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La Romania autentica, 5 viaggi imperdibili

Il nostro viaggio inizia in un luogo dove la forza dell'acqua incontra la maestosità delle montagne: il Parco Naturale delle Porte di Ferro. Qui, nelle Gole del Danubio, il paesaggio assume proporzioni monumentali.

Il Danubio (foto: Mariana Chiriţă/RRI)
Il Danubio (foto: Mariana Chiriţă/RRI)

, 19.10.2025, 20:20

Questa volta scopriamo la Romania autentica attraverso un viaggio in cinque delle sue aree naturali più spettacolari. La nostra guida, Dan Dinu, è il fondatore dell’Organizzazione Romena dei Fotografi Naturalisti. Il suo punto di vista non è quello di un semplice visitatore, ma di un esploratore alla ricerca dell’essenza selvaggia e autentica dei luoghi che attraversa da anni. Il nostro viaggio inizia in un luogo dove la forza dell’acqua incontra la maestosità delle montagne: il Parco Naturale delle Porte di Ferro. Qui, nelle Gole del Danubio, il paesaggio assume proporzioni monumentali. La salita di circa 40 minuti fino al punto panoramico di Ciucarul Mare è ricompensata da un panorama mozzafiato. Dan Dinu descrive questa immagine come uno spettacolo geologico paragonabile a quello dei famosi fiordi norvegesi. “Quello che accade lì, alle Porte di Ferro, è qualcosa di assolutamente magico. Il Danubio incontra i Carpazi. Sappiamo tutti che il Danubio nasce dai Monti della Foresta Nera. Ma la parte forse meno nota è che incontra di nuovo i Carpazi da qualche parte vicino a Vienna. Qui si riuniscono, formando un paesaggio assolutamente favoloso per la Romania. E, allo stesso tempo, un paesaggio un po’ atipico per la Romania. Quel luogo è quasi paragonabile ad alcuni fiordi norvegesi. È un punto davvero spettacolare. E penso che chiunque ci arrivi provi una sensazione interessante dopo questo magico incontro tra il Danubio e i Carpazi.”

Dalla grandiosità dell’acqua, il viaggio si sposta nel cuore di pietra dei Monti Apuseni, nella zona di Padiș, un territorio dominato dai più estesi fenomeni carsici dell’Europa sud-orientale. Qui, l’attrazione principale è il complesso delle Fortezze di Ponor, un insieme di enormi doline, come se fossero staccate da un altro mondo. Il fotografo Dan Dinu è affascinato dalle dinamiche dell’acqua in questo universo sotterraneo, un circuito quasi magico in cui le sorgenti appaiono e scompaiono, modellando costantemente la roccia. “Il Parco Naturale dei Carpazi Occidentali è interessante perché è la più grande area con fenomeni carsici nell’Europa sud-orientale. Il fenomeno è particolarmente interessante nella zona delle Fortezze di Ponor. Ci sono alcune enormi doline che si sono formate dal crollo di alcune grotte. Queste formano un paesaggio assolutamente interessante dal punto di vista carsico. Fondamentalmente, l’acqua nella zona di Padiș entra ed esce dal sottosuolo molto, molto spesso. Questa è la zona della Sorgente di Ponor, dove l’acqua esce. Poi, raggiunge la Radura di Ponor, dove scompare nel sottosuolo. Poi, riappare da qualche parte nelle Fortezze di Ponor, entra di nuovo nel sottosuolo e riemerge da qualche parte nelle Gole di Galbena, per esempio. E solo seguendo questo viaggio dell’acqua attraverso il sottosuolo ci rendiamo conto di quanto affascinante possa essere la natura. E di quanto costruisca. Anche se questo effetto è visibile solo dopo decine di migliaia di anni.”

