Anno Culturale Romania-Italia 2026: “Il Tesoro ricamato delle regine”, in mostra al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Il 15 gennaio, quando la Romania celebra la Giornata della Cultura Nazionale, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma sarà inaugurata la mostra “Il Tesoro ricamato delle regine: una prospettiva fotografica contemporanea”.
Iuliana Sima Anghel, 09.01.2026, 12:00
Firmato da Dana&Stéphane Maitec, il progetto propone uno spettacolare approccio visivo al patrimonio tessile dei costumi tradizionali romeni appartenuti alle Regine di Romania. L’evento rientra nella rosa dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026, programma strategico bilaterale sotto l’Alto Patronato del Presidente della Romania, Nicușor Dan, e del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.
La mostra è organizzata dall’Istituto Nazionale del Patrimonio, in collaborazione con l’Associazione Maitec e in partenariato con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Ministero della Cultura e l’Ambasciata di Romania in Italia.
Dana & Stéphane Maitec invitano il pubblico a un affascinante viaggio visivo alla scoperta, attraverso la fotografia esclusiva dei dettagli, di uno dei più preziosi filoni dell’identità romena: le camicette ricamate tradizionali e i costumi popolari appartenuti alle Regine e alle Principesse di Romania, oggi conservati nel patrimonio della Fondazione Collezione della Famiglia Reale di Romania, precisa l’Istituto Nazionale del Patrimonio.
Le Regine di Romania – Elisabeta (1843–1916), Maria (1875–1938) ed Elena (1896–1982) – hanno avuto un ruolo fondamentale nella legittimare e nel raffinare l’abito tradizionale, elevandolo dalla sfera rurale al rango di simbolo culturale regale. Le camicette tradizionali e i costumi popolari indossati dalle Regine e dalle principesse non erano semplici capi contadini, ma creazioni realizzate appositamente per la Casa Reale, senza perdere il legame con la tradizione. Così nacque uno stile regale romeno, in cui la tradizione popolare incontrava la grandezza monarchica, ricorda la fonte.
Nell’approccio visivo proposto da Dana&Stéphane Maitec, incentrato sulla monumentalità del dettaglio, il costume tradizionale non è percepito come un oggetto, ma come una rete di segni, e la fotografia, più che un mezzo di documentazione, diventa un vero e proprio strumento per la loro riattivazione. Le fotografie realizzate, spesso astratte, staccano i dettagli dal loro contesto decorativo e li trasformano in forme autonome, in un linguaggio plastico dotato di un proprio valore simbolico ed estetico, aggiungono gli organizzatori.
Dana&Stéphane Maitec lavorano insieme dal 1996 e formano un duo artistico dal 2002. Artisti e fotografi, vivono e lavorano tra Parigi e Bucarest. La loro pratica artistica unisce fotografia, scenografia ed esplorazione della luce come strumento di composizione. I loro progetti si sono evoluti dal ritratto e dalla fotografia concettuale verso l’arte astratta e l’installazione, in un percorso segnato da un costante interesse per il dettaglio, la texture e la presenza dell’oggetto nello spazio.
Gli organizzatori della mostra curata da Irina Ungureanu Sturza, con la consulenza etnografica e storica di Mădălina Cojocariu, Adriana Iordache, Cristina Munteanu, Alexandra Negrilă, Simona–Elena Niculescu, Luminița Scafă e Ana Ursescu, sotto il coordinamento di Irina Stahl, portano ringraziamenti speciali alla Fondazione Collezione della Famiglia Reale di Romania per il sostegno offerto alla realizzazione di questo progetto.
La mostra “Il Tesoro ricamato delle regine” rimarrà aperta al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia fino al 28 febbraio 2026.