Public speaking e ritrovare se stessi
Ultimamente, sia i corsi di sviluppo personale che quelli sulla gestione delle emozioni attraverso il teatro sono molto richiesti. Abbiamo parlato del ruolo del public speaking nel conoscere sé stessi con l'attrice Alice Nicolae, fondatrice di Teatrul Simplu, e con George Grigorescu, uno dei relatori che hanno frequentato un modulo del corso.
Ana-Maria Cononovici, 04.03.2026, 18:02
Chi eri prima che ti venisse detto chi dovevi essere? è una delle domande di una campagna lanciata da Teatrul Simplu, con il motto “Ce l’abbiamo fatta!”. Oltre ai corsi di recitazione, qui si tengono anche workshop di public speaking, sostenuti proprio dalla fondatrice, l’attrice Alice Nicolae. Abbiamo chiesto ad Alice Nicolae da dove è nata questa idea e perché un corso di public speaking è importante: “L’idea mi è venuta molto tempo fa, nel 2011, quando avevo appena conseguito il Master degree in recitazione di teatro classico. Ho notato una grande necessità delle persone con idee meravigliose di gestire le proprie emozioni e poter parlare di fronte a un pubblico. Il mio professore Radu Gabriel è venuto l’ultimo giorno di lezione e mi ha detto: “Ho una buona notizia e una meno buona: la buona notizia è che siete molto talentuosi, la notizia meno buona è che siete in tanti e che ognuno di voi dovrà trovarsi anche un’altra vocazione”. E ho capito che la recitazione aveva fatto miracoli per me, nel senso che mi ha aiutato a gestire le mie emozioni e a poter trasmettere questa abilità anche ad altri. Con emozione e senza sapere esattamente cosa mi aspettasse, ricordo come ho formato il primo gruppo nell’autunno di quell’anno, ho diffuso la notizia, ho raccolto un gruppo di persone che lo volevano fare e da allora, tramite l’azione e la perseveranza, abbiamo costantemente creato nuovi gruppi. Sono passati 15 anni, la nostra storia si è sviluppata. Ora insegniamo anche recitazione, facciamo spettacoli teatrali. Ma è lì che è iniziato tutto.” – ha risposto Alice Nicolae.
Alice Nicolae sembra aver trovato la sua vocazione e uno dei risultati tangibili è la creazione di una piattaforma dove le persone possono ritrovare sé stesse ed esprimersi liberamente. “Non so quanti di noi siano soddisfatti di aver portato a termine non so quanti compiti, ma siamo felici quando abbiamo un impatto sulla vita degli altri, cioè quando ciò che diciamo raggiunge coloro a cui ci rivolgiamo. E allora penso che un uomo che riesce a trasmettere un messaggio con chiarezza, che riesce ad avere un impatto sulle persone che lo circondano, sia un uomo che ha una vita migliore. Siamo molto felici perché possiamo avvicinare la recitazione alle persone, è un’arte che cambia davvero la vita di molti di noi, non solo quando si tratta di parlare in pubblico e gestire le emozioni, ma anche attraverso la connessione con sé stessi e la conoscenza di sé. È davvero appagante ed edificante, quindi se qualcuno ha voglia di farlo, che lo faccia!” – ha affermato Alice Nicolae.
George Grigorescu, partecipante ai corsi di public speaking organizzati da Teatrul Simplu, è una persona da sempre interessata allo sviluppo personale. Abbiamo appreso da lui che, dopo aver praticato il tango tra il 2011 e il 2016, occasione in cui ha imparato che la danza è come la vita, una volta iscritto ai corsi organizzati da Alice Nicolae, ha scoperto l’importanza della vulnerabilità in tutto ciò che si fa. “Come nel caso di ogni opportunità che ho avuto finora, mi sono detto che ci avrei provato. L’idea di parlare in pubblico è nata più per curiosità che per il desiderio di saper parlare in pubblico. Dicono che parlare in pubblico sia la seconda più grande paura dell’uomo dopo il dentista. Studiamo la teoria, impariamo a strutturare un discorso, impariamo a controllare le nostre emozioni, a stabilire un contatto visivo, a porre domande chiuse piuttosto che aperte quando stiamo costruendo il nostro discorso, impariamo a ripetere le parole chiave, ma alla fine arriva la vera prova: dimostrare di saper tenere un discorso, per cinque minuti, davanti a un pubblico. E non era un pubblico ridotto, nel senso che l’evento si è svolto in una sala conferenze di Bucarest e vi hanno partecipato circa 50 persone. Eravamo in 6 a parlare e tutti un po’ emozionati. Ma una volta ripetuta la struttura di ciò che dovevamo dire, abbiamo ricevuto il feedback della nostra guida, Alice Nicolae, che è più di una guida tecnica, è stata anche una guida emozionale, siamo riusciti a superare il test con successo. Mi è sembrato che ognuno di noi sia riuscito a superare con successo la paura di parlare in pubblico.” – ha detto George Grigorescu.
Anche l’evento di public speaking si è svolto all’insegna del motto “Ce l’abbiamo fatta!”, perché ogni partecipante ha raggiunto un obiettivo. “Gli argomenti sono stati scelti da ognuno di noi, nel frattempo alcuni hanno cambiato argomento, è stato un discorso libero, ognuno ha parlato più per esperienza personale. Il corso si è articolato in 8 sessioni di comunicazione di due ore e mezza ciascuna. Ogni sessione ha avuto un tema distinto ed ha affrontato diversi aspetti di cosa significhi creare una struttura, controllare le emozioni, come presentare le informazioni. Uno degli esempi che mi è sembrato geniale è che se non sai più cosa succederà, non c’è problema, perché il pubblico non ha letto il tuo discorso in anticipo. Mi è sembrato straordinario che si riesca a recuperare con una semplice pausa. Hai perso il filo logico, o hai sentito un fischio in sala, chissà quante cose possono distrarti dal discorso che stai tenendo.” – ha aggiunto George Grigorescu.
Alla domanda se ha scoperto qualcosa di inaspettato in tutto questo processo, George Grigorescu ha risposto: “Penso che la lezione più importante che ho dovuto imparare sia stata quella di essere vulnerabile, di permettermi di portare una parte vulnerabile della mia esperienza in questo discorso. Essere una persona che si connette con le proprie emozioni, le sente e allo stesso tempo parla. Le persone sentono quando non sei vulnerabile! Più riesci a rendere il discorso più umano, più lo rendi di grande impatto.” Quindi, un invito all’autenticità, benvenuto in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo!