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Gli avvoltoi grifoni tornano in Romania

Dopo più di 70 anni, l’avvoltoio grifone (Gyps fulvus) torna in Romania. I primi 25 esemplari sono già arrivati, segnando l’inizio di un ampio programma a lungo termine per la reintroduzione della specie nel Massiccio dei Făgăraș. L’iniziativa è portata avanti dall’Associazione Grupul Milvus e dalla Fondazione Conservation Carpathia, con il supporto di organizzazioni partner dalla Spagna, paese da cui provengono gli uccelli.

Foto: pixabay.com
Foto: pixabay.com

, 03.04.2026, 11:41

Robert Zeitz, ornitologo ed esperto coinvolto nel progetto, afferma che le voliere di acclimatazione, collocate in prossimità alla località di Rucăr, rappresentano la prima fase di adattamento degli uccelli al nuovo habitat.

“Gli avvoltoi resteranno circa sei mesi in queste voliere, periodo durante il quale si familiarizzeranno con l’area e con il paesaggio dei Monti Făgăraș. Essendo liberati gradualmente, normalmente non abbandoneranno la zona, poiché non percepiscono questa permanenza come uno stress. Saranno liberati con il metodo del soft release, il che significa che lo spazio verrà aperto e gli uccelli potranno volare fuori e tornare in qualsiasi momento. È un metodo ben collaudato, già applicato con successo in molti paesi. Inoltre, gli uccelli saranno dotati di trasmettitori satellitari per monitorarne gli spostamenti. Verranno portati esemplari giovani, che trascorreranno i primi anni nella nostra area. Raggiungono la maturità sessuale a quattro o cinque anni, momento in cui inizieranno anche a nidificare qui”, spiega Robert Zeitz.

Oltre alla loro vitale importanza ecologica, come specie necrofaghe che ripuliscono l’ambiente e prevengono la diffusione delle malattie, la presenza degli avvoltoi grifoni porta benefici anche alle comunità locali. Nella località di Valea Mare Pravăț verrà infatti aperto un centro visitatori dedicato alla specie, chiamato “Casa dell’Avvoltoio”. L’ornitologo Robert Zeitz sottolinea la necessità di tali spazi educativi.

“Questo aspetto è molto importante. Abbiamo osservato, attraverso gli esempi della reintroduzione del bisonte e del castoro, che grazie a questi centri informativi turisti, famiglie e gruppi organizzati di studenti visitano la zona, fanno domande interessanti e partono con un bagaglio significativo di conoscenze. Tali centri sono essenziali e devono essere pienamente funzionali. Ci sono stati casi, sia in Romania che in altri paesi, in cui sono stati costruiti centri informativi rimasti inutilizzati. Dobbiamo essere attivi e attrarre le persone affinché questi spazi possano adempiere al loro scopo”, aggiunge l’ornitologo.

Lo sviluppo di un turismo sostenibile rappresenta quindi una priorità del progetto. Una volta integrati nell’ecosistema, gli avvoltoi potranno essere osservati in sicurezza. Lo specialista Robert Zeitz spiega le regole con cui i visitatori interagiranno con questa specie.

“Verranno allestiti percorsi e punti di osservazione per gli avvoltoi, ma questi luoghi saranno stabiliti solo dopo che gli uccelli si saranno insediati e avremo identificato i loro siti di riposo e di nidificazione. L’avvoltoio grifone è una specie gregaria, che nidifica in colonie. Se l’osservatore si trova a una distanza sufficientemente grande, non disturberà gli uccelli. Naturalmente, l’accesso alle aree non autorizzate sarà limitato. Gli avvoltoi grifoni rappresentano un fattore estremamente importante per l’educazione ambientale, essendo uccelli grandi, visibili e imponenti, e la loro presenza può contribuire a uno sviluppo significativo del turismo locale”, conclude Robert Zeitz.

Il ritorno dell’avvoltoio grifone in Romania corregge un grave errore della storia, poiché la specie era stata decimata alla metà del secolo scorso a causa della caccia e delle esche avvelenate. Oltre all’aspetto puramente ecologico, questo programma offre un modello sostenibile di coesistenza, tramite cui la ricostruzione dell’ambiente sostiene la prosperità delle comunità rurali.

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