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Proteste dei minatori

Dopo proteste presso la sede dell’azienda e a Târgu Jiu, i minatori del Complesso Energetico Oltenia sono venuti a esprimere il loro malcontento anche a Bucarest.

Proteste dei minatori alla sede del governo (foto: Agerpres)
Proteste dei minatori alla sede del governo (foto: Agerpres)

, 25.03.2026, 11:59

Circa 1.000 dipendenti del Complesso Energetico Oltenia (sud-ovest della Romania) hanno manifestato martedì davanti alla sede del governo di Bucarest, scontenti della perdita dei posti di lavoro, della mancanza di misure di protezione sociale per i licenziati e della prospettiva della chiusura dell’attività mineraria dal 2030, secondo gli impegni assunti dalla Romania attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le proteste dei dipendenti del Complesso Energetico Oltenia sono iniziate più di due settimane fa a Târgu Jiu, e alcune decine di minatori si sono recati anche a Bucarest, protestando con lo sciopero della fame davanti al Ministero dell’Energia.

I lavoratori sono scontenti del fatto che circa 2.000 dipendenti, i cui contratti di lavoro erano a tempo determinato, rimarranno senza occupazione. Il primo ministro Ilie Bolojan ha incontrato martedì una delegazione dei sindacati dei minatori per discutere la situazione economica dell’azienda e i problemi dei lavoratori, i quali hanno richiesto il rinnovo dei contratti individuali a tempo determinato oppure la concessione di diritti salariali compensativi per i dipendenti i cui contratti non saranno rinnovati. Il premier ha spiegato che tali richieste non possono essere soddisfatte e che il piano di ristrutturazione, contestato dai lavoratori, deve essere attuato in conformità agli impegni assunti dalla Romania.

Tali impegni, ha precisato il primo ministro, insieme alla situazione economica dell’azienda — che lo scorso anno ha registrato perdite di quasi un miliardo di lei (circa 200 milioni di euro) — hanno portato alle misure che vanno prese adesso. Bolojan ha inoltre spiegato che queste misure in fase di attuazione si basano su documenti adottati a partire dal 2020 e fanno parte del programma di ristrutturazione e decarbonizzazione approvato a livello nazionale ed europeo.

In un comunicato diffuso lunedì, il sindacato Muntele, che riunisce minatori ed esperti energetici del Complesso Energetico Valea Jiului, sempre nel sud-ovest della Romania, ha dichiarato la propria solidarietà alle proteste dei colleghi del Complesso Energetico Oltenia, sottolineando la necessità che il governo e il Ministero dell’Energia trovino soluzioni ai problemi segnalati dai sindacati. Secondo un comunicato di questo sindacato, è necessario che lo stato rinegozi con Bruxelles la parte relativa alla chiusura delle miniere, considerando che il programma di ecologizzazione e chiusura delle due miniere di carbone della Valea del Jiu prevede come scadenza delle operazioni il 31 dicembre 2026, scadenza ritenuta non realistica.

Come la maggior parte degli stati europei, la Romania ha ufficialmente assunto l’impegno di eliminare gradualmente il carbone dal mix energetico entro la fine del 2030. Il processo è già iniziato, con la dismissione di alcuni gruppi energetici. Questo impegno fa parte della strategia nazionale di decarbonizzazione e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le centrali a carbone saranno sostituite con fonti rinnovabili (parchi solari ed eolici) e centrali a gas, con particolare attenzione alle tecnologie verdi, per garantire la sicurezza energetica.

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