Borghi da favola nella provincia di Alba
La provincia di Alba – e in particolare l'area dei Carpazi Occidentali – attira ogni anno migliaia di turisti, romeni e internazionali, alla ricerca dell’autenticità.
Daniel Onea, 13.09.2026, 08:55
Il turismo rurale si è evoluto notevolmente negli ultimi anni, offrendo oggi non solo un nostalgico tuffo nel passato, ma un’esperienza poliedrica che coniuga armoniosamente natura, artigianato tradizionale e comfort moderno. Un esempio eccellente è il villaggio di Glod, dove antiche case tradizionali sono state recuperate, restaurate con cura e inserite nel circuito turistico, dando vita a piccole comunità di vacanza autonome. Per soddisfare gli elevati standard dei turisti internazionali e urbani, l’architettura tradizionale cela al suo interno dotazioni all’avanguardia. Una delle case, ad esempio, offre ai visitatori una piscina relax all’aperto, una sauna e una stanza del sale artificiale dotata di alogeneratore, una soluzione rinomata per i suoi benefici terapeutici. Ciononostante, l’essenza del luogo rimane profondamente radicata nel passato. Alin Mușat, promotore del turismo rurale nella contea di Alba e proprietario di una casa tradizionale, spiega come sia stato raggiunto questo equilibrio.
„Siamo orgogliosi del carattere unico della regione dei Monti Apuseni, pur offrendo al contempo servizi moderni. Naturalmente, disponiamo di moderni materassi a molle e altri comfort attuali, ma gli ospiti hanno anche l’opportunità di provare lo *strujac*. Lo *strujac* è un materasso tradizionale realizzato in tessuto di canapa intrecciato a mano e imbottito con paglia d’avena. Sui letti troverete fiori di lavanda: il loro profumo, unito alla tranquillità e all’aria fresca dei Carpazi Occidentali, favorisce un sonno ristoratore. I nostri ospiti, inoltre, desiderano spesso partecipare alle attività della fattoria. Anche se una specifica struttura ricettiva o casa tradizionale non alleva bestiame, i visitatori possono recarsi in paese per provare a mungere, fare un giro sul carro o visitare un ovile. Si tratta di attività molto apprezzate dai turisti: esperienze di cui hanno sentito parlare e che desiderano vivere in prima persona. Le famiglie con bambini, in particolare, amano assistere alla mungitura di mucche o pecore, osservare le galline e giocare con capretti, cani o gatti. Sono esperienze che richiedono e che trovano incredibilmente gratificanti, soprattutto perché, al giorno d’oggi, molti bambini non sanno da dove provenga il latte o che aspetto abbia un cane da pastore”, ci ha raccontato Alin Mușat.
Accanto all’architettura e al paesaggio naturale, la gastronomia rappresenta un pilastro fondamentale dell’offerta turistica. Alin Mușat sottolinea il netto contrasto percepito dai visitatori stranieri, per lo più abituati ai prodotti della grande distribuzione. “La gastronomia locale svolge un ruolo cruciale e i punti di ristoro del territorio – se ne contano circa trenta nella provincia di Alba – costituiscono una risorsa preziosa in tal senso. Si utilizzano prodotti provenienti dalle aziende agricole familiari o dal villaggio, reperiti a brevissima distanza dal consumatore. Spesso le persone rimangono stupite e ci chiedono: ‘È burro o formaggio? È burro? Era da tanto tempo che non vedevo un burro così giallo’. La carne, le uova e i pomodori possiedono quel sapore autentico che i visitatori cercano. Siamo felici che i turisti scelgano Alba e la regione dei monti Apuseni per mangiare come facciamo noi, alla ricerca di quei sapori tradizionali così diversi dai prodotti da supermercato a cui sono abituati. Incoraggio tutti i turisti – rumeni e stranieri – che visitano le case tradizionali e le pensioni di Alba ad assaggiare i piatti casalinghi preparati in giornata con ingredienti locali. Nulla è paragonabile al sapore dato dall’acqua di sorgente, da un pollo allevato all’aperto e da una carota appena estratta dalla terra dal padrone di casa. Una volta abbiamo ospitato dei turisti belgi che avevano portato con sé provviste per qualche giorno. Quando le scorte sono finite e hanno assaggiato il nostro cibo, si sono pentiti amaramente di non averlo fatto fin dal primo giorno, poiché non sapevano cosa aspettarsi. È stato un piacere immenso vedere quanto venissero apprezzati i sapori della tradizione culinaria romena”.
