La Romania dall’interno
Cosa succede con la nostra identità quando lasciamo il nostro Paese? Cambiamo? Ci adattiamo? Ci costruiamo una nuova vita? Queste sono state le domande a cui il progetto “La Romania dall’interno” ha cercato di dare una risposta.
Ana-Maria Cononovici, 14.10.2026, 07:00
“Andate via dal Paese, però mai via dalla Romania” è il sottotitolo di un documentario che si è proposto di esplorare cosa succede con la nostra identità quando lasciamo il Paese. Cambiamo? Ci adattiamo? Ci costruiamo una nuova vita? Queste sono le domande a cui ha cercato di rispondere il progetto «La Romania dall’interno», da cui è nato l’omonimo documentario, che ha avuto la sua prima internazionale verso la fine di settembre alla University of East London – Royal Docks.
Octav Dafinoiu è l’ideatore del progetto «La Romania dall’interno» e uno dei due coordinatori del documentario e ha raccontato a RRI: “Tutto è partito da due domande: «Cosa rende i romeni così come sono?» e «Cosa spinge così tanti stranieri ad innamorarsi della Romania?». La mia passione per la psicologia mi ha portato a intuire che esiste un codice identitario romeno, ancora troppo poco studiato. Ho lavorato a tappe: innanzitutto ho elaborato un modello della nostra identità articolato in otto dimensioni, basato sulle teorie di ricercatori di fama mondiale e su recenti studi internazionali in materia di migrazione e identità. È seguita poi la fase di ricerca, durante la quale oltre 100 romeni della diaspora hanno risposto al nostro questionario. Tra le conclusioni abbiamo scoperto anche ciò che mantiene forti i romeni lontani da casa: la fede e il legame tra le generazioni. La nostalgia e le difficoltà della partenza sono esperienze che viviamo tutti, ma ciò che fa la differenza tra le esperienze sono le nostre risorse interiori. Sulle conclusioni dello studio abbiamo costruito, da un lato, il documentario – dalla scelta dei protagonisti alle domande che abbiamo posto durante le riprese – e, dall’altro, la piattaforma www.româniadininterior.ro, un archivio vivente in cui ogni romeno può raccontare la propria storia.”
Iulian Costin si è occupato di diversi aspetti del documentario “La Romania dall’interno”: regia, produzione, sceneggiatura, design e branding. Ha partecipato anche ad alcune delle interviste con i protagonisti, occasione in cui ha scoperto quanto sia grande il bagaglio emotivo e culturale che portiamo con noi quando lasciamo la Romania. Cosa portiamo con noi quando lasciamo il Paese? Iulian Costin ha detto: “Portiamo con noi cose che non entrano in una valigia: ricordi, abitudini, la nostra madrelingua e la nostalgia per chi è rimasto a casa. Da qui è nato “La Romania dall’interno”, il documentario realizzato e presentato il 25 settembre in collaborazione con la University of East London, un’istituzione che vanta una lunga tradizione. Perché abbiamo scelto questa università? Perché già dal 1898 apriva le porte dell’istruzione alla classe operaia e a chi era escluso da tali opportunità. Per noi, questa apertura verso le persone conferisce un significato particolare alla partnership. Nel film abbiamo esplorato due aspetti: da un lato, la Romania che portiamo dentro di noi e, dall’altro, la Romania che costruiamo nelle comunità in cui arriviamo. In pratica, ciò che conserviamo e ciò che condividiamo. Vorrei fornire alcuni dettagli sulle riprese: ad esempio, Buni Flori, che è la protagonista del documentario, ha una storia straordinaria, perché Buni è partita dalla Romania per l’Italia e poi per il Regno Unito, per aiutare la sua famiglia. E ci racconta come ha portato le rose e il levistico dalla Romania e si è fatta un giardino romeno, proprio qui, nel cuore del Regno Unito. Col tempo, Buni è diventata la nonna della comunità di Bravesend, nel Regno Unito, ed è diventata molto ricercata anche dalle altre famiglie. E ci ha anche raccontato di come sia stata costretta a frequentare corsi di inglese e di come, avendo compagni di classe provenienti da culture diverse, abbia portato sarmale (involtini) e cozonac (panettone); in pratica, Buni ha condiviso la Romania attraverso le sue cure, i suoi gusti, le cose semplici. Ogni protagonista porta avanti la Romania a modo suo.”
Un pugile che sale sul ring con la bandiera della Romania, o la famiglia di un medico i cui figli parlano romeno a casa, sono solo alcuni altri esempi di questo genere, della sopravvivenza della Romania nelle persone della diaspora. Roxana Petrescu è la direttrice creativa del documentario “La Romania dall’interno” e vede il progetto anche come un dialogo tra chi è partito e chi è rimasto a casa: “Per me, “La Romania dall’interno” ha una posta in gioco molto importante: il modo in cui scegliamo di guardare e presentare la diaspora romena oggi. Parliamo spesso della diaspora in termini di cifre; vorremmo guardare oltre queste statistiche e chiederci cosa succede alla nostra identità quando viviamo lontani dal nostro Paese ed entriamo in contatto con altre culture. Dietro la parola “diaspora” ci sono persone che sono partite per motivi diversi, che si sono costruite una vita in altri paesi, ma che continuano a portare con sé qualcosa di profondamente romeno. E questa identità non rimane immutata, ma si arricchisce, si trasforma e acquista nuovi significati attraverso le esperienze che viviamo. È qui che entra in gioco il potere dello storytelling: una storia ben raccontata può fare ciò che a volte una statistica non riesce a fare. Ci avvicina all’esperienza dell’altro, crea empatia e ci aiuta a comprendere realtà che forse non abbiamo vissuto in prima persona. E forse questo è uno dei messaggi più importanti del progetto: la Romania non è solo il luogo da cui partiamo, esiste anche una Romania che portiamo dentro di noi, nella lingua, nei ricordi, nei valori, nelle tradizioni e nel nostro modo di vedere il mondo. Ci auguriamo tanto che il documentario arrivi anche in Romania e continui a diffondersi insieme alle storie dei romeni che porta all’attenzione del pubblico.” – ha detto Roxana Petrescu.
Il progetto è sostenuto dal Dipartimento per i Romeni nel Mondo, e i suoi ideatori intendono realizzare diversi documentari di questo tipo.