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La settimana 13 – 19/03/2016

Le conclusioni della visita del FMI in Romania/ Decisioni sullo svolgimento delle inchieste/ Il bilancio delle vittime del club Colectiv è arrivato a 64/ La legge antifumo è entrata in vigore in Romania/ Lo stato romeno acquista La saggezza della terra

La settimana 13 – 19/03/2016
La settimana 13 – 19/03/2016

, 18.03.2016, 20:41

Gli esperti del FMI hanno raccomandato alle autorità di Bucarest di evitare un aumento eccessivo dello stipendio minimo e di rinunciare al taglio di tasse ed imposte previsto per l’anno prossimo. Alla fine di una missione di valutazione in Romania, il capo della delegazione del Fondo, Reza Baqir, ha menzionato che le misure di diminuzione delle tasse implementate tramite il nuovo Codice fiscale sono pro-cicliche e minacciano la capacità della Romania di reagire in periodi futuri di regresso economico. Gli esperti del FMI considerano che, nell’attuale contesto, il deficit di bilancio supererà il 3% del PIL l’anno prossimo e raccomandano alle autorità romene di tornare ad un livello più basso del deficit nel periodo dei prossimi tre anni. Il FMI ha attirato l’attenzione anche sul possibile impatto sul settore finanziario delle legge che prevede la restituzione alle banche delle proprietà acquistate con soldi presi in prestito. Gli esperti considerano importante che qualsiasi misura di sostegno sia ben mirata, cioè che sia a beneficio solo di coloro che ne hanno veramente bisogno e che non siano sprecate le risorse per offrire sostegno a coloro che hanno contrattato crediti a scopi di speculazione o di investimento, oppure a quelli che si permettono ancora di pagare le rate.



La Direzione Nazionale Anticorruzione si sta adeguando alle nuove norme stabilite in seguito alla decisione della Corte Costituzionale della Romania in merito alle intercettazioni e all’adozione del decreto governativo che prevede che nelle inchieste si possa utilizzare l’apparecchiatura del SRI, ma non il personale. Il procuratore capo Laura Codruţa Kovesi ha spiegato che, fino a quando la DNA non riceverà il fabbisogno stimato di 130 poliziotti e 10 milioni di euro per la dotazione, la durata di soluzione dei fascicoli potrebbe essere più lunga. Laura Codruţa Kovesi ha ricordato di nuovo che le intercettazioni nei dossier della DNA sono sempre affiancate da altri tipi di prove, ma si vedrà in che modo i giudici risponderanno, in ciascuno dei casi, alle domande formulate dalle persone rinviate a giudizio in cui hanno chiesto l’annullamento di alcune prove nei casi di corruzione. Le istituzioni incaricate della difesa del Paese e della sicurezza nazionale hanno reagito dopo la recente decisione della Corte Costituzionale della Romania di bloccare la possibilità che il SRI possa ancora fare intercettazioni nei dossier aperti dalla Direzione Nazionale Anticorruzione e da altre procure. Una settimana fa, l’esecutivo ha adottato un decreto governativo d’urgenza che permette di fare ancora intercettazioni nelle cause penali, ma non da parte del Servizio Romeno di Informazioni.



Un’altra vittima dell’incendio scoppiato cinque mesi fa nel club Colectiv si è spenta in un ospedale di Bucarest, il bilancio ammontando così a 64 morti. L’ultima vittima è un giovane 21enne, studente presso l’Accademia di Scienze Economiche di Bucarest. Stando ai medici, è morto per delle complicanze emorragiche dopo essere stato sottoposto a più interventi chirurgici. Attualmente, in cliniche all’estero sono ancora ricoverate 10 persone rimaste ferite nella notte del 30 ottobre 2015, quando un incendio è scoppiato a Bucarest nel club dove il gruppo Goodbye to Gravity teneva un concerto in occasione del lancio di un nuovo disco. A causa dei fuochi d’artificio accesi, il materiale che isolava il soffitto ha preso fuoco e l’incendio si è propagato rapidamente. Secondo il vicepresidente dell’Associazione Romena per la Tecnica di Sicurezza, Stelian Arion, in Romania non esiste abbastanza cultura nel campo della sicurezza e della prevenzione dei disastri, e la preparazione dei professionisti incaricati a controllare che siano osservate le regole è lacunare. D’altra parte, ignorando i possibili pericoli, molti imprenditori rischiano i propri affari e mettono in pericolo la vita della gente.



Dal 17 marzo, in Romania non si può più fumare negli spazi pubblici chiusi. La legge antifumo, adottata quasi due mesi fa, prevede che non si può più fumare al posto di lavoro o nelle istituzioni pubbliche, nei mezzi di trasporto in comune e nei parchi gioco per bambini. Inoltre, è del tutto vietato il fumo nelle unità sanitarie, di insegnamento, e in quelle destinate alla tutela e all’assistenza dei bambini, pubbliche e private. Non si può fumare neanche in negozi, mostre o fiere organizzate in spazi chiusi, in centri commerciali o mercati chiusi. Una guida di applicazione della legge, pubblicata sul sito del Governo di Bucarest, precisa che altri spazi in cui il fumo è proibito sono i ristoranti, i bar, i caffè, le terrazze chiuse o i club, inclusi quelli ad accesso limitato, i casinò, i centri culturali, artistici o di svago, gli spazi chiusi delle stazioni di pullman, ferroviarie e degli aeroporti. Sono un’eccezione dalla legge antifumo le cellule per detenuti nei penitenziari di massima sicurezza e gli spazi allestiti appositamente nelle zone di transito degli aeroporti internazionali.



I proprietari dell’opera “La saggezza della terra” dello scultore Constantin Brâncuşi, hanno accettato l’offerta di acquisto di 11 milioni di euro, proposta dalla commissione di negoziazione incaricata dall’esecutivo romeno. L’annuncio è stato fatto dal ministro della Cultura, Vlad Alexandrescu, il quale ha precisato che il governo pagherà 5 milioni di euro, mentre per coprire la somma restante il ministero lancerà una campagna pubblica di raccolta di fondi. Le proprietarie dell’opera dicono però che lo stato romeno potrebbe perdere il diritto alla precedenza nell’acquisto della scultura di Constantin Brâncuşi, nel caso in cui la somma negoziata non venisse pagata integralmente dal governo entro 14 giorni, come previsto dal contratto. (traduzione di Gabriela Petre)


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