La settimana 28/09-03/10/2026
Terza nomina, terzo fallimento / Dichiarazioni controverse, scandalo a Bucarest / Călin Georgescu in custodia cautelare / Progetti europei per la difesa / Calcio romeno: mediocrità confermata
Ştefan Stoica, 03.10.2026, 08:26
L’eurodeputato liberale Siegfried Mureşan non è riuscito a convincere la maggioranza dei 233 deputati e senatori romeni che il suo programma di governo e la squadra di ministri proposta meritassero il loro voto. Si tratta della terza nomina fatta dal Presidente Nicuşor Dan nei cinque mesi trascorsi dalla caduta del governo di minoranza PNL-USR-UDMR, sfiduciato a seguito di una mozione presentata dall’opposizione socialdemocratica (PSD) e dal partito populista e ultranazionalista AUR. Durante la votazione di mercoledì, il PSD ha votato contro, mentre i parlamentari dell’AUR erano assenti. Se il primo candidato designato, Eugen Tomac, aveva ritirato la propria candidatura, i due successivi — Adrian Veştea (un liberale bocciato dal suo stesso partito) e ora Siegfried Mureşan — non sono riusciti a ottenere la fiducia. In virtù dei suoi poteri costituzionali, il Presidente potrebbe sciogliere il Parlamento e indire elezioni anticipate, ma ha dichiarato di non volerlo fare, ritenendo tale mossa dannosa per il Paese. Dan ha promesso di avanzare una nuova proposta lunedì, a esattamente cinque mesi dalla caduta dell’esecutivo guidato dal liberale Ilie Bolojan. Non ha fatto mistero di non volere l’AUR nel futuro governo, cercando di fatto di stabilire un “cordone sanitario” contro i sedicenti “sovranisti”. Resta da vedere quali siano le probabilità di successo: il PSD — il primo partito per numero di seggi nel Parlamento — non esclude più una collaborazione con l’AUR (secondo partito per numero di voti), ma teme di ufficializzare un’alleanza di questo tipo.
Le dichiarazioni dell’ambasciatrice statunitense in Grecia, Kimberly Guilfoyle — pubblicate dal *Wall Street Journal* e confermate dal *Financial Times* — hanno sollevato un polverone nelle già agitate acque della politica di Bucarest. In una conversazione con il ministro dell’Energia greco, Guilfoyle avrebbe affermato: “Possiamo farlo in qualsiasi paese vogliamo. Possiamo farlo anche qui”, riferendosi all’imminente caduta del governo Bolojan in Romania. L’affermazione sarebbe stata pronunciata il 18 marzo durante una cena ufficiale presso l’ambasciata statunitense ad Atene. Dopo la cena ad Atene, Guilfoyle si è recata a Bucarest e, verso la fine di marzo, ha incontrato esponenti del Partito Socialdemocratico (PSD), tra cui il presidente del partito Sorin Grindeanu e l’allora ministro dell’Energia Bogdan Ivan. Secondo quanto riportato dal *Financial Times*, la sua visita aveva lo scopo di promuovere un corridoio del gas — il cosiddetto “Corridoio Verticale” — che dalla Grecia, attraverso Bulgaria e Romania, giunge fino all’Ucraina. Sempre secondo la testata, lei avrebbe esercitato pressioni sulla Romania affinché acquistasse gas naturale liquefatto statunitense. Ilie Bolojan sostiene che non vi siano state discussioni ufficiali e che la Romania non acquisterà il costoso gas americano, disponendo di ingenti risorse interne. Il Governo Bolojan è caduto a maggio. Il PSD e l’AUR — i partiti che hanno promosso la mozione di sfiducia — hanno respinto le accuse provenienti dalla destra politica riguardo a un presunto accordo con gli Stati Uniti per far cadere il governo Bolojan.
L’ex candidato alla presidenza ed estremista filo-russo Călin Georgescu è stato posto in custodia cautelare questa settimana nell’ambito di un procedimento che lo vede accusato di frode con conseguenze particolarmente gravi e di costituzione di un’associazione a delinquere. Un imprenditore ha sporto denuncia contro di lui e altri soggetti, sostenendo di aver consegnato oltre un milione di euro a garanzia di un futuro prestito bancario; l’uomo non ha ottenuto il prestito né ha recuperato il denaro. Georgescu è già coinvolto in altri tre procedimenti distinti: nei primi due è sotto processo, rispettivamente, per azioni contro l’ordine costituzionale e per propaganda fascista. È stato il vincitore a sorpresa del primo turno delle elezioni presidenziali del 2024, tornata elettorale successivamente annullata dalla Corte Costituzionale a causa di irregolarità che avevano compromesso il processo elettorale a suo favore. Secondo i servizi di intelligence, il successo di questo candidato indipendente — figura dai tratti mistici (autentici o simulati), sostenitore di un’economia autarchica in stile Ceaușescu, critico della NATO e dell’UE nonché ammiratore di Putin e dei fascisti antisemiti del periodo interbellico, oltre che massicciamente promosso su TikTok — è stato favorito da gravi interferenze nel processo elettorale e da una guerra ibrida condotta dalla Russia contro lo Stato rumeno. Il rapporto ufficiale relativo all’annullamento delle elezioni presidenziali non è ancora stato pubblicato.
La Romania parteciperà a tutti e cinque i progetti europei di difesa di interesse comune approvati questa settimana dal Consiglio dell’UE. Tali progetti riguardano misure difensive nello spazio, nello spazio aereo e in mare, incluse capacità di contrasto ai droni. Secondo il Consiglio dell’UE, i progetti di difesa di interesse comune consentono alle nazioni europee di collaborare a importanti iniziative che risulterebbero troppo vaste e complesse per essere sviluppate autonomamente da un singolo Stato membro. Uno di questi progetti è “Eastern Flank Watch”, che integrerà difese aeree e anti-drone con sistemi di sorveglianza, mobilità militare e capacità terrestri. Parallelamente, Washington e Bucarest hanno celebrato la consegna alla Romania dei primi nove veicoli da sbarco anfibio. Si tratta di mezzi militari progettati per trasportare truppe ed equipaggiamenti direttamente dalle navi durante operazioni di combattimento anfibio; essi offrono mobilità e adattabilità essenziali, rendendoli ideali per le operazioni nella regione del delta del Danubio e lungo la costa del Mar Nero.
La nazionale di calcio della Romania è stata messa in ginocchio nelle prime due partite della nuova stagione di Nations League da due squadre che avevano partecipato ai Mondiali nordamericani. I romeni hanno perso 2-1 in Svezia e sono stati surclassati per 4-2 in casa dalla Bosnia. Per la prima volta sono state mosse aspre critiche alle scelte tattiche del nuovo commissario tecnico, Gheorghe Hagi – una figura solitamente risparmiata da una stampa timida e spesso servile, in virtù dei successi ottenuti in nazionale da giocatore negli anni ’90. (Ştefan Stoica)