La settimana 09 – 14/03/2026
La bozza della finanziaria, completata / Il presidente ucraino, in Romania / Sostegno romeno al più importante partner strategico / I prezzi dei carburanti, a quote preoccupanti
Ştefan Stoica, 14.03.2026, 07:00
La bozza della finanziaria, completata
La più in ritardo bozza della finanziaria degli ultimi due decenni, è stata finalizzata giovedì sera ed è giunta in Parlamento per essere esaminata, insieme a quella sulla previdenza sociale. Si tratta di un bilancio realistico ed equilibrato, costruito su parametri prudenti in un periodo difficile, hanno sottolineato il premier Ilie Bolojan e il ministro delle Finanze Alexandru Nazare. La principale sfida è ridurre il deficit di bilancio al 6,2% del PIL, un traguardo importante nel percorso di riequilibrio del bilancio concordato con la Commissione Europea. Il primo ministro ha ricordato che il bilancio tiene conto anche della riduzione del 10% delle spese nella pubblica amministrazione centrale e locale. D’altra parte, i budget per gli investimenti saranno superiori a quelli dell’anno scorso, grazie alle componenti relative al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, di oltre 10 miliardi di euro, e al SAFE (Security Action for Europe). Il PIL su cui si basa il bilancio supera i 2.000 miliardi di lei, pari a 400 miliardi di euro, ha precisato il Ministro delle Finanze Alexandru Nazare. La previsione di crescita economica per quest’anno è dell’1%, mentre l’inflazione è del 6,5%. Il bilancio è stato proposto dal governo di coalizione quadripartitico, tuttavia i socialdemocratici, che ne fanno parte, non ne sono soddisfatti e necessitano ancora di un conclave politico per decidere se sostenerlo. Vogliono emendarlo in Parlamento, soprattutto nella parte che li interessa maggiormente, quella della solidarietà sociale. Il premier Bolojan, costantemente criticato dal PSD perché ritenuto troppo rigido, sebbene altri lo considerino semplicemente rigoroso, è convinto che la bozza della finanziaria passerà al vaglio del Parlamento senza modifiche sostanziali.
Il presidente ucraino, in Romania
La storia di 35 anni delle relazioni tra Romania e Ucraina, separate da un confine di 650 km, è stata costellata anche di episodi controversi, compresi alcuni territoriali, che hanno generato una carenza di fiducia tra le parti. La situazione è però radicalmente cambiata e l’ottimo livello delle relazioni bilaterali ha permesso ai due presidenti, Nicuşor Dan e Volodymyr Zelenski, di firmare giovedì a Bucarest la dichiarazione di partenariato strategico tra i due Paesi, nonché altri due documenti riguardanti la cooperazione nel settore energetico e la produzione congiunta di armamenti. In virtù del partenariato strategico, i due Paesi collaboreranno agli sforzi internazionali per una pace giusta e duratura per l’Ucraina, per punire i crimini di guerra commessi dalla Russia e per ottenere un risarcimento da Mosca per l’aggressione. Verrà istituita una commissione strategica di alto livello e si terranno annualmente riunioni di governo congiunte e consultazioni a livello parlamentare e dei Ministeri degli Esteri. Romania e Ucraina produrranno congiuntamente droni, un settore in cui il Paese confinante a est si è specializzato per necessità. Il presidente Dan ha dichiarato di aver ricevuto garanzie in merito alla continuità delle scuole in lingua romena e a tutti gli altri diritti della minoranza romena. A sua volta, il presidente Volodymyr Zelensky ha osservato che Romania e Ucraina hanno un potenziale di collaborazione nei settori dell’energia e dell’infrastruttura. Il leader di Kiev ha incontrato anche il primo ministro Ilie Bolojan. Zelensky ha poi visitato un’unità militare nella Romania meridionale dove i piloti ucraini vengono addestrati al pilotaggio di caccia F-16.
Sostegno romeno al più importante partner strategico
A metà settimana, il Parlamento ha approvato la decisione del Consiglio Supremo di Difesa relativa al dispiegamento temporaneo, per tre mesi, in Romania di alcuni equipaggiamenti difensivi e di forze militari americane, nel contesto della crisi in Medio Oriente. Si tratta di aerei per il rifornimento in volo, apparecchiature di monitoraggio e sistemi di comunicazione satellitare. Gli equipaggiamenti e le forze americane, circa 400-500 soldati, saranno dislocati nelle basi di Mihail Kogălniceanu, sul Mar Nero, e di Câmpia Turzii, nel centro del Paese. Qualora il conflitto dovesse protrarsi, la presenza di forze e attrezzature militari richiederà un nuovo accordo con la Romania. Secondo il Presidente Nicuşor Dan, la decisione del Consiglio Supremo di Difesa è stata presa sulla base dell’Accordo di Partenariato tra la Romania e gli Stati Uniti d’America. “Assicuro ai romeni che non hanno motivo di preoccuparsi, il loro Paese è un Paese sicuro, anzi, più sicuro di prima”, ha dichiarato il capo dello Stato. L’opposizione populista, autoproclamatasi sovranista, ha protestato a gran voce durante il dibattito in Parlamento, sostenendo che una simile decisione non è immune dal rischio di trascinare il Paese in guerra. Nota bene, questi sono gli stessi partiti che bramano l’amicizia del presidente Donald Trump e del movimento MAGA.
I prezzi dei carburanti, a quote preoccupanti
Il prezzo del barile di petrolio, schizzato alle stelle a causa del conflitto in Medio Oriente, sta destando preoccupazione ovunque. In Romania, l’aumento dei prezzi dei carburanti alimenta il timore di un ulteriore rincaro, in un contesto di inflazione già elevata, intorno al 9%. D’altra parte, le autorità non vogliono modificare le accise, che rappresentano più della metà del prezzo dei carburanti, perché una diminuzione delle entrate di bilancio ostacolerebbe gli sforzi per risanare il sistema fiscale e di bilancio e ridurre il deficit. La dura realtà, tuttavia, ha spinto l’esecutivo ad adottare, in una prima fase, delle misure di sostegno: è stata prorogata fino alla fine dell’anno la compensazione per l’aumento del prezzo del gasolio destinata agli autotrasportatori, che da due settimane si trovano a fronteggiare prezzi record a causa del conflitto in Oriente. Anche l’importo del sussidio statale è aumentato, passando da 65 a 85 bani al litro. La misura è stata adottata tenendo conto del mantenimento a livelli ragionevoli dei prezzi nei negozi e, implicitamente, dell’inflazione. Oltre 6.200 operatori economici beneficeranno di questo sostegno. In Romania, il prezzo del gasolio ha superato 1,7 euro, mentre quello della benzina ha superato 1,6 euro.