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La moneta nazionale romena, nella zona di equilibrio

La Banca Nazionale della Romania è intervenuta per fermare il deprezzamento del leu, nel contesto delle incertezze politiche ed economiche generate dalle elezioni, e ora la moneta nazionale si è stabilizzata.

Foto: romania-actualitati.ro
Foto: romania-actualitati.ro

, 21.05.2025, 11:45

Il governatore della Banca Nazionale della Romania, Mugur Isărescu, ha presentato martedì il rapporto trimestrale sull’inflazione. E’ stata la sua prima apparizione pubblica dopo il ballottaggio presidenziale, occasione per confermare che la Banca Centrale è intervenuta all’inizio di questo mese, dopo il primo turno, per stabilizzare il tasso di cambio, ma anche per garantire i pagamenti di bilancio e delle pensioni.

Il primo turno, nettamente vinto dal leader autoproclamato sovranista dell’AUR, George Simion, è stato seguito dalle dimissioni del primo ministro socialdemocratico Marcel Ciolacu, che hanno aumentato le incertezze politiche, con un impatto diretto sul tasso di cambio e sul mercato azionario. Si è verificata una forte pressione sul mercato valutario, con alcuni dei più grandi deflussi di capitali, e la Banca Centrale è intervenuta con ingenti somme di denaro per sostenere il leu. L’euro, che per lungo tempo era stato quotato a 4,97 lei, ha superato i 5,1 lei nelle transazioni.

Mugur Isărescu spiega che un tasso di cambio inferiore a 5 lei per un euro era impossibile da sostenere, precisando che è stata creata un’unità di crisi presso il Ministero delle Finanze e che sono state trovate soluzioni per limitare il deprezzamento del tasso di cambio e garantire la liquidità del mercato per effettuare i pagamenti di bilancio. Il capo della Banca Nazionale della Romania ha evitato di parlare di una nuova soglia psicologica per il tasso di cambio euro-leu.

“Al massimo posso parlare di una zona di equilibrio e credo che ora ci siamo. Interveniamo, ma non diciamo quando, perché e quanto. Credo che siamo dove dobbiamo essere, probabilmente interverremo”, ha precisato Mugur Isărescu. Per quanto riguarda l’inflazione, la Banca Centrale anticipa un tasso del 4,6% alla fine dell’anno, superiore alla precedente previsione del 3,8%. Tuttavia, l’inflazione non è il problema principale dell’economia e delle finanze romene, bensì il deficit di bilancio, ritiene Mugur Isărescu.

“L’inflazione al di sotto del 5% è un problema, ma non fondamentale, il problema principale è il deficit pubblico. Come possiamo correggerlo, con quale rapidità, quanta credibilità abbiamo. Lavoreremo con il nuovo governo e troveremo le soluzioni ottimali per ridurre gradualmente l’inflazione, sulla base di una riduzione sostenibile e graduale del deficit pubblico, senza entrare in recessione economica”, ha precisato il governatore.

La Romania ha chiuso il 2024 con un deficit di bilancio pari all’8,6% del prodotto interno lordo e si è impegnata, nei colloqui con la Commissione Europea, a ridurlo al 7% quest’anno. L’attrazione massiccia di fondi europei potrebbe dare una spinta considerevole agli investimenti e stimolare la crescita economica, senza creare inflazione, in una situazione in cui evitare una recessione quest’anno sarà più difficile, ha affermato il governatore. Mugur Isărescu ritiene che un elemento molto importante sarà il ripristino della fiducia dei mercati. D’altro canto, l’Ufficio statistico europeo Eurostat ha riconfermato che la Romania è ancora il paese con l’inflazione più alta nell’Unione Europea, con un aumento annuo dei prezzi del 4,9%.

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