Piteşti
Pitești, capoluogo della provincia di Argeș, è nota per la sua fiorente industria, ma si rivela attraente anche dal punto di vista turistico. Per i visitatori esiste persino il Pitești City Pass, che offre l'accesso alle principali attrattive, vantaggi esclusivi e offerte speciali.
Ana-Maria Cononovici, 05.05.2026, 12:49
Oggi vi invitiamo a Pitești, capoluogo della provincia di Argeș. La prima attestazione documentaria della città risale al 1338, all’epoca di Mircea il Vecchio. Nel corso del tempo, Pitești è stata residenza temporanea di diversi voivodi. Superando la sua reputazione di città altamente industrializzata, Pitești ha iniziato a sfruttare il suo potenziale turistico. Così, l’evento simbolo della città, che si tiene ogni primavera, la “Sinfonia dei Tulipani”, ha raggiunto quest’anno la sua 49ª edizione. D’altronde, questo aspetto rimane nel cuore di molti visitatori, come ci ha raccontato l’artista visiva Roxana Donaldson, che vi si è fermata diverse volte: Sono venuta a Pitești per la prima volta da adolescente, per la “Festa dei Tulipani”. Per una giovane appassionata di botanica, la “Festa dei Tulipani” è stata un’esperienza davvero unica. Amo molto le piante e da quel momento in poi, ogni volta che vedevo un tulipano, il mio primo pensiero andava alla città di Pitești. E così, di festa in festa, di tulipano in tulipano, ho scoperto e riscoperto altri luoghi pieni di fascino. Metterei al primo posto la Chiesa Principesca, un edificio di rara bellezza che vanta un equilibrio architettonico fantastico e un’incredibile grazia. Poi il Parco Trivale. So che sembra un cliché parlare di un parco, ma è un parco davvero speciale. Pitești, per me, rimane una città tipica della Valacchia, una città calda e accogliente, facile da raggiungere, da cui non vorrei mai andarmene e dove c’è sempre qualcosa da vedere, c’è sempre qualcosa di bello da scoprire e riscoprire.
Inoltre, i musei offrono un’esperienza indimenticabile, motivo per cui è stata creata la possibilità di ottenere online il Pitești City Pass, che garantisce l’accesso agli obiettivi più amati, oltre a vantaggi esclusivi e a offerte speciali. L’edificio più antico della città è la Locanda Gabroveni, costruita nel 1877 dal commerciante Hagi Cristea Vasiliu, l’unica locanda rimasta quasi inalterata, un edificio dalla spiccata specificità urbana, grazie alla sua struttura a U. Qui si trova anche la casa dell’ingegnere Dimitrie Dima, che costruì uno dei gioielli architettonici della città, la chiesa di Sfânta Vineri, eretta tra il 1903 e il 1908 su progetto dell’architetto Ion Socolescu. La chiesa presenta capitelli corinzi in pietra di Albesti, vetrate e un affresco in stile Brancoveanu e barocco.
Gli appassionati di storia scopriranno qui il Memoriale della Prigione di Pitești, un museo allestito all’interno dell’ex penitenziario di Pitești, attivo tra il 1941 e il 1977. Il museo è stato inaugurato nel 2014 e ospita mostre, eventi culturali e programmi didattici su temi legati alla detenzione politica durante gli anni del comunismo.
Un altro obiettivo imperdibile è il Museo Provinciale di Argeș. È ospitato nell’ex palazzo della prefettura e le sue principali mostre sono dedicate a ecologia e tutela ambientale, belle arti romene (dipinti del XIX e XX secolo e grafica locale), storia, archeologia (reperti di epoca romana scoperti a Rociu e Bălănești) e le case-memoriali di Liviu Rebreanu e Dinu Lipatti.
Nel centro città, durante le Giornate della Città di Pitești, è stata inaugurata nel 2008 la Fontana Musicale. Con 1.000 getti d’acqua fissi e mobili, un organo di luci e riflettori dinamici in grado di generare un’ampia varietà di colori, la fontana funziona in base a un software specializzato che sincronizza acqua, luci e musica.
Lo Zoo di Pitești è stato fondato nel 1950, su un’area di 12 ettari, dove si possono ammirare quasi 1.800 animali, uccelli e pesci di 45 specie diverse. Un monumento di spicco della città è la Porta degli Eroi di Pitești, eretta in memoria dei soldati del 4° Reggimento di Fanteria, caduti in servizio durante la Prima Guerra Mondiale (1916-1918).