L’esperienza è arricchita dal coinvolgimento diretto dei turisti nel processo produttivo e dal loro contatto diretto con la storia locale. Alin Mușat sottolinea che l’uso di tecniche antiche e l’impegno nel preservare l’artigianato tradizionale rappresentano il principale vantaggio competitivo della regione dei Carpazi Occidentali sul mercato turistico internazionale. “Impastiamo il pane insieme, anche perché qui nei Carpazi Occidentali coltiviamo il farro monococco, un’antica varietà di grano utilizzata fin dal 6500 a.C. Gli ospiti sono curiosi di scoprire come si prepara il pane di farro, come si cucina la zuppa tradizionale e come si realizzano i dolci pasquali o le pietanze per il pranzo di Natale. Abbiamo avuto ospiti che, di propria iniziativa, hanno indossato abiti da lavoro e sono venuti ad aiutarci nelle faccende della fattoria, senza nemmeno chiederlo. È fondamentale che le persone percepiscano il calore di questo luogo e si sentano parte della nostra famiglia. Nei villaggi della contea di Alba ci sono molti artigiani di talento: alcuni realizzano *tulnice* [lunghi corni alpini in legno], altri scolpiscono la pietra o il legno, oppure confezionano le *opinci*, i tradizionali sandali contadini in cuoio. Siamo felici che ci siano ancora persone che portano avanti queste tradizioni. Il lavoro manuale, svolto con cura meticolosa e passione, è qualcosa che l’intelligenza artificiale non potrà mai sostituire. Questa è la nostra vittoria sull’avanzata della tecnologia ed è ciò che ci distingue”.
Le giovani famiglie in cerca di una fuga dalla frenesia urbana e dallo stress tecnologico rappresentano una categoria di visitatori ben distinta. Grazie a laboratori creativi e attività pratiche, il turismo rurale offre una valida alternativa all’eccessiva esposizione al digitale, un fenomeno sempre più diffuso. Alin Mușat, proprietario di una casa vacanze, sottolinea l’impatto che questo cosiddetto “digital detox” ha sui bambini. “Organizziamo laboratori in cui i turisti – e soprattutto i più piccoli – possono realizzare oggetti artigianali o imparare a preparare pasta fresca e *cozonac* (il panettone tipico). Diamo ai bambini pezzi di legno da dipingere o materiali per intrecciare braccialetti. I bambini adorano queste attività e i genitori apprezzano vedere i propri figli dimenticare il telefono per concentrarsi sui lavori manuali. In un mondo in cui i bambini sono attratti solo dagli schermi e perdono il contatto con la natura, queste esperienze sono fondamentali. Ricordo, ad esempio, un gruppo di bambini a cui ritirai i telefoni il primo giorno. Abbiamo fatto escursioni, svolto attività pratiche e imparato cose nuove, pur permettendo loro, naturalmente, di parlare con i genitori la sera. Sono saliti su un carro trainato da cavalli, hanno dipinto, hanno messo le mani in pasta e si sono cimentati con il telaio. Al termine della vacanza, i genitori erano entusiasti e i bambini esclamavano: ‘È la vacanza più bella che abbia mai fatto!'”.
Riuscendo a trovare un equilibrio tra identità storica, rispetto per la natura ed esigenze di comfort moderno, le comunità locali della provincia di Alba trasformano una semplice vacanza in un’autentica lezione sul ritorno alle origini e sull’abbracciare la semplicità. Le tariffe per il soggiorno partono da circa 350–450 lei a notte per una camera (70–90 euro), variando in base alla stagione e alla tipologia di alloggio scelta.