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Una radiografia dell’istruzione e della ricerca in Romania

"Rapporto diagnostico sull'istruzione e la ricerca in Romania. Risultati attuali e implicazioni per nuove riforme nel settore". Questo è il titolo di un documento recentemente presentato dal ministro dell’Istruzione ad interim, Daniel David. Partendo, quindi, da una radiografia attuale del sistema di istruzione e ricerca, Daniel David presenta una serie di proposte di riforma, alcune basate sui dati, altre sulle migliori pratiche europee e internazionali.

Il ministro dell'Istruzione e della Ricerca, Daniel David (foto: gov.ro)
Il ministro dell'Istruzione e della Ricerca, Daniel David (foto: gov.ro)

, 09.06.2025, 20:39

“Rapporto diagnostico sull’istruzione e la ricerca in Romania. Risultati attuali e implicazioni per nuove riforme nel settore”. Questo è il titolo di un documento recentemente presentato dal ministro dell’Istruzione ad interim, Daniel David. Intitolato brevemente “Rapporto QX”, propone un sistema di istruzione e ricerca attraverso il quale, tramite appropriate problematizzazioni – domande (Q), il Paese possa affrontare l’incognita X del futuro.

Partendo, quindi, da una radiografia attuale del sistema di istruzione e ricerca, Daniel David presenta una serie di proposte di riforma, alcune basate sui dati, altre sulle migliori pratiche europee e internazionali, e altre ancora sulle analisi riflessive del ministro stesso. Le riforme proposte – afferma il ministro – possono costituire l’architettura relativamente stabile del sistema di istruzione e ricerca romeno nel lungo termine, e possono essere influenzate da ideologie di sinistra, centro o destra, a seconda dei diversi programmi governativi.

Qual è dunque la situazione attuale e quali soluzioni si potrebbero trovare per porvi rimedio? Secondo il rapporto redatto dal Ministro Daniel David, nell’istruzione preuniversitaria romena l’istruzione è inefficiente, generando laureati con competenze di scarsa qualità, alti tassi di abbandono scolastico e un crescente analfabetismo funzionale, aspetti che rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale. L’istruzione preuniversitaria obbligatoria – scuola materna, primaria, secondaria e superiore – dovrebbe trasmettere, attraverso l’istruzione, otto competenze chiave attraverso le quali i laureati possano integrarsi efficacemente nel mercato del lavoro o proseguire gli studi, diventando buoni cittadini e persone soddisfatte della propria vita. Per questo, una delle soluzioni sarebbe quella di ripensare i programmi scolastici al fine di insegnare meno, ma in modo più pertinente – afferma il Ministro Daniel David. “Penso che gli elementi-chiave siano il curriculum, i metodi di insegnamento e il libro di testo. Nell’ambito del curriculum, dobbiamo insegnare meno, ma in modo più pertinente e con un maggiore impatto sulle competenze dei bambini, quindi vorrei che la discussione andasse in questa direzione quando parliamo di lezioni, discipline e carico curriculare, e che il numero di ore non superasse la media europea. Non possiamo più essere all’avanguardia nel numero di discipline e di lezioni – l’avrei accettato, non era un problema!, se avessi visto che un carico curriculare così elevato produce laureati straordinariamente bravi, se avessimo battuto Singapore o la Finlandia in tutte le classifiche internazionali! Non è così! La legge prevede, ed è bene, che il 25% del tempo assegnato a una disciplina venga dedicato ad altro, cioè allo stesso contenuto, ma in una logica di consolidamento e utilizzo nella vita quotidiana, cioè proprio nelle aree in cui otteniamo risultati molto scarsi nei test PISA e dovremo ripensare, praticamente, tutti i programmi in questa logica.

