L’Istituto medico-legale o il patrimonio perduto di Bucarest
Edificio rappresentativo della vecchia Bucarest situato sulle rive del fiume Dâmbovița, l'Istituto di Medicina Legale "Mina Minovici" scomparve dal panorama della città a metà degli anni Ottanta. Costruito all'inizio del Novecento, l’edificio che ospitava l'obitorio della capitale cadde inutilmente vittima della furia distruttiva di Nicolae Ceaușescu.
Steliu Lambru, 13.10.2026, 07:00
Sulla riva sinistra del Dâmbovița, dopo che il fiume lascia la zona centrale di Piața Unirii, fino al 1985 sorgeva l’edificio dell’Istituto medico-legale intitolato al suo fondatore, il dottor Mina Minovici. Era un edificio stupendo, rappresentativo sia dal punto di vista architettonico che per la sua destinazione d’uso. Era stato costruito nella seconda metà del XIX secolo, durante il periodo di grande slancio economico della Romania, sotto il regno del grande re Carlo I, proprio a questo scopo. Inaugurato nel 1892, l’«obitorio della città» divenne «Istituto Medico-Legale» nel 1898. Dopo 93 anni di esistenza, l’imponente edificio fu raso al suolo dal brutale piano di riorganizzazione urbanistica di Bucarest ideato da Nicolae Ceaușescu, in seguito al terremoto del 4 marzo 1977. Così, l’edificio dell’Istituto medico-legale divenne una delle numerose vittime delle inspiegabili demolizioni di quel periodo.
Octavian Buda è docente di storia della medicina presso l’Università di Medicina e Farmacia “Carol Davila” di Bucarest e psichiatra presso l’Istituto di Medicina Legale “Mina Minovici”. La sua esperienza legata a quell’edificio è stata quella di un giovane che si preparava a diventare studente di medicina e che è stato privato dell’eredità lasciata dai suoi predecessori: “Un record urbano che deteniamo, piuttosto deprimente, è il fatto di avere un obitorio letteralmente “morto”, ovvero la demolizione di questo edificio con un valore architettonico notevole. E questo è successo intorno al 1985, quando mi stavo preparando per iscrivermi alla Facoltà di Medicina. Mi è capitato di passare da quella zona di Căuzași e, camminando lì, ho avuto davvero la sensazione che fosse più che deprimente. È molto difficile descrivere a parole perché sia stato demolito un edificio che, in pratica, per posizione, si trovava proprio dietro l’odierna Biblioteca Nazionale.”
Come la chiesa di Sfânta Vineri, il monastero di Văcărești e altri edifici di grande valore architettonico, anche l’edificio dell’Istituto medico-legale è stato demolito inutilmente. Octavian Buda ha detto: “Il motivo per cui l’edificio è stato demolito era assolutamente incomprensibile, perché non dava fastidio a nessuno. Si racconta che Ceaușescu abbia detto: “Cos’è questa medicina dei morti? Non esiste nulla del genere. Se deve esserci un obitorio per raccogliere i cadaveri, allora che li raccolgano alla periferia della città!” È interessante notare che, in fin dei conti, l’autopsia e le fotografie di lui fucilato sono un documento di medicina legale e di storia della medicina legale quanto mai evidente. Quindi, non è riuscito a scappare da quello che temeva.»
L’edificio dell’istituto di Bucarest era stato costruito sul modello di istituzioni simili presenti in Occidente, tra cui quella di Liverpool, risalente al 1837, che è stata la fonte di ispirazione più vicina, come ha precisato anche Octavian Buda: “Tutta quella zona, sia dietro la Biblioteca Nazionale che di fronte ad essa, è rimasta un terreno deserto dove Ceaușescu voleva costruire non so quale centro congressi. Quindi questa demolizione è avvenuta più o meno nel 1985. Una delle cose che mi ha colpito moltissimo è stata la visita alla città di Liverpool. La città ha un edificio chiamato Liverpool Medical Institute che assomiglia in modo straordinario all’ex Istituto Medico-Legale di Bucarest. Ha più o meno la stessa struttura, con un atrio molto grande e molto bello all’ingresso, con una sala a forma di anfiteatro. Ha alcune colonne in più rispetto al nostro vecchio obitorio. Il modello è molto simile, con quelle colonnate, con l’ingresso che era riservato al direttore e da cui si entrava nell’edificio, e poi seguiva l’interno.”
Quel bellissimo edificio scomparso disponeva di tutte le dotazioni necessarie. Octavian Buda ha aggiunto: “Ciò che è davvero straordinario è il fatto che si sia riusciti a realizzare e inaugurare un edificio così bello e particolare sulle rive del Dâmbovița. L’Istituto presentava alcune caratteristiche che lo distinguevano dagli altri. Non era solo un semplice obitorio dove venivano conservati i cadaveri e si effettuavano le autopsie. Disponeva di dipartimenti e di laboratori di tossicologia, antropometria e identificazione, che conferivano un livello di specializzazione avanzata a queste attività. Inizialmente fu chiamato «Obitorio della città», poi il nome fu cambiato in «Istituto medico-legale». All’ingresso dell’istituto c’era la stanza che conduceva all’ufficio del direttore. All’interno si trovavano la sala principale per le autopsie, la zona in alto dove gli studenti venivano a sedersi tutt’intorno e osservavano dall’alto l’autopsia. C’era anche un’altra sala autopsia realizzata in un secondo momento, i locali in cui venivano conservati i cadaveri, un’aula per gli studenti, il laboratorio di tossicologia, la biblioteca e un museo che esponeva ogni sorta di orrori. Il museo poteva essere visitato ed era una sorta di, come si direbbe oggi, gabinetto delle curiosità in cui si trovavano ogni genere di reperti e di cose strane. C’erano poi la cappella, in stile neogotico, molto bella dal punto di vista architettonico, il piccolo anfiteatro e il grande anfiteatro dell’istituto.”
Ma la storia dell’Istituto di Medicina Legale continua. Dopo alcuni anni di attività provvisoria presso l’ospedale “23 Agosto”, dal 1989 si è trasferito in un edificio in stile architettonico totalitario, situato all’uscita sud-est della città.