La tappa successiva è il Parco Nazionale di Piatra Craiului, santuario dei simboli alpini della Romania. Qui, sulle creste calcaree, si può ammirare il fiordaliso, ma anche la capra nera. Il fotografo Dan Dinu sottolinea l’accessibilità di questo spettacolo naturale, consigliando un itinerario che parte da Plaiul Foii e arriva fino alla zona Marele Grohotiș, che offre una prospettiva sulla grandiosità del massiccio senza richiedere l’esperienza tecnica di percorrere la cresta. Il fascino del luogo risiede nella sua fauna e flora uniche. “Certamente, il più semplice, non necessariamente come percorso turistico, ma come accesso all’affascinante mondo delle creste montuose, è raggiungere il Parco Nazionale di Piatra Craiului. La cosa bella è che lì non c’è caccia, essendo un parco nazionale. I turisti sono più educati. Le capre nere si avvicinano molto ai turisti, non sono spaventate. Quindi, in pratica, possiamo osservare il loro comportamento. E, oltre alle stelle alpine che crescono lì, troviamo anche altri fiori rari. Troviamo il Papavero Giallo di Montagna, che cresce solo nella zona dei ghiaioni. E troviamo il Garofano di Piatra Craiului, un fiore unico, che cresce solo in questo massiccio montuoso.” “Certamente la cosa più semplice, non necessariamente come percorso turistico, ma come accesso all’affascinante mondo dei crinali montuosi, è raggiungere il Parco Nazionale di Piatra Craiului. La cosa bella di Crai è che non è un parco nazionale. I turisti sono più educati. La capra nera è diventata molto avvicinabile. possono trovare lì, troviamo il Papavero di Montagna, che vive solo nella dei ghiaioni. Si può trovare solo in questo massiccio.

Cambiando completamente registro, dalla ruvidezza della roccia alla delicatezza dei prati, ci dirigiamo verso le colline della Transilvania. Nella zona dell’altopiano di Hârtibaciu, troviamo un’area culturale di eccezionale valore europeo. Quello che sembra un ordinario quadro pastorale è, in realtà, uno degli habitat più minacciati del continente, un tesoro che la Romania conserva ancora oggi grazie alle pratiche agricole tradizionali. Il valore di questi luoghi è spiegato in dettaglio dal fotografo Dan Dinu. “Questi prati ci sembrano un po’ banali, perché li vediamo relativamente spesso in queste zone e li conosciamo in qualche modo. Ma pochi sanno che sono tra i paesaggi più minacciati d’Europa dal punto di vista naturalistico, soprattutto per quanto riguarda la flora. E questo perché, sebbene esistessero in passato in diversi paesi, con la costruzione dei villaggi e lo sviluppo dell’agricoltura, sono in un certo senso scomparsi. La Romania li ha ancora perché in queste zone pratichiamo ancora l’agricoltura tradizionale. In effetti, è interessante che questi prati siano comparsi e siano stati mantenuti con l’intervento umano. La condizione è che continuiamo a falciare questi prati manualmente o con mezzi motorizzati, ma molto piccoli. In questo modo, permettiamo a questi prati di avere questa diversità floristica.”

Il viaggio termina in un’area dove il tempo sembra essersi fermato: una foresta vergine nel Maramureș, a Strâmbu-Băiuț. La Romania ospita circa il 65% delle foreste vergini rimanenti nell’Unione Europea. Qui comprendiamo la complessità di un ecosistema. TR “Ho visto una delle foreste vergini più spettacolari che abbia mai incontrato in Romania. Lì, tutto ti colpisce in senso positivo. Dagli alberi secolari che crescono accanto ai giovani germogli. Da quell’odore di umidità, di funghi, di terra, alla visione d’insieme che si ha. Lì si può osservare questa spettacolare diversità tra gli alberi. Ci sono faggi secolari, ma anche abeti secolari, il che è molto interessante. E tutto comunica in quella foresta, soprattutto attraverso il micelio, attraverso i funghi che si trovano nel terreno. C’è un detto molto interessante che recita così: legno morto, foresta viva. In pratica, senza quel legno morto, non si può avere una foresta viva. Perché il legno morto è la base dell’intera catena alimentare in una foresta come questa.”

Attraverso l’obiettivo del fotografo Dan Dinu, la Romania turistica diventa un insieme di esperienze profonde. Dalla spettacolare geologia delle Gole del Danubio alla misteriosa idrografia dei Carpazi Occidentali, dai simboli alpini di Piatra Craiului alla cultura pastorale della Transilvania e agli ecosistemi primordiali del Maramureș, ogni luogo racconta una storia unica.

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