18.02.2026 (aggiornamento)
Corte Costituzionale: il presidente Nicuşor Dan e il primo ministro Ilie Bolojan salutano la decisione di bocciare la segnalazione inoltrata dell'Alta Corte di Cassazione e Giustizia su ddl riforma pensioni magistrati/Rapporto Coface: la Romania ha registrato nel 2025 i maggiori investimenti degli ultimi 30 anni, in rapporto al Prodotto Interno Lordo/ Board of Peace: il presidente romeno, Nicuşor Dan, va negli Stati Uniti
Newsroom, 18.02.2026, 19:07
Pensioni magistrati – Il presidente Nicuşor Dan e il primo ministro Ilie Bolojan hanno salutato la decisione della Corte Costituzionale, che ha respinto la segnalazione inoltrata dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia in merito al ddl del Governo di riforma delle pensioni dei magistrati, dichiarando costituzionale l’atto normativo. Si tratta di un gesto di equità, atteso dalla società, ha dichiarato il presidente, assicurando tutti i magistrati che il loro lavoro è rispettato e che la loro importanza nell’architettura dello stato è pienamente riconosciuta. “La riforma delle pensioni speciali è stata insistentemente richiesta dalla società e stiamo compiendo un grande passo verso l’equità”, ha sottolineato il governo, annunciando che, a questo punto, saranno compiuti i passi necessari per il recupero dei fondi del PNRR connessi a questa riforma. D’altra parte, il Consiglio Superiore della Magistratura ha annunciato che il nuovo quadro legislativo in materia di pensionamento avrà gravi ripercussioni sul funzionamento del sistema giudiziario. Il Consiglio ritiene inoltre che la riforma rischia di generare abbandoni nel sistema e di rendere la professione di magistrato poco attraente per le nuove generazioni di professionisti. La riforma delle pensioni dei magistrati prevede un graduale innalzamento, fino a 65 anni, dell’età pensionabile, nonchè un valore della pensione che non può superare il 70% dell’indennità netta percepita nell’ultimo mese di attività. La bozza ha ricevuto parere negativo dal Consiglio Superiore della Magistratura, mentre la CCR ha rinviato una decisione per cinque volte, nelle condizioni in cui dalla sua adozione dipendeva lo sblocco di oltre 230 milioni di euro dal PNRR.
Rapporto – Secondo un rapporto pubblicato dalla società di consulenza Coface, la Romania ha registrato nel 2025 i maggiori investimenti degli ultimi 30 anni in rapporto al Prodotto Interno Lordo, oltre il 7%. Tuttavia, il documento evidenzia anche numerose debolezze del nostro paese, come la lentezza delle procedure amministrative e giudiziarie, la corruzione, la burocrazia, la cattiva gestione della forza lavoro e degli appalti pubblici, l’esistenza di una vasta economia sommersa, un controllo fiscale insufficiente, il basso tasso di natalità o l’emigrazione di giovani istruiti. Il rapporto evidenzia inoltre che la Romania continuerà ad affrontare difficoltà nel contesto degli sforzi di stabilizzare il deficit. Il recente aumento dell’aliquota IVA potrebbe accentuare la riduzione dei consumi della popolazione, ma il previsto risanamento fiscale dovrebbe gradualmente alleviare le pressioni, afferma il rapporto Coface.
Board of Peace – In un’intervista in esclusiva a Radio Romania, il presidente Nicușor Dan ha dichiarato di aver deciso di partecipare alla prima riunione del Consiglio per la Pace a Washington, convocata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, spiegando che la presenza in qualità di osservatore è nell’interesse della Romania. Dan ha precisato di aver preso questa decisione dopo diversi giorni di colloqui con la parte americana, durante i quali ha sollecitato chiarimenti sulle possibilità di azione di uno stato non membro, ma che è in sintonia con l’organizzazione. D’altra parte, il capo dello stato ha affermato che la Romania mantiene una posizione filo-occidentale, ha ridotto il suo deficit e che non vi sono più preoccupazioni da parte di investitori o delle agenzie di rating. Nel contempo, il presidente Dan ha annunciato che, nel prossimo periodo, prenderà una decisione in merito alla nomina dei direttori dell’Intelligence.
