22.03.2026 (aggiornamento)
Guerra in Iran: la Romania si affianca alla dichiarazione di Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Olanda e Giappone sulla garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, colpita dalla nuova guerra in Medio Oriente / Carburanti: il Governo di Bucarest sta cercando soluzioni alla crisi
Newsroom, 22.03.2026, 18:36
Guerra in Iran – L’Iran ha lanciato oltre 400 missili balistici contro Israele, dall’inizio della guerra lanciata da Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio, il 92% dei quali è stato intercettato, secondo quanto dichiarato oggi dall’esercito israeliano. Prima della guerra, l’Iran possedeva il più grande arsenale di missili balistici del Medio Oriente. L’arsenale comprende missili di vario tipo, con una gittata che si riteneva non superiore a 2.000 chilometri, ma venerdì due missili balistici iraniani sono stati lanciati in direzione della base anglo-americana di Diego Garcia, a circa 4.000 chilometri dall’Iran. Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua ad essere completamente bloccato dagli iraniani, in seguito all’offensiva israelo-americana. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di colpire le centrali elettriche iraniane se l’Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto. Quasi 20 paesi, tra cui la Romania, gli Emirati Arabi Uniti, la Gran Bretagna, la Francia, la Germania, l’Italia, i Paesi Bassi e il Giappone, hanno condannato – in una dichiarazione congiunta – la situazione critica nello Stretto di Hormuz e hanno chiesto all’Iran di allentare le tensioni, dichiarandosi “pronti a contribuire agli sforzi” necessari per la riapertura dello stretto. Il presidente romeno Nicuşor Dan ha affermato che il sostegno di Bucarest a questa iniziativa giunge nel contesto delle gravi implicazioni che la chiusura dello stretto ha sui mercati energetici globali, nonché sull’economia mondiale.
Prezzi dei carburanti – La situazione del mercato dei carburanti, nel contesto del conflitto in Medio Oriente, è stata analizzata, alla fine della settimana, a Bucarest, dal premier romeno Ilie Bolojan insieme ai ministri delle finanze e dell’energia, ai rappresentanti del Ministero dell’Economia, dell’ANAF (Agenzia delle Entrate), del Consiglio per la Concorrenza e dell’Agenzia Nazionale per gli Appalti Pubblici. Anche i team tecnici hanno lavorato durante il fine settimana. Un nuovo incontro è previsto per l’inizio della prossima settimana per stabilire le soluzioni. Il premier ha sottolineato che un tetto massimo arbitrario ai prezzi può portare a carenze e che un’eventuale riduzione delle accise deve garantire una diminuzione dei prezzi, ma anche essere sostenibile per il bilancio 2026, nel contesto della riduzione del deficit. Ilie Bolojan ha ribadito di rifiutare soluzioni populiste che darebbero l’impressione di un aiuto, ma che in realtà genererebbero nuovi squilibri e costi. In Romania, i prezzi dei carburanti hanno raggiunto un nuovo record, registrando il maggiore aumento dall’inizio della guerra. In molte stazioni di servizio il prezzo della benzina standard ha superato la soglia dei 9 lei, mentre un litro di gasolio standard si sta avvicinando alla soglia psicologica dei 10 lei (circa 2 euro).
PSD – L’Ufficio Permanente Nazionale del PSD si riunirà domani per stabilire il calendario delle consultazioni interne, al termine delle quali i socialdemocratici decideranno se rimanere o meno al governo. Il presidente del partito, Sorin Grindeanu, ha affermato di recente che tutte le opzioni vengono prese in considerazione, con due eccezioni: il PSD non voterà a favore di un governo di minoranza e non formerà un’alleanza con l’AUR. Il leader del PSD ha inoltre dichiarato che il voto interno sarà probabilmente influenzato dagli ultimi sviluppi e negoziati. La prossima settimana, Sorin Grindeanu avrà un incontro a Bruxelles con i socialisti europei per discutere della valutazione interna e del funzionamento della coalizione. Anche i liberali avrebbero dovuto fare un’analisi della coalizione di governo questo fine settimana, ma la riunione è stata rinviata. Di recente, il PSD ha criticato ripetutamente l’operato del primo ministro liberale Ilie Bolojan. La coalizione di governo a Bucarest è composta da PSD, PNL, USR e UDMR.
Incidente – Un iraniano e una romena sono stati messi sotto accusa dopo aver tentato di entrare in una base navale che ospita il sistema di deterrenza nucleare del Regno Unito. Un uomo di 34 anni e una donna di 31 sono stati arrestati in seguito all’incidente avvenuto presso la base navale di Sua Maestà del Clyde, in Scozia (nord), nota come Faslane. La base ospita sottomarini e navi dotate del sistema di deterrenza nucleare Trident ed è una delle più importanti del Regno Unito. Le indagini sono in corso e i due sospettati compariranno in tribunale domani, secondo quanto riportato dalla BBC.
Calcio – L’allenatore della nazionale di calcio romena, Mircea Lucescu, ha annunciato la lista dei convocati per la semifinale di spareggio per la qualificazione ai Mondiali del 2026 tra Turchia e Romania. Dei giocatori convocati, 12 giocano in squadre straniere e 14 nella cosiddetta Super League romena. La nazionale incontrerà la Turchia giovedì in trasferta a Istanbul. A seconda dell’esito della semifinale di spareggio, in programma il 31 marzo, la nazionale giocherà in Slovacchia o in Kosovo. L’ultima partecipazione della Romania a un Mondiale risale al 1998, in Francia.