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Crediti: misure di incentivazione

In Romania, il tasso di indebitamento per i crediti superiori a 20 mila lei (pari a 4500 euro), nel caso delle persone giuridiche, è aumentato a settembre 2014, rispetto al mese di agosto, di oltre 300 milioni di lei (pari a 6,6 milioni di euro). La somma supera il 12% del totale dei crediti, stando alla Centrale del Rischio di Credito della Banca Centrale romena. In aumento a settembre anche il tasso d’indebitamento delle persone fisiche rispetto al precedente mese, giunto a 6 miliardi di lei (pari a 1,4 miliardi di euro), ossia quasi il 7% del totale dei crediti concessi. Nell’ultimo anno, gli arretrati della popolazione sono stati però in calo, del 9,62%. Oltre l’85% del totale degli arretrati delle persone fisiche, lo scorso settembre, rappresentava ritardi nei pagamenti per più di 90 giorni. Inoltre, il numero dei clienti con debiti presso le banche si è ridotto nell’ultimo anno di quasi il 5%, a 229 mila persone a settembre 2014.

Crediti: misure di incentivazione
Crediti: misure di incentivazione

, 06.11.2014, 12:40

In Romania, il tasso di indebitamento per i crediti superiori a 20 mila lei (pari a 4500 euro), nel caso delle persone giuridiche, è aumentato a settembre 2014, rispetto al mese di agosto, di oltre 300 milioni di lei (pari a 6,6 milioni di euro). La somma supera il 12% del totale dei crediti, stando alla Centrale del Rischio di Credito della Banca Centrale romena. In aumento a settembre anche il tasso d’indebitamento delle persone fisiche rispetto al precedente mese, giunto a 6 miliardi di lei (pari a 1,4 miliardi di euro), ossia quasi il 7% del totale dei crediti concessi. Nell’ultimo anno, gli arretrati della popolazione sono stati però in calo, del 9,62%. Oltre l’85% del totale degli arretrati delle persone fisiche, lo scorso settembre, rappresentava ritardi nei pagamenti per più di 90 giorni. Inoltre, il numero dei clienti con debiti presso le banche si è ridotto nell’ultimo anno di quasi il 5%, a 229 mila persone a settembre 2014.



D’altra parte, la Banca Centrale ha deciso ieri di ridurre il tasso d’interesse di riferimento dello 0,25%, al 2,75%, e la rata delle riserve minime obbligatorie applicabile ai passivi in valuta dal 16 al 14%. La Banca Centrale ha mantenuto però la rata delle riserve minime obbligatorie per i passivi in moneta nazionale al 10%. Stando alla Banca, le decisioni sono volte ad assicurare la stabilità dei prezzi a medio termine, in concomitanza con il rinvigorimento sostenibile dell’attività creditizia, atto a contribuire ad una crescita economica equilibrata e duratura. L’analista economico Dragos Cabat afferma che queste decisioni non incentiveranno il processo creditizio, nè porteranno al calo degli interessi.



“Ci sono moltissimi soldi sul mercato. Gli interessi sui depositi sono bassi, quindi le banche commerciali non hanno alcun motivo per reagire a questo calo del tasso d’interesse di riferimento e non ridurrano gli interessi sui crediti, nè concederanno più crediti adesso, verso la fine dell’anno, cosicchè questo calo del tasso d’interesse di riferimento non sarà sentito in alcun modo, probabilmente solo continueranno a calare gli interessi sui depositi”, ha spiegato l’analista.



Tuttavia, una recente analisi di un sito di specialità rileva che l’esaurimento dei fondi per il programma “La prima casa”, l’inffusione di liquidità sul mercato monetario e gli interessi in calo sui crediti in moneta nazionale hanno avuto come effetto l’intensificazione della domanda sul mercato immobiliare e, implicitamente, una crescita visibile dei prezzi, soprattutto nella capitale Bucarest, fino al 3%. Gli esperti affermano che, dopo un lungo periodo di stagnazione, in cui le costruzioni nuove di lusso a Bucarest sono mancate completamente, nel 2014 è tornato l’interesse dei costruttori per questo segmento di mercato stimato dalla pubblicazione “Capital” a 80 milioni di euro. Gli esperti immobiliari affermano che c’è, inoltre, una grande domanda di terreni in ottime posizioni a Bucarest. L’analisi mostra che la tendenza degli ultimi anni dei proprietari di affittare anzichè di vendere si mantiene, a causa del ritmo lento delle vendite e del rendimento dall’affitto, che consente il recupero dell’investimento in 7-8 anni.


(traduzione di Adina Vasile)

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