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Banca Nazionale della Romania – scenari sull’inflazione

La Banca Nazionale della Romania stima che nel secondo trimestre l’inflazione registrerà un aumento più accentuato rispetto alle previsioni iniziali.

Foto: Tumisu / pixabay.com
Foto: Tumisu / pixabay.com

, 02.03.2026, 11:37

La Banca Nazionale della Romania anticipa un peggioramento delle prospettive dell’inflazione, che nei mesi di aprile, maggio e giugno dovrebbe segnare un aumento più pronunciato del previsto. Secondo la Banca Centrale, l’inflazione dovrebbe salire a circa il 10% a giugno per poi scendere al 4% nel mese di dicembre. Secondo la BNR, solo alla fine del prossimo anno l’inflazione dovrebbe diminuire al 2,9%. Le nuove stime arrivano a meno di due settimane dalla presentazione del rapporto trimestrale sull’inflazione, in cui la Banca Centrale aveva rivisto al rialzo, al 3,9% dal precedente 3,7%, la previsione di inflazione per la fine di quest’anno e aveva anticipato il 2,7% nel 2027.

Secondo il rapporto presentato dal governatore della Banca Nazionale, Mugur Isărescu, dopo che nel primo trimestre di quest’anno l’inflazione dovrebbe continuare a diminuire lentamente, nei tre mesi successivi questo indicatore tornerà a crescere. La spiegazione fornita dagli specialisti della BNR per questa evoluzione è legata all’eliminazione del tetto al ricarico commerciale sui prodotti alimentari di base, a cui si aggiungono gli effetti generati dall’aumento dei prezzi dell’energia e delle accise dall’autunno scorso.

Per il terzo trimestre di quest’anno, invece, la BNR anticipava un calo brusco dell’inflazione, per scendere, a partire dalla metà del primo semestre del 2027, al target fissato dalla banca. Questa tendenza sarà sostenuta sia dalla correzione di bilancio sia dal calo dei consumi, si legge inoltre nel rapporto approvato dalla direzione della Banca Centrale.

Mugur Isărescu ha sottolineato che la BNR non poteva ridurre il tasso di interesse di riferimento perché, sebbene una tale misura avrebbe probabilmente portato a una diminuzione più rapida dell’inflazione, avrebbe anche determinato l’ingresso dell’economia in recessione, eventualità indesiderata, soprattutto nelle condizioni in cui il deficit di bilancio deve essere corretto.

Il livello del debito pubblico, che ha superato per la prima volta il 60% del Prodotto Interno Lordo, è elevato e dovrebbe essere ridotto, ha aggiunto il governatore, anche se un tale livello non significa che la Romania sia in pericolo di default. Mugur Isărescu ha inoltre sottolineato che gli investimenti pubblici, in particolare quelli finanziati con fondi europei, dovrebbero costituire la base della crescita economica, e non altre agevolazioni fiscali eventualmente estese per 10-20 anni, aggiungendo che è necessaria anche stabilità politica per poter proseguire le misure di riduzione del deficit di bilancio.

D’altra parte, la Romania potrebbe iniziare le discussioni per stabilire una data per il passaggio all’euro nel giro di cinque anni, ritiene il governatore, secondo il quale esiste tuttavia una condizione affinché ciò sia possibile: il programma di riduzione del deficit di bilancio al di sotto del 3% del PIL deve dare frutti.

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