Teatro al microfono
Dal 1929, dalla prima opera teatrale trasmessa in onda fino all’archivio odierno e alla piattaforma eteatru.ro, il Teatro Nazionale Radiofonico (TNR) di Radio Romania ha realizzato migliaia di produzioni, ottenendo il riconoscimento internazionale.
Ion Puican, 03.11.2026, 07:00
Il Teatro Nazionale Radiofonico (TNR) è l’istituzione che produce spettacoli teatrali per Radio Romania, e la sua storia ha inizio nel 1929, quando fu trasmesso il primo spettacolo teatrale radiofonico in Romania. L’evento ebbe luogo solo pochi mesi dopo l’inaugurazione della radiodiffusione romena, nel novembre 1928. Solo il 1° novembre 1996 il teatro è stato ufficialmente riconosciuto come redazione indipendente all’interno di Radio Romania, con il nome che porta ancora oggi.
Domnica Țundrea, redattrice presso il TNR, ci ha raccontato degli inizi del Teatro al Microfono: Il primo spettacolo teatrale radiofonico in diretta in Romania ebbe luogo il 18 febbraio 1929, con l’opera “Ce știa satul / Cosa ne sapeva il villaggio” di I. V. Al. Jean, interpretata dagli attori del Teatro Nazionale di Bucarest, Maria Filotti e Romald Bulfinski. Quanta emozione e quanta frenesia devono esserci state nello studio di teatro radiofonico! Gli attori hanno interpretato i propri ruoli con spontaneità, prontezza e dinamismo, come riportò la stampa dell’epoca. Gli effetti tecnici sono stati realizzati «in diretta», con la cura di intrecciare le voci degli attori con il cosiddetto sottofondo acustico. I primi spettacoli di teatro radiofonico, infatti, per diversi decenni, fino al 1951 – anno in cui è stato conservato il primo spettacolo su nastro magnetico –, sono stati realizzati in diretta, con tutte le emozioni inerenti a questa forma d’arte.
Che cos’è il “Teatro al microfono” o il “Teatro radiofonico”? Il teatro radiofonico è quell’arte che rende visibile l’invisibile, che stimola la nostra immaginazione e ci spinge a vedere con gli occhi della mente movimenti, scenografie, costumi, volti, sorrisi, smorfie e così via. È quell’arte che, solo attraverso parole, silenzi, combinazioni di suoni e musica, è in grado di creare un intero mondo. Nei mondi sonori, la creatività è praticamente senza limiti. E anche l’ascoltatore diventa parte della storia. Il grande attore Mircea Albulescu, che ha dedicato la sua tesi di dottorato al teatro radiofonico, diceva che «gli spettacoli sono tanti quanti sono gli ascoltatori, poiché ogni ascoltatore proietta nella sua immaginazione il proprio spettacolo. – ha detto Domnica Țundrea.
Qual è il percorso di un testo drammatico dalla parola scritta all’onda radiofonica? Domnica Țundrea ha raccontato: Supponiamo che un autore proponga un testo. Oppure che un redattore ne scelga uno. O forse, come spesso accade, un regista si presenti con un testo e voglia trasformarlo in uno spettacolo teatrale radiofonico. Quel testo viene prima elaborato dai redattori e dai registi. Si svolge un lavoro piuttosto laborioso e ricco di sfumature, affinché il testo assuma la forma ottimale per arrivare con gli attori davanti al microfono. Dal testo, credo, parte tutto, perché nel testo si possono includere e delineare tutte le direzioni in cui si svilupperà lo spettacolo. Una volta messa a punto la forma definitiva del testo, il regista mette insieme un cast. Entrano poi in gioco gli altri membri del team: il direttore di studio, che coordina gli attori e cura l’intera atmosfera sonora durante le registrazioni in studio, gli effetti dal vivo e così via. Il direttore musicale, che a volte può anche comporre la musica dello spettacolo. Il tecnico del suono che progetta l’intero spazio sonoro. E qui potremmo parlare a lungo delle nuove tendenze nel teatro radiofonico, che vengono valorizzate appieno dai nostri registi tecnici di grande talento. Abbiamo poi l’operatore in cabina che successivamente monta il materiale sonoro e cura la regia del montaggio. E credo di aver citato tutti i membri della troupe radiofonica. Naturalmente, poi, sono molto importanti gli attori che vengono e danno vita a quel testo.
Quasi un secolo di attività. Il TNR è passato dalle trasmissioni teatrali in diretta alle registrazioni su nastro magnetico (1951) e poi alla produzione digitale. Il suo archivio (noto come Fonoteca d’Oro) comprende oggi migliaia di produzioni. Sì, è un archivio assolutamente favoloso, che si arricchisce di anno in anno, perché tutto ciò che produciamo diventa inevitabilmente patrimonio culturale. Ed è molto bene che sia così. Certamente dal 1951, anno in cui risale lo spettacolo «Hagi Tudose» di Barbu Ștefănescu Delavrancea, con Nicolae Bălțeanu nel ruolo principale, nella regia di Ion Șahighian. Da allora, l’archivio si è arricchito senza sosta. Tutti i grandi attori si sono succeduti, uno dopo l’altro, al microfono del Teatro Nazionale Radiofonico e ci hanno regalato il loro talento, la loro espressività, il loro spirito giocoso. Molti autori hanno scoperto la loro passione nel Teatro Nazionale Radiofonico. Da quelli contemporanei a quelli dell’antichità, attraversando tutte le epoche. Tra i grandi registi vorrei citare Mihai Zirra, Constantin Moruzan, Power Stratilat, Ion Vova, Dan Puican, Cristian Munteanu, Titel Constantinescu, Leonard Popovici. Sono molti, moltissimi. Gli appassionati di teatro radiofonico li conoscono molto bene. – ha detto Domnica Țundrea.
Il TNR si è conquistato il posto nelle competizioni internazionali di teatro radiofonico, al fianco di prestigiose emittenti radiofoniche. Allo stesso tempo, Radio Romania organizza il proprio festival internazionale di teatro radiofonico, il «Grand Prix Nova», che si svolge sotto l’Alto Patrocinio della Casa Reale di Romania. Oggi, il patrimonio del teatro radiofonico romeno può essere ascoltato sulla piattaforma eteatru.ro.
Domnica Țundrea, redattrice del TNR, ci ha parlato anche del futuro del Teatro al Microfono: Il Teatro Nazionale Radiofonico si aggiudica importanti premi in festival del genere, che puntano sull’innovazione artistica e sulla creatività nella creazione di universi sonori. La piattaforma «eteatru» è stata rilanciata il 15 gennaio 2026, proprio in occasione della Giornata della Cultura Nazionale. Certamente è stata concepita per essere una sorta di Netflix del teatro radiofonico, in cui l’ascoltatore crea un account e può ascoltare in modo coerente determinati spettacoli, oltre a ricevere suggerimenti su ulteriori ascolti, in linea con i propri gusti. Certo, è una piattaforma in continua evoluzione, ma anche così, allo stato attuale, credo che sia una sorta di specchio dell’attività della redazione. Uno specchio del presente, delle ultime stagioni, con tutto ciò che abbiamo prodotto di meglio, ma è anche uno specchio di decenni di attività artistica. In un certo senso, contiene spettacoli di tutte le epoche, di tutti gli otto decenni che abbiamo registrati nell’archivio radiofonico, e credo che «eteatru» contenga titoli rappresentativi di tutti i periodi fiorenti del teatro radiofonico, perché finora posso dire che abbiamo avuto solo periodi fiorenti e spero che continui ad essere così anche in futuro.