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Centenario della Federazione Scacchistica Romena

Considerato uno "sport della mente" per l’alto grado di complessità, di anticipazione della strategia dell'avversario, di velocità nel processo decisionale, di uso intensivo della memoria, il gioco degli scacchi ha attratto e attirerà molti.

foto: pixabay.com
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, 23.01.2025, 19:24

Considerato uno “sport della mente” per l’alto grado di complessità, di anticipazione della strategia dell’avversario, di velocità nel processo decisionale, di uso intensivo della memoria, il gioco degli scacchi ha attratto e attirerà molti. È visto come uno scontro militare in miniatura e usato come metafora per descrivere una situazione complessa in cui due parti duellano. Nel 19esimo secolo, i migliori giocatori d’Europa si incontravano nei caffè dove giocavano senza limiti di tempo per una partita o una mossa, ma giocavano per una posta in gioco. A Parigi c’era un famoso caffè, Café de la Regence, e a San Pietroburgo c’era Café Dominique, con sale da biliardo, per i giochi di dama e lo scacco. Il suo rivale era il caffè Reiter, situato a breve distanza, e a Mosca era famoso il caffè Pekin in Piazza del Teatro. I migliori giocatori di un famoso caffè potevano essere considerati giocatori di scacchi professionisti. A quei tempi non esistevano i club e le partite di scacchi venivano comunemente giocate nei caffè, a volte per soldi.

All’inizio del 2025, e’ stato celebrato il Centenario della Federazione Scacchistica Romena. Ma la pratica dello sport nello spazio romeno risale a prima. Sebbene abbiano fatto parte per diversi secoli dello spazio ottomano, dove la pratica degli scacchi risale al Medioevo, nei Principati romeni gli scacchi furono portati dalla Francia intorno alla Rivoluzione del 1848. Ștefan Baciu è un giocatore di scacchi e storico di questo sport e da lui abbiamo appreso dettagli sulla pratica degli scacchi in Romania. “Gli scacchi si giocavano anche nei caffè dello spazio romeno, tra i giocatori c’erano personalità della rispettiva epoca. Un romeno nato vicino a Cernăuţi, George Marcu o Georg Marco, ha pubblicato sulla rivista specializzata Wiener Schachzeitung una partita giocata contro suo fratello, Mihai, al caffè Europa di Cernăuţi. Gli scacchi si giocavano con passione anche nei caffè di Bucarest. Manolache Costache Epureanu, presidente del Consiglio dei ministri alla fine del XIX secolo, era atteso a una riunione di governo, ma stava giocando a scacchi in un caffè. L’incidente è stato presentato in un’opera dello scrittore I.L. Caragiale. Nei caffè furono gettate anche le basi dei primi club di scacchi. Così, nel 1875, il violinista austriaco Ludovic Wiest, professore al Conservatorio di Bucarest, organizzò il primo salone di scacchi a Bucarest, nel caffè Concordia in via Smârdan, nel centro storico di Bucarest. Nel 1892 fu fondato il primo club di scacchi a Bucarest, nel caffè Kuebler. Le donne non avevano accesso ai caffe’, ma le persone più agiate avevano soluzioni. Così, l’industriale Basil Assan aveva allestito nella sua casa a Bucarest una sala degli scacchi dove poteva giocare con le sue tre figlie.”

Tra i fondatori di questo club c’era Hercule Anton Gudju, che studiò legge a Parigi all’inizio degli anni Ottanta dell’Ottocento e che aveva vinto diversi importanti tornei nella capitale francese. Colui che sarebbe stato coinvolto in modo decisivo nella fondazione della Federazione Scacchistica Romena fu suo figlio, Ion Gudju, membro del Circolo Scacchistico di Bucarest. Nell’estate del 1924, Ion Gudju, George Davidescu e Leon Loewenton avevano giocato a Parigi, durante i Giochi Olimpici estivi, un torneo di scacchi a squadre. Il 20 luglio 1924, dopo l’ultimo turno del torneo, 15 delegati firmarono la costituzione della Federazione Internazionale degli Scacchi, “Fédération Internationale des Échecs” (FIDE), uno dei firmatari fu il romeno Ion Gudju. Dopo il ritorno da Parigi, il giovane Ion Gudju viaggiò attraverso il paese per discutere con i rappresentanti dei circoli scacchistici della Grande Romania la creazione di una federazione nazionale. Ștefan Baciu racconta cosa è successo dopo. “Il 4 gennaio 1925, i rappresentanti di 26 circoli di scacchi costituirono il Comitato Provvisorio della Federazione Scacchistica Romena. Il presidente di questo comitato fu eletto Adam Hențiescu, una personalità dell’epoca, che era anche presidente del Circolo scacchistico di Bucarest. Nato in Transilvania, Adam Hențiu, all’età di 21 anni, attraversò le montagne per combattere nella Guerra d’Indipendenza nel 1877. Dopo la guerra, cambiò il suo cognome da Hențiu a Hențiescu e si stabilì a Bucarest dove si laureò come farmacista. Fu promotore dell’unione della Transilvania con il Regno di Romania, combatté come volontario nella Prima Guerra Mondiale. Sfortunatamente, Adam Hențiescu morì prima che la Federazione scacchistica romena fosse realmente fondata. Tra i membri del comitato di iniziativa c’era Alexandru Tyroler di Timisoara, che nel 1926 vinse il primo titolo di campione nazionale nella storia degli scacchi romeni. Tra i bravi giocatori di quel periodo si possono citare Nicolae Brody di Cluj e Janos Balogh di Miercurea Ciuc, rimasto nella storia degli scacchi con una mossa di difesa che porta il suo nome. Del comitato di iniziativa facevano parte anche docenti universitari, avvocati e politici.”

Nel 1925 furono istituiti circoli di scacchi nelle città, nelle scuole superiori e nelle università della Grande Romania, 9 dei quali a Bucarest. L’atto di fondazione della Federazione Scacchistica Romena fu formalizzato a Bucarest, il 14 marzo 1926, in occasione del primo congresso della Federazione Scacchistica Romena. La crisi economica del 1929-1933 ebbe un impatto anche sul movimento degli scacchi in Romania, e nel 1932 e nel 1933 il campionato nazionale individuale maschile non fu più organizzato. E la squadra romena, dopo una presenza costante alle prime edizioni delle Olimpiadi degli Scacchi, non partecipò più alle edizioni del 1937 e 1939.

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