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Sfide e minacce all’attuale ambiente di sicurezza

La NATO continuerà la lotta al terrorismo, rispettera i suoi impegni nei confronti dell'Afghanistan e adatterà le sue azioni in rapporto alle minacce ibride. Questi sono solo alcuni degli obiettivi dell'Alleanza Nord-atlantica.

Sfide e minacce all’attuale ambiente di sicurezza
Sfide e minacce all’attuale ambiente di sicurezza

, 18.11.2019, 18:31

La NATO continuerà la lotta al terrorismo, rispettera i suoi impegni nei confronti dell’Afghanistan e adatterà le sue azioni in rapporto alle minacce ibride. Questi sono solo alcuni degli obiettivi dell’Alleanza Nord-atlantica, che saranno anche temi centrali del vertice del 3-4 dicembre. I capi di stato e di governo si incontreranno a Londra per adottare decisioni di continuazione del processo di adattamento dell’Alleanza alle sfide e minacce dell’attuale ambiente di sicurezza, un incontro già preparato alla recente riunione ministeriale della Difesa a Bruxelles. Il corrispondente di Radio Romania a Bruxelles, Amalia Bojescu, sulle discussioni a Bruxelles.



Gli alleati hanno valutato i rischi e le vulnerabilità della Nato, mettendo accento sull’aumento della resilienza nazionale e sull’aggiornamento della base di telecomunicazioni civile, inclusivamente 5G. Ciò è importante, sottolinea l’Alleanza, in quanto le telecomunicazioni di prossima generazione avranno un impatto sulle società di trasporto, sull’assistenza sanitaria e sull’educazione fino alle operazioni militari. Le discussioni si sono concentrate anche sull’addestramento delle forze alleate cosicchè siano capaci di una rapida mobilitazione in caso di conflitto. Un argomento delicato sull’ordine del giorno è stata la situazione nel nord-est della Siria. Sebbene ci fossero state alcune divergenze tra gli alleati per quanto riguarda l’azione militare della Turchia, la conclusione è stata che tutte le forze in campo devono agire con moderazione e nel pieno rispetto del diritto umanitario internazionale, ha comunicato Amalia Bojescu.



Il contrasto delle minacce ibride si annovera, inoltre, tra le priorità dell’Alleanza Nord-atlantica, un tema importante al vertice Nato riguardando la minaccia russa, nel contesto in cui, affermano gli esponenti dell’Alleanza, la scorsa estate ha portato una serie di casi di intervento ibrido da parte della Russia in diversi Paesi europei, come la Germania, Francia o la Svizzera.



Probabilmente a dicembre avremo nuove iniziative nell’ambito della strategia Nato sul contrasto della guerra ibrida. Mi aspetto anche ad aspetti di strategia concettuale, ma mi aspetto anche a iniziative di natura operativa. Siamo in una tappa abbastanza avanzata di implementazione della strategia Nato in questo settore e probabilmente ci saranno anche molti altri aspetti interessanti e nuovi a dicembre. Sarebbe il migliore momento per l’Alleanza affinchè facesse un bilancio degli sforzi degli ultimi due anni nel campo delle aggressioni ibride, ha precisato l’analista politico-militare Claudiu Degeratu.



Un altro aspetto importante riguarda la ripartizione equa delle responsabilità, da questa prospettiva i budget dedicati alla Difesa essendo guardati con attenzione. Quanto e come affronteranno questo argomento gli alleati alla riunione del prossimo mese a Londra?



Non mi aspetto che in questa zona a qualcosa di sorprendente o spettacolare. Credo che i capi di stato continueranno a sostenere il mantenimento di questo target del 2%. Probabilmente avremo un altro avanzo per quanto riguarda la somma totale dei budget della Difesa a livello alleato e il sostegno sarà per mantenere, cosi’ come è stato stabilito inizialmente proprio nel Galles, nel 2014, questo impegno. Il problema è, però, quello legato all’adattamento, come trasformiamo questo impegno per un budget aumentato della Difesa in un adattamento e in un passo qualitativo all’interno dell’Alleanza? A noi interessa il confine est dell’Alleanza, vedere che queste spese per la difesa si trasformano in realtà in una migliore protezione del confine est dell’Alleanza, del confine sud e, certamente, nello sviluppo di nuove capacità di natura strategica a disposizione della NATO, ha spiegato l’analista politico-militare Claudiu Degeratu.



Le sfide e le minacce dell’attuale ambiente di sicurezza si trovano anche al centro delle preoccupazioni Ue. Di recente, i ministri comunitari della Difesa hanno dato il via libera a 13 nuovi progetti nell’ambito della Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) in materia di sicurezza e difesa. 47 progetti sono stati approvati finora, in tutto, nell’ambito del PESCO – un’iniziativa di cooperazione lanciata dagli stati membri Ue nel 2017 per superare la frammentazione in materia di difesa e per ridurre la dipendenza dagli Usa. Uno dei nuovi progetti – il Sistema marittimo antisommergibile senza pilota, diretto da Francia, Portogallo, Spagna e Svezia – utilizzerà tecnologie di punta e l’intelligenza artificiale per la guerra ai sommergibili. L’UE si propone, inoltre, la fondazione di un’accademia cibernetica e di un hub di innovazione, per la preparazione della forza lavoro con perizia tecnologica, progetto che sarà diretto da Spagna e Portogallo. Dal canto loro, la Polonia e l’Ungheria dirigeranno il progetto di creazione di un centro medico volto a concedere assistenza alle forze europee di operazioni speciali. Inoltre, sebbene 22 stati Ue siano anche membri Nato, il blocco europeo spera di lanciare dal 2021 un fondo di parecchi miliardi di euro per progettare e costruire nuovi carri armati, navi e tecnologie.




Foto: pixabay.com
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