Fisica. Magia. Progresso
L'Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare in Svizzera, il noto CERN, riunisce anche una comunità di oltre 100 ricercatori romeni. Cristina Andreea Alexe è una di loro, dottoranda presso l'esperimento CMS (The Compact Muon Solenoid), un rivelatore di indirizzo generale all'acceleratore di particelle.
Ana-Maria Cononovici, 04.02.2026, 07:00
Cristina Andreea Alexe ha parlato a Radio Romania delle applicazioni pratiche delle ricerche effettuate qui. “Il CERN in realtà deriva dal Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare, è un’associazione europea, conta principalmente membri europei, ma ha anche associati provenienti da paesi extraeuropei. È un laboratorio internazionale per la ricerca in fisica fondamentale, che in ultima analisi trova applicazioni nella società. È già successo, ad esempio, usiamo Internet, la piattaforma worldwide web è stata inventata al CERN e ne è valsa la pena! E altre applicazioni in fase di sviluppo includono terapie oncologiche basate sui protoni, che sono meno invasive, nel senso che possono attaccare il tumore senza danneggiare i tessuti sani circostanti, il che rappresenterebbe una rivoluzione in terapie di questo tipo. Quindi il posto migliore dove studiare come manipolare i protoni a proprio piacimento è il più grande acceleratore di protoni. Anche se iniziamo le storie dalla parte fondamentale della scienza, esse finiscono con il sorriso sulle labbra delle persone”, spiega Cristina Andreea Alexe.
Abbiamo appreso dalla nostra interlocutrice che inizialmente voleva diventare medico e salvare vite umane, quindi ha frequentato un liceo con specializzazione in scienze naturali, ma col tempo ha capito che voleva fare qualcosa di più grande, portare un cambiamento nella società, così dopo aver pensato alle scienze sociali e aver flirtato con l’informatica, è tornata a una passione delle sue lezioni alle medie, più precisamente la fisica. “Nel 2018, quando ho iniziato la facoltà, studiare nel Regno Unito era ancora accessibile e ho studiato lì, ho conseguito una laurea triennale e una magistrale, il che significa che in 4 anni ho scritto una sola tesi, la magistrale e mi sono laureata e ho conseguito un master all’Università di Manchester. E poi, per continuare a fare ricerca, ho cercato un dottorato di ricerca, e alla fine sono finita dove sono ora, nella migliore Università d’Italia. Ho scoperto dopo essere stata ammessa che era la migliore, la Scuola Normale Superiore di Pisa. Sto facendo il dottorato a Pisa lavorando a un progetto di analisi dati, dati presi dall’esperimento CMS, al CERN. Ho finito per occuparmi di analisi dati e programmazione. È quello che faccio ogni giorno. E statistica. Sorprendentemente, molta statistica”, racconta Cristina Andreea Alexe.
Come cambia questo il mondo? Cristina Andreea Alexe afferma che l’idea di cambiamento apportato al mondo è rimasta. “Mi sento meglio quando torno a casa, a Buzău, e parlo con gli studenti di quello che faccio e penso alle competenze che sono riuscita ad acquisire, sperando di convincere anche loro. Considero che il mio contributo sia parte di un esperimento con una missione unica, l’idea di continuare la ricerca fondamentale. E sono una di quelle persone spinte dalla motivazione di conoscere ciò che ora non conosciamo. Stiamo spingendo la conoscenza dell’umanità il più lontano possibile!”, dice ancora la nostra ospite.
Cristina Andreea Alexe ci ha assicurato che la fisica non è magia. “In ambito scientifico, si parla sempre di più di comunicazione. Di comunicare con la comunità non scientifica, con la gente comune, con i ragazzi a scuola, su ciò che facciamo. E dicono sempre che non si dovrebbe parlare come se la fisica fosse una cosa magica e il fisico un mago. Voglio dire, la gente deve capire cosa facciamo, è la cosa più sana in una società”, aggiunge Cristina Andreea Alexe, spiegando anche cos’è il CMS. “Si tratta di un tunnel con una circonferenza di 27 chilometri, situato a 100 metri sottoterra, tra la Svizzera e la Francia, vicino alla città di Ginevra. Perché funzioni, abbiamo bisogno di un enorme team. Solo nel mio esperimento, abbiamo circa 4.000 collaboratori e abbiamo bisogno di ingegneri che lo gestiscano, di personale IT che gestisca i server, che si assicuri che i nostri dati rimangano lì, e infine, il tutto arriva a me, ovvero ai fisici. Sono tra coloro che analizzano questi dati e ne estraggono le informazioni propriamente dette”, conclude la nostra ospite.
Il dottorato di ricerca di Cristina Andreea Alexe sull’esperimento CMS fa riferimento a particelle elementari che potrebbero indicare una nuova forza della natura. Per questi ricercatori, i limiti non sono insormontabili, ma solo pretesti per una nuova scoperta.