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Nuove sfide dell’anno scolastico in Romania

Sottoposte dal Ministero dell'Istruzione al dibattito pubblico all'inizio dell'estate, una serie di modifiche importanti alla Legge sull'Istruzione hanno suscitato polemiche e accese reazioni tra docenti, genitori e studenti.

Nuove sfide dell’anno scolastico in Romania
Nuove sfide dell’anno scolastico in Romania

, 19.09.2022, 12:23

Sottoposte dal Ministero dellIstruzione al dibattito pubblico allinizio dellestate, una serie di modifiche importanti alla Legge sullIstruzione hanno suscitato polemiche e accese reazioni tra docenti, genitori e studenti. Tutti, però, concordano su alcuni fatti evidenti: laumento del tasso di abbandono scolastico, lalto tasso di analfabetismo funzionale tra gli studenti, il tasso di conseguimento del diploma di maturità al di sotto delle aspettative. Le polemiche sorgono quando si cercano soluzioni, e quelle proposte dal ministero non soddifasano gli insegnanti e i genitori.



Una delle modifiche proposte riguarda il raddoppiamento dellesame di ammissione alle scuole superiori di secondo grado per gli allievi dellottava classe che alletà di 15 anni dovrebbero sostenere lesame di Valutazione Nazionale – obbligatorio per tutti gli allievi delle scuole secondarie di primo grado -, ma anche unesame di ammissione separato ai collegi nazionali dove vogliono continuare gli studi. Questi ultimi sono i licei del sistema pubblico che ricevono lo status di collegi se riuniscono determinati criteri. Poiché in molti casi si tratta di ottime scuole con una certa tradizione, lopinione pubblica le considera “licei délite”. La proposta di un esame separato, sostenuta dai rappresentanti di questi licei riuniti nellAlleanza dei Collegi Centenari, non è gradita dalla Federazione nazionale delle associazioni dei genitori, come abbiamo appreso dal presidente Iulian Cristache. “Siamo lunica federazione rappresentativa a livello nazionale. E abbiamo deciso che quando si tratta di una decisione importante, un cambiamento fondamentale avviato dal Ministero dellIstruzione, dobbiamo fare sondaggi e le nostre indagini degli ultimi due anni hanno avuto un numero impressionante di intervistati. Lultima indagine riguardante lammissione alluniversità e il cambiamento della modalità di valutazione allesame di maturità proposta dal Ministero dellIstruzione nellattuale progetto legislativo ha avuto oltre 65.000 intervistati. Per quanto riguarda lammissione, oltre il 65% dei genitori si oppone a un simile esame di ammissione. E il parere della federazione è lo stesso. In questo momento, questi collegi, dove gli studenti sono ammesi con voti altissimi, superiori a 9,80, avrebbero la possibilità di fare una selezione tra questi ragazzi e creare delle classi di eccellenza. Non sappiamo perché sia ​​necessario sostenere lennesimo esame, per sottoporre i bambini a ulteriori pressioni in un arco di tempo relativamente breve. Loro sosterranno lesame di Valutazione Nazionale e sospetto che in un massimo di due settimane dovranno sostenere un altro che avrà un grado di difficoltà maggiore, non solo nelle discipline desame classiche, ma anche in altre che saranno approvate dal Consiglio Direttivo della scuola.”



Unaltra preoccupazione destata da questa proposta riguarda le discrepanze socioeconomiche tra zone rurali e urbane, tra piccole città e grandi città. Situati nelle grandi città, i collegi nazionali sono solitamente i più ambiti dai bambini provenienti da famiglie che possono permettersi di vivere in un centro urbano e pagare le lezioni private necessarie per lammissione a queste scuole superiori considerate “top”. Un ulteriore esame approfondirebbe il divario tra gli studenti delle aree svantaggiate e quelle privilegiate, ritengono molti insegnanti, tra cui Doru Căstăian, che insegna scienze sociali e umane al Liceo “Dimitriu Cuclin” di Galati. “Ho detto che, purtroppo, a me sembra una misura discriminatoria. È una misura che non farà che approfondire alcuni problemi del sistema. Potrebbe, però, non essere necessariamente una misura pessima se fossero assicurate le condizioni in modo che questi tipi di esami possano essere estesi a livello dellintero sistema. Ma finchè solo a pochi sarà consentito di organizzare unulteriore esame di ammissione, nelle condizioni in cui esiste già una valutazione nazionale, non credo che la misura darà i risultati auspicati, anzi, rischia di aggravare i problemi già esistenti.”



Nella riforma della Legge sullistruzione viene preso in considerazione anche lesame di maturità, con lintroduzione di prove uniche tramite la fusione di più discipline. Per cominciare, tuttavia, è necessario chiarire alcuni termini, secondo il professore di scienze socio-umane Doru Căstăian. “Parliamo prima di standardizzazione e poi di fusione, perché la standardizzazione potrebbe essere intesa nella sua accezione più ristretta. Fino a ulteriori chiarimenti, finché non sarà chiaro per tutti cosa si intende per standardizzazione, permangono le nostre perplessità e preoccupazioni circa la fusione di tutte le discipline in un solo esame. Ancora una volta chiedo come sarà fatto questo tipo di standardizzazione”.



Per i genitori, lesame di maturità unico cancellerebbe anche le differenze tra gli indirizzi di studio dei ragazzi durante i quattro anni delle scuole superiori di secondo grado. Iulian Cristache, presidente della Federazione nazionale delle associazioni dei genitori. “Il modulo attuale ci sembra il migliore perché non capiamo quale sarebbe il senso dei vari indirizzi di studio se tutti gli studenti, a prescindere dallindirizzo, dovessero superare esami con lo stesso livello di difficoltà. Non credo sia normale che uno studente che studia al liceo scientifico, ad esempio, sia valutato secondo gli stessi criteri applicati agli studenti dei licei classici, dove la matematica viene insegnata in modo diverso. Qui siamo riusciti, dopo le discussioni con il Ministero, a ottenere la promessa che la lingua e la letteratura romena saranno una disciplina a sè stante”.



Il dibattito pubblico sulle novità legislative si è concluso a fine agosto. Il Ministero dellIstruzione deve ora decidere se introdurrà o meno le proposte di modifica nei testi legislativi, per poi trasmetterle al Parlamento per la votazione.




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