Per quanto riguarda il sistema nazionale di istruzione superiore, esso dovrebbe puntare a formare risorse umane altamente qualificate in grado di mantenere e sviluppare le proprie competenze attraverso l’apprendimento permanente. In altre parole, i laureati non dovrebbero rimanere prigionieri delle conoscenze assimilate durante gli anni universitari, conoscenze che diventano obsolete nel tempo, ma dovrebbero evolversi, assimilando le nuove scoperte scientifiche.

Il ministro Daniel David? “Come dovrebbe essere l’istruzione superiore se funzionasse bene?” Beh, innanzitutto, l’istruzione superiore dovrebbe formare laureati con qualifiche di livello 5, 6, 7 e 8: laurea triennale di livello 5 e 6, laurea magistrale di livello 7 e dottorato di ricerca di livello 8. Cosa dovremmo aspettarci da questi laureati? Che siano in grado di integrarsi rapidamente nel mercato del lavoro, che abbiano un forte legame con esso, soprattutto quelli in settori come il teatro, l’ingegneria, la medicina, ecc. E che quelli di livello 7 e 8 cambino il mercato del lavoro, lo dinamizzino, ne inventino di nuovi. Parallelamente, nell’istruzione superiore, non dimentichiamolo!, rientra anche l’area Ricerca-Sviluppo-Innovazione, che dovrebbe produrre ricerca di qualità. Sta succedendo? La verità è che non sta succedendo al livello del potenziale che abbiamo. La verità è che abbiamo troppo pochi laureati e troppo pochi medici in questo Paese. Di qualità, intendo!

La Romania, sesto paese dell’Unione Europea per popolazione, produce troppo poca conoscenza. Della conoscenza prodotta, troppa poca è di qualità, e di quella di qualità, troppo poca è di concezione romena. Perché? Perché il sistema nazionale di Ricerca-Sviluppo-Innovazione ha un’architettura obsoleta: frammentata, difficile da coordinare, mal distribuita a livello nazionale, con sovrapposizioni che rallentano lo sviluppo e sprecano risorse. Le risorse umane sono demotivate e scarsamente finanziate. Di conseguenza, questo sistema non attrae grandi risorse internazionali ed è, inoltre, vulnerabile alla “fuga dei cervelli”. E il bilancio statale … Il ministro Daniel David: “È già una vergogna nazionale continuare a dire, ogni anno, che l’obiettivo è l’1% del Prodotto Interno Lordo per la Ricerca, più l’1% del settore privato, quindi dovremmo puntare al 2%. Capisco che il Paese sta andando male, abbiamo ancora crisi socioeconomiche, lo capisco! Ma se non garantiamo il budget necessario e la prevedibilità, la ricerca ne risente e non si può fare a un livello molto serio. Non si può dire ‘Sto facendo ricerca, non ho più soldi, sospendo’… Sospendere cosa? Forse ho un laboratorio in cui, non so, coltivo delle piante con una modificazione genetica di un certo tipo. Cosa me ne faccio? Insomma, il budget è fondamentale e se non lo capiamo… Non è che vogliamo più soldi, ne vogliamo quanti ne abbiamo impegnati e vogliamo che quell’obiettivo sia prevedibile”.

Di conseguenza, attraverso le riforme proposte in Ricerca-Sviluppo-Innovazione, si auspica che l’architettura del sistema nazionale comprenda attori diversi, con missioni diverse, ma coordinati tra loro, al fine di generare conoscenza cumulativa ad alte prestazioni, senza tuttavia sovrapposizioni e senza consumare fondi. Le risorse umane dovrebbero essere meglio finanziate, più competitive anche nelle classifiche internazionali e generare conoscenza scientifica avanzata, con un impatto sulle innovazioni tecnologiche e culturali.

Questa è, in sintesi, l’attuale radiografia dell’istruzione e della ricerca in Romania. E ancora, in breve, affinché si sviluppino al passo con i tempi che stiamo attraversando, sarebbero necessarie riforme ben ponderate, applicate in modo approfondito e costante nel medio e lungo termine, a prescindere dall’orientamento politico di chi salirà al potere.

Foto: Vitaly Gariev / unsplash.com
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