Maltempo – Decine di auto sono rimaste sotto neve e oltre 170 alberi sono caduti a causa delle forti nevicate che hanno colpito la Romania a partire da ieri sera. Secondo il Dipartimento per le Situazioni di Emergenza, l’ondata di maltempo ha interessato 100 località di 21 province di tutto il paese, compresa Bucarest, dove il trasporto pubblico ha subito gravi disagi. Tratti autostradali e strade nazionali sono stati parzialmente chiusi. Tutti i voli dall’aeroporto “Henri Coandă” della capitale hanno subito ritardi questa mattina, mentre cinque voli sono stati dirottati verso altri aeroporti. Decine di treni che collegano Bucarest con le città del sud e del sud-est sono stati cancellati. Sulla tratta Ploieşti – Bucarest, il traffico ferroviario è stato sospeso a causa della caduta di alberi sulla linea. Inoltre, tutti i porti sul Mar Nero sono rimasti chiusi, mentre a Tulcea le manovre sul canale del Danubio Sulina sono state sospese. Anche la traversata in traghetto sul Danubio tra la città di Isaccea, in provincia di Tulcea, e la città ucraina di Orlivka è stata temporaneamente sospesa a causa delle condizioni meteo. Decine di migliaia di persone sono rimaste senza elettricità.
Riforma – Il primo ministro Ilie Bolojan ha dichiarato, in un’intervista alla televisione pubblica, che la riforma della pubblica amministrazione e il piano di ripresa economica saranno adottati all’inizio della prossima settimana, dopo che la coalizione di governo è riuscita, dopo quasi sei mesi di negoziati, a raggiungere un consenso. Bolojan ha spiegato che la riduzione del 10% della spesa salariale nelle istituzioni pubbliche non si applicherà per i ministeri dell’Interno, della Difesa, della Salute e della Cultura. Saranno esentate anche le istituzioni che hanno già tagliato le loro spese l’anno scorso, tra cui un terzo delle amministrazioni locali. Il premier ha inoltre affermato che l’unico obiettivo perseguito è di porre fine agli sprechi nelle istituzioni pubbliche con un numero troppo alto di dipendenti.
Inflazione – La Banca Centrale della Romania ha rivisto al rialzo, fino al 3,9%, la previsione relativa all’inflazione per la fine del 2026. Secondo i dati presentati dal governatore Mugur Isărescu, l’inflazione dovrebbe raggiungere un valore del 2,7% alla fine del 2027. Il governatore ha ammonito che sono necessari investimenti con fondi europei per bilanciare il calo dei consumi e che è necessaria stabilità politica per continuare le misure volte a ridurre il deficit di bilancio. Isărescu ritiene che, tra 5 anni, la Romania potrebbe iniziare le discussioni per stabilire una data per l’adozione del’euro. La condizione, ha affermato, è che il programma per la riduzione del deficit sotto il 3% del Prodotto Interno Lordo abbia risultati. Isărescu ha inoltre richiamato l’attenzione sull’elevato livello del debito pubblico, che ha superato la soglia del 60% del PIL. Ieri, il Consiglio di Amministrazione della Banca Nazionale della Romania ha deciso di mantenere il tasso di interesse di politica monetaria al 6,50% annuo.
Giustizia – L’ex candidato per la carica di presidente, il sovranista Călin Georgescu, rimane sotto controllo giudiziario nel fascicolo in cui è accusato di propaganda legionaria. La decisione finale del Tribunale di Bucarest arriva dopo che due giudici hanno espresso opinioni diverse sul caso, mentre un terzo giudice è stato l’ago della bilancia a favore del mantenimento di Georgescu sotto controllo giudiziario. Georgescu è stato rinviato a giudizio lo scorso luglio dalla Procura Generale per aver promosso pubblicamente il culto di persone colpevoli di crimini di genocidio, contro l’umanità e crimini di guerra, nonché per aver promosso pubblicamente idee, concezioni o dottrine fasciste, legionarie, razziste o xenofobe, in forma continuativa.