Il PSD lascerà il governo?
Permangono incertezze sulla scena politica romena.
Bogdan Matei, 23.03.2026, 15:30
Dal punto di vista aritmetico, l’attuale coalizione governativa, dichiarata filo-occidentale, domina il parlamento bicamerale di Bucarest. Con il contributo dei circa 20 deputati del gruppo delle minoranze nazionali – che, in pratica, non sono eletti come gli altri parlamentari, ma designati dalle rispettive comunità etniche e che votano sempre a favore di chi è al governo –, la coalizione detiene circa il 70% dei seggi in Parlamento. Ideologicamente, i partiti del governo romeno riproducono la composizione centrista della Commissione Europea: il PSD è affiliato ai socialisti, il PNL e l’UDMR ai populisti, l’USR a Renew Europe. Sebbene tutto sembri indicare un funzionamento coerente dell’Esecutivo, la realtà è completamente opposta. Dopo ripetute dispute sulla sua struttura, la finanziaria della Romania è stata approvata solo nella seconda metà di marzo, una situazione che la stampa considera quasi senza precedenti nei 36 anni di democrazia post-comunista.
Un sondaggio condotto da Avangarde e reso pubblico sabato rivela che, alla domanda “Quanto è soddisfatto del modo in cui il governo guidato dal (liberale) Ilie Bolojan sta gestendo la Romania?”, il 43% degli intervistati si è dichiarato totalmente insoddisfatto, il 37% piuttosto insoddisfatto, il 17% piuttosto soddisfatto e solo l’1% molto soddisfatto, mentre il 2% non sapeva o non ha risposto. Inoltre, il 49% degli intervistati ha affermato di non essere affatto soddisfatto dell’attività del primo ministro, il 24% si è dichiarato piuttosto insoddisfatto, il 20% piuttosto soddisfatto e l’1% molto soddisfatto, mentre il 5% non sapeva o non ha risposto. Alla domanda se la direzione in cui sta andando la Romania sia buona o cattiva, il 79% degli intervistati ha risposto che la direzione è sbagliata, il 18% ritiene che la direzione sia buona e il 3% ha preferito non commentare.
Per gli analisti, la situazione è chiara: il governo è sempre più impopolare, dopo le dure misure di austerità adottate per ridurre il deficit di bilancio record per un Paese membro dell’Unione Europea. In questo contesto tutt’altro che roseo, il PSD annuncia l’avvio di una consultazione interna sull’opportunità di lasciare il governo. Per alcuni socialdemocratici, la soluzione salvifica non sarebbe quella di lasciare l’Esecutivo, bensì di sostituire il premier Bolojan con un liberale disposto a soddisfare le loro richieste. Con un piede al potere e uno all’opposizione, affermano gli analisti, il PSD cercherebbe di recuperare parte dell’elettorato perso a favore dell’AUR (partito nazionalista). Lo stesso sondaggio di Anvangarde rileva che, se domenica prossima si tenessero elezioni politiche, l’AUR otterrebbe il 35% dei voti. Seguirebbero le quattro componenti della coalizione governativa: PSD – 22%, PNL – 14%, USR – 11% e UDMR – 5%. Gli altri partiti non raggiungerebbero la soglia elettorale del 5%.