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Il pittore Nicolae Grigorescu

Il primo pittore romeno di fama europea e il più importante tra i fondatori della pittura romena moderna, Nicolae Grigorescu nacque il 15 maggio del 1838 in un villaggio della provincia di Dambovita.

Il pittore Nicolae Grigorescu
Il pittore Nicolae Grigorescu

, 19.10.2017, 15:25

Il primo pittore romeno di fama europea e il più importante tra i fondatori della pittura romena moderna, Nicolae Grigorescu nacque il 15 maggio del 1838 in un villaggio della provincia di Dambovita. Eppure, il suo nome è legato soprattutto a Campina, località sulla Valle del Prahova, dove l’artista visse gli ultimi anni della vita. La sua casa di Campina è diventata Museo Memoriale, e il suo patrimonio rispecchia l’attività e la biografia dell’artista che, all’età di 10 anni, diventò apprendista del miniaturista di origine ceca Anton Chladek.

La museografa Alina Apostol presenta l’evoluzione della carriera di Nicolae Grigorescu: Dopo l’apprendistato, cominciò a fare delle piccole icone che vendeva alle fiere. A partire dall’età di 15-16 anni, cominciò a creare pittura murale ad olio, ma anche affreschi per alcuni monasteri della provincia di Prahova e della regione della Moldavia. Nel 1861, partì per Parigi, con le spese a carico dello stato, grazie alle insistenze di Mihail Kogalniceanu, che aveva incontrato al monastero Agapia in Moldavia. A Parigi, fece l’esame presso la Scuola di Belle Arti e lavorò nell’atelier di Sebastien Cornu. Intanto, lavorò al Museo del Louvre delle repliche di lavori firmati da grandi maestri. Il nostro museo custodisce alcuni lavori di quel periodo. Scoprì la Scuola di Barbizon e i suoi pittori francesi, tra cui Jean-François Millet. Conserviamo delle opere pure di quel periodo. Nel 1870 espone a Bucarest 26 tele nell’ambito dell’Esposizione degli artisti in vita, e per l’occasione viene insignito della Medaglia d’oro per il Ritratto di Großbanu Nasturel Herescu.

Una volta acquisita la fama di pittore di talento e innovazione, Grigorescu abbracciò le sue altre grandi passioni: i viaggi e le collezioni d’arte. Nel 1873-74 partì per un lungo viaggio di studi in Europa: Italia, Austria, per tornare nel Paese passando per Grecia e Costantinopoli. La museografa Alina Apostol aggiunge: Dal bazar di Costantinopoli, al suo rientro dall’Italia, acquista parecchi oggetti turchi con l’intento di dipingerli, che si tenne per tutta la vita. Quando la casa di Campina fu pronta, allestì un angolo turco nell’atrio e dipinse gli oggetti nell’Interno turco.

Durante la Guerra di Indipendenza del 1877-78, Nicolae Grigorescu fu pittore-cronista, accanto ad altri artisti. A quel periodo risalgono dipinti quali Soldato di fanteria o Prigionieri turchi. Lo stile del pittore era già formato in quel momento, da inserire nella corrente del realismo, nonostante le influenze impressionistiche. Verso la fine dell’Ottocento, Nicolae Grigorescu scoprì la Valle del Prahova, dove aprì anche tre atelier a Posada e Campina.

La casa che ospita oggi il Museo Memoriale fu anche il suo ultimo atelier, come spiega Alina Apostol: Lo costruì secondo il proprio piano tra gli anni 1901 e 1904, quando si trasferì qui insieme alla famiglia. Tra il 1904 e il 1907, l’artista lasciava raramente l’area di Campina, lavorando intensamente nei villagi vicini. Quest’ultimo periodo, a partire dal 1897, fu ben distinto nell’attività dell’artista che si ferma insistentemente sulla tematica rurale in cui la vita di campagna è il punto di partenza: pastori, contadine, carri trainati da buoi. Sono numerosissime le pitture di questo periodo e, ovviamente, espone sempre di più, centinaia di lavori all’anno.

Dopo la morte di Nicolae Grigorescu avvenuta a luglio 1907, la casa rimase nella proprietà della famiglia e, in seguito al restauro del 1950, diventò Museo Memoriale. Gli oggetti personali che ora costituiscono il suo patrimonio sono stati nella maggior parte acquistati dalla famiglia. I dipinti sono stati, a loro volta, acquistati da vari collezionisti, per cui il museo vanta oggi una delle più rappresentative e pregevoli creazioni di Nicolae Grigorescu.

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