L’alce ritorna in Romania dopo due secoli
Dopo un’assenza di oltre duecento anni, l’alce è tornata ufficialmente nelle foreste della Romania. Quattro esemplari, precisamente un maschio e tre femmine, sono stati recentemente trasferiti nel Parco Naturale Vânători Neamț.
Daniel Onea, 07.05.2026, 14:56
Gli animali provengono da centri specializzati di paesi come Germania, Francia e Svizzera, e sono stati selezionati con grande attenzione per garantire un adattamento ottimale. L’alce era una presenza comune nella fauna locale fino all’inizio del XIX secolo, menzionata anche negli scritti storici. L’attuale progetto di reintroduzione della specie mira alla conservazione della biodiversità europea e al ripristino degli habitat naturali nella loro forma originaria.
Attualmente gli animali si trovano in un periodo di quarantena della durata di un mese, durante il quale vengono monitorati costantemente dagli specialisti per garantire un adattamento sicuro. Dopo questo periodo, i quattro esemplari saranno liberati in un’area di semilibertà estesa su 180 ettari. Successivamente, i turisti avranno la possibilità di osservare gli animali, ma esclusivamente da una distanza di sicurezza.
Questo grande erbivoro, soprannominato anche “ingegnere dell’ecosistema”, avrà un impatto diretto sul paesaggio forestale, creando nuovi microhabitat per piante, insetti e uccelli. Il direttore del Parco Naturale Vânători Neamț, Sebastian Cătănoiu, spiega il ruolo essenziale che la reintroduzione di questa specie svolge in Romania.
“In nessun luogo della Romania esistono esemplari in cattività o in semilibertà, motivo per cui questo passo era necessario. L’alce ha una funzione unica nell’ecosistema. Essendo un grande erbivoro, si nutre soprattutto di arbusti e germogli delle specie legnose. In questo modo, l’alce mantiene naturalmente un equilibrio tra le aree forestali e quelle aperte”, precisa Sebastian Cătănoiu.
Considerata il più grande rappresentante della famiglia dei cervidi, l’alce si distingue per la sua statura imponente ed è perfettamente adattata ai climi freddi, essendo riconosciuta anche come un’eccellente nuotatrice. A differenza di altri ruminanti, la sua dieta si basa principalmente su germogli e sulla corteccia morbida di alberi come il salice, integrata in cattività con mele e carote. Gli specialisti avvertono che, nonostante l’aspetto docile, le alci rimangono animali selvatici forti e imprevedibili, motivo per cui il contatto diretto con l’uomo deve essere evitato.
Il progetto della provincia di Neamț rappresenta una prima assoluta per la conservazione della biodiversità nella Romania moderna e offre ai ricercatori l’opportunità di studiare direttamente il comportamento della specie. Questa iniziativa consolida gli sforzi nazionali per la protezione della fauna, proseguendo un modello di successo avviato 14 anni fa con la reintroduzione dell’uro nella stessa area naturale.