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La produzione di energia in Romania

Il Governo di Bucarest intende aumentare rapidamente la produzione di energia elettrica, e il carbone dovrebbe essere una soluzione per diminuire la dipendenza dalle importazioni dalla Russia. Di conseguenza, l’Esecutivo ha deciso di riattivare subito alcune capacità produttive del Complesso Energetico Oltenia, situato nel sud della Romania, dove, nel prossimo periodo, potrebbe diventare operativa un’altra turbina in grado di produrre 300 MW. Inoltre, portando a compimento un investimento alla Centrale di Iernut (centro della Romania), entro la fine di quest’anno si potrebbero produrre altri 210 MW.



Il premier Nicolae Ciucă ha precisato che si stanno facendo sforzi al fine di raggiungere un obiettivo importante, l’ottenimento dell’indipendenza energetica, soprattutto in quanto la Romania dispone di risorse in tal senso. Negli ultimi giorni ci sono stati diversi colloqui nella coalizione governativa, presso il Ministero dell’Energia, ma anche con i manager delle compagnie del settore, compresi i rappresentanti di una compagnia americana interessata a sviluppare impianti modulari di energia nucleare.



Il presidente del PNL, Florin Cîţu, ha dichiarato, dal canto suo, che la Romania dispone già di fonti alternative ai combustibili russi per produrre energia, una di queste essendo l’estrazione di carbone. Nel contesto, egli ha affermato che molto probabilmente 600 persone saranno riassunte nel settore minerario, per aumentare la capacità nel settore. D’altra parte, la compagnia DEPOGAZ ha pubblicato un appalto per due progetti volti ad aumentare la capacità di deposito, estrazione e iniezione del gas naturale in Romania.



Parallelamente, il Governo intende reintrodurre l’obbligo di deposito minimo sullo sfondo delle tensioni sul mercato, provocate dall’invasione russa in Ucraina. I due progetti di DEPOGAZ aumenteranno la capacità di immagazzinaggio di 450 milioni di metri cubi, mentre la capacità estrattiva aumenterà da 30 a quasi 40 milioni di metri cubi al giorno. In tal modo, afferma il direttore Vasile Cârstea, il deposito e la produzione onshore potrebbero portare, insieme, a forniture di oltre 60 milioni di metri cubi al giorno, il che equivale all’indipendenza dal gas russo.



Nel contesto, il leader del PNL, Florin Cîțu, ha inoltre annunciato che il ddl della legge sull’offshore, che sblocca lo sfruttamento del gas nel Mar Nero, è quasi pronto e sarà esaminato dal Parlamento tramite una procedura d’urgenza. Egli ha precisato che esistono compagnie che estrarranno gas e lo metteranno in vendita sul mercato, subito dopo l’adozione della legge. In Romania esistono sufficienti riserve di combustibili e non è giustificato il rincaro della benzina e del gasolio da un giorno all’altro, hanno dato assicurazioni le autorità, dopo che ieri sera, nelle grandi città la popolazione ha fatto la fila ai distributori per fare rifornimento. Il ministro dell’Energia, Virgil Popescu, ha dichiarato che la situazione è stata generata dalle fake news.

La produzione di energia in Romania
La produzione di energia in Romania

, 10.03.2022, 14:20

Il Governo di Bucarest intende aumentare rapidamente la produzione di energia elettrica, e il carbone dovrebbe essere una soluzione per diminuire la dipendenza dalle importazioni dalla Russia. Di conseguenza, l’Esecutivo ha deciso di riattivare subito alcune capacità produttive del Complesso Energetico Oltenia, situato nel sud della Romania, dove, nel prossimo periodo, potrebbe diventare operativa un’altra turbina in grado di produrre 300 MW. Inoltre, portando a compimento un investimento alla Centrale di Iernut (centro della Romania), entro la fine di quest’anno si potrebbero produrre altri 210 MW.



Il premier Nicolae Ciucă ha precisato che si stanno facendo sforzi al fine di raggiungere un obiettivo importante, l’ottenimento dell’indipendenza energetica, soprattutto in quanto la Romania dispone di risorse in tal senso. Negli ultimi giorni ci sono stati diversi colloqui nella coalizione governativa, presso il Ministero dell’Energia, ma anche con i manager delle compagnie del settore, compresi i rappresentanti di una compagnia americana interessata a sviluppare impianti modulari di energia nucleare.



Il presidente del PNL, Florin Cîţu, ha dichiarato, dal canto suo, che la Romania dispone già di fonti alternative ai combustibili russi per produrre energia, una di queste essendo l’estrazione di carbone. Nel contesto, egli ha affermato che molto probabilmente 600 persone saranno riassunte nel settore minerario, per aumentare la capacità nel settore. D’altra parte, la compagnia DEPOGAZ ha pubblicato un appalto per due progetti volti ad aumentare la capacità di deposito, estrazione e iniezione del gas naturale in Romania.



Parallelamente, il Governo intende reintrodurre l’obbligo di deposito minimo sullo sfondo delle tensioni sul mercato, provocate dall’invasione russa in Ucraina. I due progetti di DEPOGAZ aumenteranno la capacità di immagazzinaggio di 450 milioni di metri cubi, mentre la capacità estrattiva aumenterà da 30 a quasi 40 milioni di metri cubi al giorno. In tal modo, afferma il direttore Vasile Cârstea, il deposito e la produzione onshore potrebbero portare, insieme, a forniture di oltre 60 milioni di metri cubi al giorno, il che equivale all’indipendenza dal gas russo.



Nel contesto, il leader del PNL, Florin Cîțu, ha inoltre annunciato che il ddl della legge sull’offshore, che sblocca lo sfruttamento del gas nel Mar Nero, è quasi pronto e sarà esaminato dal Parlamento tramite una procedura d’urgenza. Egli ha precisato che esistono compagnie che estrarranno gas e lo metteranno in vendita sul mercato, subito dopo l’adozione della legge. In Romania esistono sufficienti riserve di combustibili e non è giustificato il rincaro della benzina e del gasolio da un giorno all’altro, hanno dato assicurazioni le autorità, dopo che ieri sera, nelle grandi città la popolazione ha fatto la fila ai distributori per fare rifornimento. Il ministro dell’Energia, Virgil Popescu, ha dichiarato che la situazione è stata generata dalle fake news.

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