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Piano Nazionale di Lotta al Cancro

La pandemia di coronavirus ha provocato vittime collaterali, in Romania, anche tra i malati di cancro, perché il numero alto di pazienti affetti dal Covid ha messo sotto una pressione troppo grande il sistema sanitario. La pandemia ha portato al ritardo dell’accesso dei malati di cancro a diagnosi, terapie, sorveglianza oppure alla perturbazione delle cure normali, quindi alla diminuzione della chance di guarire o sopravvivere. La Federazione delle Associazioni dei Malati di Cancro e la Coalizione delle organizzazioni dei pazienti affetti da malattie croniche in Romania hanno ammonito su questo pericolo e hanno chiesto che sia garantito l’accesso dei malati cronici e con malattie oncologiche alla diagnosi, al monitoraggio e alle cure.



I dati ufficiali rilevano che, nel 2020, l’88% dei malati di cancro ha perso la vita e il 25% dei pazienti affetti da malattie cardiovascolari non è andato affatto dal medico. Il Presidente della Federazione delle Associazioni dei Malati di Cancro, Cezar Irimia, ha precisato che il 2020 ha dimostrato che la diagnosi è diminuita di oltre il 40%. Ecco perché c’era bisogno di un Piano Nazionale di Lotta al Cancro che è stato lanciato, ieri, a Bucarest, alla presenza del presidente Klaus Iohannis. Il capo dello stato ha affermato che il piano stabilisce obiettivi realistici e misurabiliˮ, definisce un percorso standardizzato del paziente e punta sull’incoraggiamento e il finanziamento supplementare delle investigazioni mediche.



Dall’inizio dell’anno prossimo dovrebbero essere completamente funzionali i programmi nazionali di screening per certi tipi di cancro. Sempre nel 2023, è previsto di portare a compimento la lista dei criteri che permettano il rimborso dei test genetici, in seguito ai quali si possono prescrivere trattamenti ben mirati e con maggiori chance di guarigioneˮ, ha aggiunto il capo dello stato. Il presidente ha inoltre annunciato che, nel periodo 2023-2026, si stima di realizzare un fondo per l’innovazione nella salute, che offra ai pazienti in Romania accesso rapido alle più nuove terapie. Klaus Iohannis ha puntualizzato che il piano prevede, nel periodo 2023-2024, l’individuazione di alcune soluzioni anche per il finanziamento delle cure palliative, una modalità per migliorare la qualità della vita sia per i pazienti oncologici, sia per i loro familiari e le persone care.



Dal canto suo, il ministro della Salute, Alexandru Rafila, ha affermato che, durante il suo mandato, si darà priorità alla problematica del cancro perché, ha affermato il ministro, è un problema di sanità pubblica, che colpisce 100.000 persone all’anno nel Paese. Al momento, la Romania ha un programma nazionale di lotta al cancro presso la Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sanitarie, tramite cui viene rimborsata una parte delle terapie e degli esami, e alcuni programmi di prevenzione presso il Ministero della Salute. Inoltre, al Parlamento è stato creato un gruppo di lavoro per la lotta al cancro, che si è occupato di trasporre nella legislazione romena il piano europeo lanciato lo scorso febbraio e che stanzia 4 miliardi di euro per il finanziamento dei programmi di prevenzione, ricerca e terapia all’interno dell’UE.

Piano Nazionale di Lotta al Cancro
Piano Nazionale di Lotta al Cancro

, 20.01.2022, 11:18

La pandemia di coronavirus ha provocato vittime collaterali, in Romania, anche tra i malati di cancro, perché il numero alto di pazienti affetti dal Covid ha messo sotto una pressione troppo grande il sistema sanitario. La pandemia ha portato al ritardo dell’accesso dei malati di cancro a diagnosi, terapie, sorveglianza oppure alla perturbazione delle cure normali, quindi alla diminuzione della chance di guarire o sopravvivere. La Federazione delle Associazioni dei Malati di Cancro e la Coalizione delle organizzazioni dei pazienti affetti da malattie croniche in Romania hanno ammonito su questo pericolo e hanno chiesto che sia garantito l’accesso dei malati cronici e con malattie oncologiche alla diagnosi, al monitoraggio e alle cure.



I dati ufficiali rilevano che, nel 2020, l’88% dei malati di cancro ha perso la vita e il 25% dei pazienti affetti da malattie cardiovascolari non è andato affatto dal medico. Il Presidente della Federazione delle Associazioni dei Malati di Cancro, Cezar Irimia, ha precisato che il 2020 ha dimostrato che la diagnosi è diminuita di oltre il 40%. Ecco perché c’era bisogno di un Piano Nazionale di Lotta al Cancro che è stato lanciato, ieri, a Bucarest, alla presenza del presidente Klaus Iohannis. Il capo dello stato ha affermato che il piano stabilisce obiettivi realistici e misurabiliˮ, definisce un percorso standardizzato del paziente e punta sull’incoraggiamento e il finanziamento supplementare delle investigazioni mediche.



Dall’inizio dell’anno prossimo dovrebbero essere completamente funzionali i programmi nazionali di screening per certi tipi di cancro. Sempre nel 2023, è previsto di portare a compimento la lista dei criteri che permettano il rimborso dei test genetici, in seguito ai quali si possono prescrivere trattamenti ben mirati e con maggiori chance di guarigioneˮ, ha aggiunto il capo dello stato. Il presidente ha inoltre annunciato che, nel periodo 2023-2026, si stima di realizzare un fondo per l’innovazione nella salute, che offra ai pazienti in Romania accesso rapido alle più nuove terapie. Klaus Iohannis ha puntualizzato che il piano prevede, nel periodo 2023-2024, l’individuazione di alcune soluzioni anche per il finanziamento delle cure palliative, una modalità per migliorare la qualità della vita sia per i pazienti oncologici, sia per i loro familiari e le persone care.



Dal canto suo, il ministro della Salute, Alexandru Rafila, ha affermato che, durante il suo mandato, si darà priorità alla problematica del cancro perché, ha affermato il ministro, è un problema di sanità pubblica, che colpisce 100.000 persone all’anno nel Paese. Al momento, la Romania ha un programma nazionale di lotta al cancro presso la Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sanitarie, tramite cui viene rimborsata una parte delle terapie e degli esami, e alcuni programmi di prevenzione presso il Ministero della Salute. Inoltre, al Parlamento è stato creato un gruppo di lavoro per la lotta al cancro, che si è occupato di trasporre nella legislazione romena il piano europeo lanciato lo scorso febbraio e che stanzia 4 miliardi di euro per il finanziamento dei programmi di prevenzione, ricerca e terapia all’interno dell’UE.

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