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Commissione Europea, sospesa procedura deficit eccessivo per Romania

La Commissione Europea ha sospeso la procedura per deficit eccessivo nei confronti della Romania.

foto: © European Union - Source: EC - Audiovisual Service / Photographer: Christophe Licoppe
foto: © European Union - Source: EC - Audiovisual Service / Photographer: Christophe Licoppe

, 26.11.2025, 10:53

La Commissione Europea ha annunciato martedì di tenere in sospeso la procedura di deficit eccessivo per nove stati membri, tra cui anche la Romania. Gli altri Paesi sono Austria, Belgio, Francia, Ungheria, Italia, Malta, Polonia e Slovacchia. Concretamente, ciò significa che, in questa fase, non vengono prese ulteriori misure, ma che la procedura rimane aperta e può essere riattivata. Inoltre, la prossima estate, la Commissione Europea rivaluterà la situazione sulla base dei dati completi per il 2025 e deciderà se ripristinare o meno la procedura.

Lo scopo della procedura di disavanzo eccessivo è di garantire che gli stati dell’Unione tengano sotto controllo i propri bilanci. Nei confronti della Romania, la procedura era stata avviata nel 2020, ma sospesa durante la pandemia, in seguito al rilassamento dei requisiti di bilancio per tutti gli stati membri, al fine di permettere loro di gestire più efficacemente gli effetti della crisi sanitaria.

Successivamente, a causa del deterioramento della situazione di bilancio in diverse economie e della crescente necessità di investimenti europei in settori come la protezione dell’ambiente, la digitalizzazione o la difesa, le autorità di Bruxelles hanno concordato una nuova flessibilizzazione delle regole fiscali, in vigore da aprile, che prevede il mantenimento dei limiti riguardanti il debito e il deficit pubblico stabiliti dai trattati europei (rispettivamente il 60% e il 3% del PIL), ma offre maggiore margine di manovra per la correzione degli squilibri.

Per beneficiare di questa deroga, le autorità nazionali devono elaborare un piano coerente per riportare il deficit di bilancio e il debito pubblico sotto i limiti massimi consentiti in un periodo di quattro anni, che può essere esteso a sette anni qualora si impegnino ad attuare riforme e investimenti.

Attualmente la Romania si trova all’ultimo posto nell’Unione Europea, con un deficit dell’8,4%. Di conseguenza, da un lato, l’Esecutivo comunitario segnala che la situazione del Paese rimane fragile, per cui incoraggia il governo a mantenere la vigilanza e ad applicare con rigore le misure di aggiustamento fiscale previste. Dall’altro lato, le riforme promesse e alcune già attuate dalle autorità di Bucarest, sebbene molto impopolari in patria, sono accolte positivamente a Bruxelles.

Il Ministero delle Finanze romeno promette che, grazie al consolidamento fiscale che considera consistente, alla fine del 2026 il deficit di bilancio della Romania dovrebbe ridursi a circa il 6% del PIL. A seguito dei progressi ottenuti – aggiunge il ministero – la Commissione Europea non propone ulteriori passi nel quadro della procedura di condizionalità macroeconomica né una sospensione dei fondi europei.

“La Romania può, quindi, aspirare a di più: al consolidamento degli investimenti pubblici, all’acceleramento dei progetti strategici e alla creazione di un quadro fiscale che sostenga la crescita economica a lungo termine. Continuiamo con fermezza su questa strada, per riportare le finanze pubbliche su una traiettoria sostenibile e per trasformare il progresso di oggi in un vantaggio per il futuro della Romania”, dichiara il ministro delle Finanze, Alexandru Nazare. Parallelamente, la Romania continuerà a riportare semestralmente le misure di riduzione del deficit, mentre la Commissione Europea monitorerà attivamente la situazione fiscale e di bilancio del Paese.

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