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Iniziative civiche per una vita sostenibile

Proteggere l'ambiente, ma anche la salute umana, attraverso una vita quanto più semplice possibile, più vicina alla natura e meno inquinante, è dovere sia delle autorità pubbliche, che dei comuni cittadini.

Iniziative civiche per una vita sostenibile
Iniziative civiche per una vita sostenibile

, 16.02.2023, 18:27

Proteggere lambiente, ma anche la salute umana, attraverso una vita quanto più semplice possibile, più vicina alla natura e meno inquinante, è dovere sia delle autorità pubbliche, che dei comuni cittadini. E in Romania, dove leconomia circolare è ancora poco incoraggiata dai decisori politici, lattivismo civico ecologico si sviluppa forse più lentamente, ma con certezza. E oltre alle associazioni non governative sono comparse anche iniziative strettamente individuali che hanno già i loro sostenitori. Una di queste appartiene a Corina Ciurea, una giovane donna che, oltre al suo regolare lavoro, condivide – attraverso un blog accompagnato da vlog – la sua esperienza di vivere consumando quanto meno plastica possibile e generando quanto meno spazzatura. Per Corina, questo stile di vita nasce, infatti, come una continuazione della vicinanza alla natura nella sua infanzia trascorsa in campagna. Durante il liceo, allinizio della sua maturazione, le prime decisioni su proprio conto hanno riguardato la protezione della natura.



Corina Ciurea: “Alla fine del liceo ho iniziato la raccolta differenziata. In quei grandi contenitori a forma di campana che cerano per strada, ho iniziato a portare oggetti di plastica, bottiglie, carta, ecc. E lungo la strada, man mano che apprendevo piu informazioni, ho cercato di ridurre i consumi e portare nei bidoni della raccolta differenziata sacchetti sempre piu piccoli. Questo è lideale: zero sprechi. Ma è piuttosto un ideale a cui aspiro. In realtà, è più un desiderio di essere vicino alla natura. Nella società odierna è un po impossibile vivere senza generare rifiuti. In Romania non abbiamo uneconomia circolare in cui tutti i rifiuti finiscano di nuovo in circolazione, per essere assorbiti in modo da avere un valore aggiunto. Quindi siamo giunti alla conclusione che è bene ridurre i consumi, non stressarsi perché nessuno è perfetto e non abbiamo modo di vivere perfettamente, ma possiamo fare il meglio nella situazione data”.



Quali sono le tappe da attraversare per vivere nel modo più sostenibile possibile? Corina Ciurea ci ha risposto parlando della propria esperienza. “La prima cosa che ho sostituito o smesso di comprare è stato il sacchetto di plastica. Come ogni romeno o qualsiasi altra persona, avevo a casa un sacco di sacchetti di plastica, che diventava sempre più grande. E allora perché dovrei comprarne altri? Perche non usare questi? Li ho usati finché non si sono rotti. Poi li ho portati ai bidoni di raccolta differenziata e li ho sostituiti con borse di cotone o materiale resistente che non si strappa facilmente. Quindi questo è stato il primo cambiamento. Poi ho smesso di prendere bottiglie di plastica per lacqua, e le ho sostituite con una bottiglia di alluminio o di vetro. E con acqua filtrata al filtro. Un altro cambiamento che ho fatto è stato quello di prendere una borsa in tela. Ebbene, nel momento in cui ho iniziato, il movimento non era così popolare e ho dovuto spiegare più volte al mercato o al negozio che non volevo un sacchetto di plastica, anche se era gratis. Dopodiché ho sostituito il sapone liquido in contenitore di plastica con uno solido in cartone o non imballato. Poi ho cambiato lo spazzolino di plastica con uno di legno, bambù e così via. Non consiglio di fare tutti i cambiamenti simultaneamente, ma uno al giorno, integrandoli gradualmente nella nostra routine in modo che tutto il nostro sistema di abitudini non crolli e arriviamo alla conclusione che questo non fa per noi e che è qualcosa di impossibile”.



