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La Bucarest di una volta nelle cartoline

"Viaggio nella Bucarest di ieri" è il titolo di un album firmato dallo storico Cezar-Petre Buiumaci, basato sulla collezione personale di cartoline dell'autore.

Enciclopedia RRI
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, 16.12.2025, 07:00

Le trasformazioni che vediamo nella Bucarest di oggi sono gli effetti del regime comunista, dei bulldozer e delle gru che hanno cercato di legittimare un potere illegittimo e criminale. “Viaggio per la Bucarest di una volta” è il titolo di un album firmato dallo storico Cezar-Petre Buiumaci, basato sulla collezione personale di caroline dell’autore. Egli propone una Bucarest di oggi con l’aiuto di oggetti piccoli e fragili che le persone inviano in segno di affetto: “Abbiamo avviato quest’iniziativa partendo dal detto secondo il quale una foto vale 1000 parole. Io ho provato a fare qualcosa in senso contrario, dire una parola, <Bucarest>, con mille immagini. Ovviamente ho dovuto ridurre a metà il numero. Questa collezione poggia su dei pilastri. Si tratta dei pilastri della memoria urbana durante il periodo del regime comunista, visti attraverso gli occhi di persone che hanno vissuto in quell’epoca, hanno lavorato allora, le cui abitazioni sono state demolite, persone che hanno subito drammi. Ma è anche la prospettiva di alcuni architetti che hanno lavorato in quel periodo nei sotterranei di Bucarest, che hanno costruito la metropolitana di Bucarest, una serie di condomini e altri edifici amministrativi nell’ultimo decennio comunista.”

Attraente e innocente a prima vista, la cartolina può essere anch’essa un mezzo di propaganda al servizio di un regime tirannico: “Questo tipo di oggetto, la cartolina illustrata, è stata un mezzo di propaganda per il regime comunista. Venivano stampate principalmente sia immagini di nuovi edifici del potere, edifici culturali, politici e amministrativi, sia di gruppi di nuove abitazioni costruite di recente e che, tramite la cartolina, venivano trasformati in veicoli di corrispondenza. Era una corrispondenza autocensurata poiché una cartolina è libera, le righe scritte sul suo retro possono essere lette da chiunque. Si trattava quindi di una corrispondenza autocensurata, del principio di censura, nel senso più drastico, poiché l’autocensura è la più drastica manifestazione del fenomeno di censura.”

Gli edifici di Bucarest eretti negli anni del potere socialista sono stati privilegiati anche nelle cartoline: “Abbiamo una serie di obiettivi come Casa Scânteii, che è, in pratica, la vera Casa del Popolo. Vi hanno partecipato tutti i cittadini della Romania, tutti hanno fatto una donazione, hanno regalato giorni di lavoro o soldi, vi hanno lavorato fisicamente oppure hanno partecipato tramite diverse attività alla costruzione di questo obiettivo principale. È, in pratica, la dimostrazione della massima obbedienza del regime comunista a Mosca, è una copia di edifici emblematici di Mosca, ordinati da Stalin.”

Non solo quello che è immortalato nelle cartoline rappresenta un’evoluzione della città, le cartoline stesse hanno avuto un’evoluzione propria: “Le prime cartoline sono di bassissima qualità, poiché tutti gli attrezzi tipografici erano stati mandati in Russia come bottino di guerra. Con la costruzione di Casa Scânteii apparvero nuovi attrezzi arrivati da Mosca che permisero una moltiplicazione di buona qualità di tutti i materiali di propaganda. Questi formano la base con il maggiore impatto. Prima sono stati raffigurati obiettivi culturali, amministrativi e politici come Casa Scânteii, il Circo e poi la Televisione, la Casa Radio e così via. Poi, abbiamo le fotografie, appare la cartolina di tipo foto in cui l’immagine è molto chiara. Ci sono due tipi di immagini: l’immagine statica, in cui c’è solo l’obiettivo, senza niente intorno, e poi l’immagine animata da personaggi che stanno vicino a un obiettivo e eseguono diverse attività.”

Fino alla fine degli anni 1970, quando iniziò la tragedia bucarestina delle ampie demolizioni, gli interventi urbanistici delle autorità furono piuttosto ridotti, ma di grande impatto. Cezar-Petre Buiumaci: “C’era un’evoluzione della città, principalmente, ed è ciò che si voleva raffigurare nelle cartoline. C’era la Bucarest comunista che circondava la vecchia città, e venivano raffigurati obiettivi quali i quartieri, i teatri, i complessi commerciali nei quartieri Bucureștii Noi oppure Drumul Taberei, come il Complesso Favorit e alcuni obiettivi nel centro della città, che nella prima parte del regime comunista furono definiti <piombature>. Si tratta di quegli edifici eretti nei posti rimasti vuoti in seguito al terremoto del 1940 oppure ai bombardamenti del 1944. Nella prima parte del regime comunista vi furono poche zone demolite per ricostruire una parte della città. Il migliore esempio è la Piazza del Palazzo dei Congressi, conosciuta anche come la Piazza della Sala del Palazzo. Là c’è un’aggressione contro lo spazio urbano, ma è in qualche modo un tentativo dei comunisti di spostare il centro della città dalla Piazza del Palazzo Reale dietro il Palazzo Reale, dove si trova il nuovo Palazzo del Potere, il Palazzo dei Congressi.”

”Viaggio per la Bucarest di una volta” è un invito alla contemplazione del passato. Ma è anche un viaggio dei cambiamenti, che parte da quello che è andato perso per arrivare a ciò che è rimasto oggi.

Fonte foto: eteatru.ro
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