cinque anni di negoziati e riflette le lezioni apprese in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, che hanno evidenziato il ruolo cruciale delle infrastrutture logistiche nel garantire la difesa collettiva.
È stata completata una delle fasi più importanti dello sviluppo del più grande progetto di estrazione di gas naturale della Romania. La compagnia statale Romgaz e OMV Petrom, il maggiore produttore integrato di energia dell’Europa sud-orientale, hanno concluso l’installazione della piattaforma offshore di produzione nel Mar Nero destinata al progetto Neptun Deep. “Neptun Deep è un progetto strategico per la Romania, che contribuirà alla sicurezza energetica del Paese e alla riduzione della dipendenza dalle importazioni. L’installazione della piattaforma di produzione nel Mar Nero rappresenta una delle tappe più importanti del progetto e conferma i suoi costanti progressi”, afferma l’amministratrice delegata di OMV Petrom, Christina Verchere, in un comunicato. La fonte precisa inoltre che sono già stati completati 6 dei 10 pozzi di sviluppo, così come l’installazione del gasdotto di 160 chilometri che fa il collegamento con la costa. Lo sviluppo del progetto prosegue con l’installazione delle condotte e dei cavi ombelicali sottomarini tra i giacimenti per la connessione degli elementi offshore. Questa fase sarà seguita da rigorosi test in preparazione dell’avvio della produzione, previsto per il 2027, si legge inoltre nel comunicato. “Il progetto Neptun Deep continua a raggiungere importanti traguardi che contribuiranno alla sicurezza energetica della Romania. L’operazione di installazione della piattaforma di produzione offshore Neptun Alpha è stata eseguita secondo i più elevati standard di sicurezza e segue il completamento della fase di installazione del gasdotto di trasporto”, ha dichiarato a sua volta il direttore generale di Romgaz, Răzvan Popescu. La piattaforma è completamente automatizzata e può essere gestita da remoto.