La NATO e l’adeguamento alla situazione nel Mar Nero
La Romania e la confinante Bulgaria chiedono il sostegno della NATO, in seguito ai numerosi attacchi con droni contro le navi commerciali nel Mar Nero.
Florentin Căpitănescu, 16.10.2026, 11:15
La NATO adeguerà la posizione di deterrenza e difesa nel Mar Nero e convocherà una riunione del Consiglio Nord Atlantico per consultazioni sulla sicurezza nella regione. È questa la principale conclusione dell’incontro al quale hanno partecipato il presidente della Romania, Nicușor Dan, il premier bulgaro, Rumen Radev, e il segretario generale della NATO, Mark Rutte.
L’incontro trilaterale, svoltosi a Bruxelles a margine del vertice dei leader degli stati membri dell’Unione europea, è stato organizzato nel contesto dei numerosi attacchi con droni contro le navi commerciali verificatisi nelle ultime settimane nel Mar Nero. Secondo il corrispondente di Radio Romania a Bruxelles, che cita fonti vicine ai colloqui in ambito NATO, per il momento la Romania e la Bulgaria non hanno voluto invocare l’Articolo 4, che rappresenta un meccanismo di consultazione politica e di prevenzione dei conflitti.
Anche così, per la Romania una presenza rafforzata della NATO nella regione del Mar Nero rimane un obiettivo di primaria importanza, come ha confermato il presidente Nicușor Dan. “È evidente che ogni paese desidera una presenza alleata più forte sul proprio territorio, a fini di deterrenza, ed è proprio ciò che facciamo costantemente. Quando si sono verificati gli incidenti con i droni sul Danubio, ci siamo rivolti alla NATO, ai nostri alleati, e abbiamo detto che avevamo bisogno di equipaggiamenti per garantire la protezione di uno stato NATO lungo il Danubio. Ora abbiamo la stessa discussione per quanto riguarda il Mar Nero”, ha dichiarato Nicușor Dan.
D’altra parte, il capo dello stato ritiene che gli attacchi con droni contro le navi commerciali nel Mar Nero siano un tentativo della Russia di destabilizzare la regione, da un lato, e di limitare il sostegno all’Ucraina, dall’altro. “È evidente che si tratta di tentativi della Russia, non soltanto in Romania e Bulgaria, paesi europei, soprattutto in quelli del fianco orientale, volti a destabilizzare le società e a ridurre il sostegno all’Ucraina. La nostra risposta è questa: continuiamo a sostenere l’Ucraina, perché è una questione di diritto internazionale e perché riguarda la sicurezza della Romania”, ha aggiunto Nicușor Dan.
La situazione della sicurezza nella regione del Mar Nero è stata affrontata anche durante il vertice europeo. Da parte sua, la ministra degli Esteri ad interim romena, Oana Țoiu, ha dichiarato che la Russia sta trasformando il Mar Nero in una zona pericolosa per le navi civili e che l’uccisione dei marinai delle navi commerciali, sia in questa regione sia in qualsiasi altra parte del mondo, costituisce un crimine.