Nel frattempo Corina è arrivata a non usare quasi niente di plastica e, se questo non può essere evitato, usa prodotti imballati in plastica riciclabile. Fortunatamente, in Romania sono apparsi di recente negozi online e fisici che vendono prodotti biologici, sfusi, senza imballaggi di plastica. È da qui che solitamente si riforniscono gli adepti del movimento “rifiuti zero”, movimento che Corina Ciurea ha incoraggiato anche organizzando campagne internazionali nel nostro Paese, come quella intitolata “Luglio senza plastica”. Così ha contribuito anche alla crescita della comunità “zero rifiuti” in Romania.Corina Ciurea: “La comunità è cresciuta, ma è ancora timida in Romania, non ha tanti follower, ma quelli che sono sono forti e non si arrendono. Mi sembra che ogni anno vi si aggiunga qualcuno. La pandemia ha rallentato un po il movimento, le cose erano cominciato a muoversi abbastanza bene prima del 2019, cerano anche eventi molto più visibili, aziende più coinvolte, ma penso che stiamo ripartendo nella stessa direzione. Ci sono anche direttive Ue che ci aiutano, quindi sono ottimista”.



I tifosi del vivere sostenibile e non inquinante possono informarsi anche grazie a un altro progetto sviluppato dalla società civile. LAssociazione ViitorPlus ha molti programmi volti al riciclaggio e alla raccolta differenziata dei rifiuti, e uno di questi si chiama”La mappa del riciclo”, apprendiamo da Mihail Tănase, direttore della comunicazione. “La mappa del riciclo” è una piattaforma online. Come progetto esiste da 10 anni, ma nella sua forma attuale ce labbiamo da 4 anni. Al momento siamo presenti a livello nazionale, abbiamo punti di raccolta sulla mappa in tutto il Paese. Sono oltre 15.000 i punti che possono essere sia contenitori stradali collocati dalle autorità locali o dagli operatori sanitari, sia punti di raccolta presso negozi, farmacie o distributori di benzina. Possono anche essere centri di raccolta indipendenti. Li abbiamo organizzati in base alle tipologie di materiali, quindi ci sono punti di raccolta dove possono essere raccolti tutti i materiali riciclabili in modo classico (plastica, carta, cartone, vetro) e ci sono anche punti dove possono essere raccolti separatamente i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, tessili che possono essere donati o riciclati, olio da cucina usato o i medicinali scaduti che sono considerati rifiuti pericolosi. Il traffico sulla piattaforma è in aumento. Abbiamo oltre 700.000 utenti da quando labbiamo lanciata. Lanno scorso abbiamo avuto oltre 200.000 utenti e oltre 550.000 visite. Ma, come dicevo, il traffico sta aumentando. Inoltre, la mappa vuole essere una piattaforma partecipativa, nel senso che qualsiasi utente, se si registra, può aggiungere alla mappa nuovi punti di raccolta”.



Anche leducazione è molto importante, ha spiegato Mihail Tănase. “LAssociazione ViitorPlus” ha diverse missioni di imprenditoria sociale, volontariato per lambiente, educazione e consapevolezza ambientale. Lo facciamo principalmente attraverso la mappa, che è il nostro strumento principale, ma abbiamo anche altri metodi. Facciamo informazione e sensibilizzazione per gli adulti attraverso gli articoli che abbiamo sul sito che parlano non solo di raccolta, ma anche di riduzione e riuso che aiutano lambiente più del riciclo perché prevengono il consumo eccessivo e la produzione di rifiuti. E abbiamo anche una componente di educazione ambientale per i bambini e sviluppiamo sessioni educative per gli insegnanti. Mettiamo a loro disposizione lezioni ambientali informali e loro le impartiscono in classe”.




Foto: Lyubomyr Reverchuk / unsplash.com
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