La Biblioteca dellAccademia Romena ha organizzato una mostra che presenta la collezione di fotografie del celebre etnologo, intitolata “LOltenia di un secolo fa nelle fotografie di Alexandru Tzigara-Sarmucaș
Larchitetta Irina Nemţeanu ha pubblicato di recente il libro Ipostasi dellabitare della comunità ebraica in Moldavia (1775 – 1930)
Uno dei francesi che hanno lasciato le più attraenti pagine sulla Bucarest dellOttocento è stato il professore e giornalista Ulysse de Marsillac
Gli scritti non-conformisti di Urmuz hanno anticipato il dadaismo, il surrealismo e il teatro dellassurdo.
Una delle più antiche strade di Bucarest, Calea Văcărești, ha attraversato periodi di trasformazione che hanno coinciso con le fasi di modernizzazione delle altre strade e quartieri.
Nella letteratura romena interbellica, Hortensia Papadat-Bengescu si affermò come una delle prime e più importanti voci del rinnovamento del romanzo romeno.
Nato a Bucarest nel 1895, Marcel Iancu ha studiato architettura in Svizzera
Di recente, il filosofo e saggista Mihai Șora si è spento nella sua casa di Bucarest. È stato uno degli intellettuali romeni che hanno attraversato diversi regimi politici e hanno assistito ai grandi cambiamenti della storia del XX secolo.
Al nome di Alexandru Obregia, che aveva studiato a Berlino e Parigi e aveva collaborato, tra l'altro, con il famoso medico, psicologo e filosofo Wilhelm Wundt, è legata la fondazione del primo ospedale di malattie mentali in Romania.
Lopera più conosciuta del grande scultore romeno Constantin Brâncuși è La colonna senza fine, parte del complesso che si trova nella città di Târgu Jiu.
Personalità prolifica, poeta, drammaturgo, prosatore e critico letterario, Marin Sorescu è stato uno dei più conosciuti e apprezzati autori romeni del periodo comunista, sia in Romania, che allestero.
Di recente, l'Istituto di Storia delle Religioni dell'Accademia Romena ha organizzato una mostra intitolata I manoscritti inediti di Mircea Eliade.
La città trovata nella scatola. Una cronaca affettiva di Bucarest, un libro dell'architetta Gabriela Tabacu su una Bucarest che non esiste più, se non in fotogragie e documenti d'archivio.
Dopo che già alla fine dell'Ottocento e nei primi decenni del Novecento lo stile neo-romeno era diventato predominante, soprattutto a Bucarest, gli anni Trenta iniziarono all'insegna di una grande varietà stilistica.
Con una storia di 155 anni, la Biblioteca dell'Accademia Romena è oggi il più importante deposito di stampe che hanno circolato o che sono state prodotte nello spazio romeno.