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La Romania sta facendo il suo dovere nell’Area Schengen

Sette mesi dopo l'adesione a Schengen, la Romania annuncia di essersi rapidamente adattata e di aver implementato misure per compensare la mancanza di controlli fissi.

Foto: pixabay.com
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, 11.08.2025, 13:34

La Romania è diventata membro a pieno titolo della più grande area di libera circolazione al mondo il 1° gennaio 2025, dopo che il Consiglio Giustizia e Affari Interni del dicembre 2024 ha deciso di eliminare i controlli alle frontiere terrestri con Bulgaria e Ungheria. In precedenza, i controlli alle frontiere aeree e marittime erano stati eliminati a partire dal 31 marzo 2024. L’adesione a Schengen, un’area che comprende 29 Stati membri e circa 450 milioni di abitanti, contribuisce a semplificare i viaggi, a stimolare gli scambi commerciali e ad aumentare l’attrattiva turistica del Paese. Sette mesi dopo l’adesione, la Polizia di Frontiera romena annuncia che la sicurezza rimane la sua priorità, di essersi rapidamente adattata e di aver implementato misure per compensare la mancanza di controlli fissi.

Secondo un comunicato stampa, ciò comporta un aumento della sorveglianza con droni, veicoli per operazioni speciali, termocamere, imbarcazioni e sistemi radar per monitorare le frontiere. Vengono inoltre effettuati controlli a sorpresa e casuali nella zona di confine e sulle strade limitrofe, e sono in corso attività di addestramento. Per quanto riguarda l’immigrazione illegale e la criminalità, la Polizia di frontiera romena annuncia, al termine dei sette mesi, che oltre 110 persone sono sotto inchiesta penale per traffico di migranti e che circa 800 migranti sono stati fermati mentre attraversavano illegalmente la frontiera. Negli aeroporti, sono stati effettuati circa 700.000 controlli sui passeggeri intra-Schengen, utilizzando terminali mobili eDAC.

Sono stati scoperti 60 irregolari, 50 con documenti falsi e 40 latitanti. Inoltre, 77.000 minori romeni sono stati controllati alla partenza, di cui oltre 200 non soddisfacevano i requisiti legali per il viaggio. Riferendosi alla cooperazione internazionale, la Polizia di frontiera romena annuncia azioni congiunte con Bulgaria e Ungheria per prevenire l’immigrazione clandestina, nonché la partecipazione con personale al confine tra Bulgaria e Turchia, insieme ai colleghi di Austria e Ungheria. Comunica che nei primi sette mesi dell’anno ha continuato a lavorare sulla sicurezza delle frontiere esterne dell’UE, insieme ai partner dei paesi confinanti: Ungheria, Bulgaria, Serbia, Ucraina e Repubblica di Moldova. In totale, sono state effettuate oltre 4.500 azioni congiunte, dalle missioni di sorveglianza alle operazioni specifiche, tutte svolte in collaborazione con le autorità di frontiera della regione.

Secondo la Polizia di Frontiera, le frontiere sono ora più sicure ed efficienti, poiché le modalità operative sia ai valichi di frontiera che nelle aree di confine verdi sono state ottimizzate, al fine di rispondere rapidamente a qualsiasi situazione. E i tempi di attesa sono stati notevolmente ridotti, senza diminuire il livello di controllo e vigilanza. In conclusione, la Polizia di Frontiera riferisce che, nei primi sette mesi dell’anno, la Romania ha dimostrato di poter garantire la sicurezza delle frontiere esterne dell’Unione Europea, anche senza controlli fissi alle frontiere con Ungheria e Bulgaria. Ci siamo adattati rapidamente, abbiamo risposto prontamente e ci siamo concentrati sulla protezione dei cittadini e sul sostegno alla libera circolazione – si legge ancora nel comunicato stampa.

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