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Il mercato nero dei farmaci in Romania

La vendita online di farmaci provenienti da fonti non autorizzate è un fenomeno molto pericoloso e difficile da controllare in tutto il mondo.

Il mercato nero dei farmaci in Romania
Il mercato nero dei farmaci in Romania

, 13.07.2017, 13:10

La vendita online di farmaci provenienti da fonti non autorizzate è un fenomeno molto pericoloso e difficile da controllare in tutto il mondo. Esistono persino delle reti delinquenziali che ottengono profitti enormi dalla vendita di medicinali contraffatti. L’Istituto Internazionale per la Ricerca contro i Farmaci Contraffatti informa che uno su due farmaci venduti su internet è contraffatto e solo una farmacia online su 20 è legale.



Anche se non molto grave, neanche in Romania la situazione è buona. Di recente, è stato reso pubblico a Bucarest il primo Rapporto di Monitoraggio sulla vendita online di medicinali provenienti da fonti non controllate in Romania. Il rapporto valuta la situazione attuale della vendita illegale su internet di medicinali rilasciati solo in base ad una prescrizione medica, fatto che genera un alto rischio per la salute pubblica. Stando a Dan Miclea, direttore generale di Media Kompass, l’organizzazione che ha elaborato il rapporto, sono stati monitorati tutti i prodotti inseriti nell’elenco del Programma Nazionale di Oncologia, nell’elenco del Programma Nazionale per le Malattie Rare e in quello dei vaccini negli ultimi cinque anni. Si è notato che i malati di cancro sono i più esposti ai rischi della vendita illegale di farmaci. Dan Miclea riassume le conclusioni del rapporto: “In primo luogo, si tratta del ruolo molto importante dell’educazione e dell’informazione del paziente. Una persona che affronta una situazione disperata, come i malati di cancro, non ha tempo per aspettare di trovare una soluzione normale di cura, come hanno probabilmente gli altri pazienti, afflitti da malattie croniche. Oltre all’educazione e all’informazione, che spettano alle autorità, ma forse anche alla società civile e alla stampa, è importante che la stampa faccia il suo dovere, cioè svolgere indagini giornalistiche. C’è bisogno anche di una legislazione che non lasci spazio a interpretazioni, che riguardi i siti che pubblicano annunci, i venditori, ma anche le pubblicazioni”.



Il sotto commissario di polizia Răzvan Marinică, dell’IGPR – Ispettorato Generale di Polizia – Direzione Indagini sulla Criminalità Economica, afferma che le persone che si occupano di commercio illegale rischiano una sanzione penale, per reati che possono essere inquadrati come evasione fiscale, riciclaggio di denaro oppure vendita di farmaci contraffatti: “La legislazione è un po’ ambigua. Ci crea alcuni problemi, soprattutto l’articolo del Codice penale che prevede la vendita di farmaci contraffatti. Non è prevista chiaramente la falsificazione del medicinale in sé, ma solo la contraffazione. Contraffare vuol dire solo falsificare il marchio, ma non il prodotto in sé, il suo contenuto. Abbiamo a che fare con circuiti delinquenziali, in cui non vengono registrate le entrate e la vendita di medicinali. Il ricavato viene riciclato tramite diversi circuiti finanziari, fiscali”.



Un disegno di legge che dovrebbe stabilire il quadro legale per il funzionamento delle farmacie online sta per essere adottato dalla Camera dei Deputati.



Cezar Irimia, presidente dell’Alleanza dei Malati Cronici di Romania, è del parere che non sia la mancanza di informazione o di educazione la causa per cui i malati scelgono di comprare da fonti illegali, bensì una politica difettosa: “Conosco pazienti che hanno comprato su internet, conosco pazienti che sono stati truffati, che hanno mangiato del gesso che aveva la forma di una pastiglia. Se ne sono resi conto dopo, perché avevano la febbre e hanno portato al laboratorio quello che avevano preso. Oppure, un altro esempio, hanno mangiato carbone vegetale messo in una scatola di citostatici. Il malato non sapeva che aspetto doveva avere il farmaco. Pensava dovesse essere nero. Questi opportunisti arrivano in situazioni di crisi e cercano di vendere non solo su internet, ma anche intorno agli ospedali. Come si è arrivati qui? Chiedetelo a chi ci governa. La mancanza di politiche sanitarie coerenti è la causa di questo disastro. La mancanza di responsabilità ha portato a questo disastro. Sono scomparsi alcuni farmaci poco costosi, ma vitali nelle terapie oncologiche. È la politica disastrosa dei prezzi, praticata dal Ministero della Sanità. Quindi, molti farmaci sono stati ritirati dal mercato, mentre quelli efficaci come affare economico scompaiono all’esportazione parallela. C’è una segnalazione da parte dei giornalisti di investigazione tedeschi i quali hanno scoperto che circa il 90% dell’importazione di farmaci arriva sul loro mercato dalla Romania”.



Nicolae Fotin, il presidente dell’Agenzia Nazionale dei Farmaci e dei Dispositivi Medici, afferma che ci sono misure volte a prevenire l’entrata di farmaci contraffatti nel circuito legale di vendita. E ammonisce che i rischi ai quali si espongono i malati tramite l’acquisto di farmaci online, da fonti non autorizzate, sono molteplici: “Il fatto che non siano conosciuti la provenienza della medicina, il produttore, le sostanze attive, le concentrazioni, gli eccipienti… comporta rischi che possono essere particolarmente nocivi per la salute. Se parliamo, ad esempio, dei vaccini, sappiamo tutti che i vaccini sono sensibili, vanno conservati e trasportati al freddo, alcuni a 28 gradi, altri si possono congelare, altri no… Se non vengono rispettate le temperature di trasposto, appare un primo effetto nocivo, quello che il rispettivo vaccino viene somministrare invano. Anche se si tratta di un vaccino autorizzato, non ha più effetto, perché sono necessarie certe condizioni di stabilità in cui ogni medicinale è conforme alle specificazioni per cui è stato autorizzato. Qualsiasi trasgressione delle rispettive specificazioni vuol dire degrado. Il degrado è direttamente collegato all’efficacia e alle reazioni avverse”.



E non è tutto, in alcuni casi, nei farmaci falsificati sono state scoperte sostanze tossiche, come il mercurio o topicidi. Quindi, prima che le istituzioni competenti avviino delle pratiche legali, ognuno di noi, quando acquista farmaci online, dovrebbe controllare tra l’altro lo stato giuridico del sito e i loghi che certificano l’autorizzazione dei rispettivi siti. (tr. G.P.)


Foto: pixabay.com
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