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Alessandro Baricco in Romania

Il 18 maggio, la Libreria Humanitas di Bucarest ha ospitato un evento d'eccezione, il lancio del libro La Sposa Giovane di Alessandro Baricco, alla presenza dell'autore.

Alessandro Baricco in Romania
Alessandro Baricco in Romania

, 20.05.2016, 17:13

Il 18 maggio, la Libreria Humanitas di Bucarest ha ospitato un evento deccezione, il lancio del libro “La Sposa Giovane” di Alessandro Baricco, alla presenza dellautore. Gli altri ospiti sono stati Catalin Stefanescu, scrittore e realizzatore del programma culturale “Garantito al 100%” della Televisione Pubblica romena, Gabriela Lungu, la traduttrice del romanzo, e Radu Paraschivescu, scrittore, traduttore e realizzatore di programmi culturali televisivi. Levento è stato moderato da Denisa Comanescu, direttrice generale della collana Humanitas Fiction di cui fa parte il libro. È stata la prima visita in Romania di uno degli scrittori italiani contemporanei più venduti e RRI ha avuto lopportunità di fargli alcune domande in esclusiva.



Comè nata lidea del libro e dei personaggi che si chiamano tutti solo secondo il loro ruolo, Sposa, Madre, Figlio, Padre, Zio?



La genesi del libri è complicata e misteriosa, quindi è molto difficile trovare la sorgente di un libro. In questo caso ci sono molte storie messe insieme e non cè un vero punto dinizio. È un libro che mi è cresciuto dentro nel tempo, in molti anni, nella sua forma, nella sua storia e nei suoi personaggi. Si chiamano così perchè… non saprei dire perchè.



Cosa ci può dire riguardo al cambio di prospettiva della voce narrante, che passa dalla terza alla prima persona, e particolarmente al cambio della persona che dice “io”? Prima è la Sposa Giovane, poi Modesto, poi la Sorella dello Sposo. Qual è lobiettivo? Quello di non farci prendere alcuna posizione, di non preferire un personaggio ad un altro?



Come spiego nel libro, come spiega il narratore nel libro – è come quando uno è malato nel letto e continua a girare. E ormai non mi riesce di star fermo quando scrivo un libro. Una volta mi riusciva.



Nel 1994, insieme ad un gruppo di amici ha fondato a Torino la Scuola Holden, dove si insegna ai giovani larte di narrare storie. Quali sono le qualità di un buon narratore secondo Lei?



Deve avere molta intensità sua. Deve avere una forma di talento particolare che è quella di trasmettere lintensità, forza. Deve avere molta umiltà, perchè fa un mestiere di servizio, un mestiere non particolarmente nobile, diciamo. Però deve avere anche moltissima sicurezza e megalomania per farsi ascoltare, perchè se hai dei dubbi non lo ascolterà nessuno. Quindi è difficile. In realtà sono pochi gli umani che sono nati per fare i narratori. Cioè tutti gli umani raccontano abbastanza bene, però se si tratta di vivere facendo quello non sono poi tanti.



In unintervista affermava che “la narrazione cura la paura”. Cosa intendeva? Perchè abbiamo bisogno di storie?



Perchè le storie organizzano il mondo. Noi abbiamo paura del disordine, del buio. Invece ogni storia getta una luce e nel gettare una luce mette in ordine. Per quanto possa essere complicata una storia, comuque ammettiamoci – la vita è più complicata. Se pensi alla punteggiatura dei libri, la vita non ha punteggiatura. Cioè, noi siamo qui e non cè punto, virgola. Ma quando lo facciamo noi, il nostro dialogo diventa più formato, più ordinato. E questo sconfigge la nostra paura del caos che abbiamo, oppure dellassenza, del vuoto di senso.



Qualche mese fa, la Libreria Humanitas ha dedicato una Serata Italiana alla storia dei Promessi Sposi raccontata da Umberto Eco. È stato un omaggio al grande Eco, perchè levento è avvenuto pochi giorni dopo la sua morte. Il libro fa parte del progetto “Save the Story”. Ci parli un pò di questa iniziativa.



Ci sono queste storie bellissime e ci siamo chiesti se i ragazzini che nascono adesso avevano una possibilità reale di conoscerle. E abbiamo pensato che un sistema è quello di farle raccontare dai narratori moderni. Allora ogniuno di noi ha scelto una storia che gli diceva molto e Umberto Eco ha scelto i Promessi Sposi. E le abbiamo riconfezionate, le abbiamo raccontate, diciamo. Non è un addattamento per i ragazzi. È come se fosse tuo padre che ti racconta una storia.



Come vede la letteratura in questo momento? Quali sono le necessità che dovrebbe soddisfare?



Cè una grande parte dellumanità a cui non interessa più la letteratura e questo va bene, doveva succedere. E quelli che sono interessati alla letteratura rappresentano un gruppo di persone esigenti, attente, molto generose, che sono disposte a darti molta attenzione. Quindi disponiamo di un pubblico comunque un pò dappertutto. Un pubblico piccolo ma con cui è bellisimo dialogare.



Tornando al libro “La Sposa Giovane”, cosa significa per lei essere presente a Bucarest in occasione del lancio? E che impresione Le ha fatto la città finora? É la sua prima visita in Romania?



La città per me è completamente nuova, perchè non cero mai venuto. Quindi è un mondo tutto da scoprire. Per adesso mi sembra una convivenza di elementi che vengono da altri mondi che conoscevo, che non avevo mai visto intracciati insieme così. Sono contento di accompagnare la Sposa Giovane qua, perchè è un libro su cui non ho parlato mai in Italia. E quindi se ne parlo è sempre, appunto, in altri Paesi. Qui non ero mai venuto in tutta la mia vita però sono anni che fanno i miei libri. Sono contento di venire, lo devo al pubblico che ho qua. Quindi, parlo volentieri e si meritano che io racconti tutto quello che ho da raccontare sulla Sposa Giovane o su tutti i miei libri. (unintervista di Razvan Galos)





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