Dichiarazioni del governatore della Banca Nazionale della Romania
Dopo l’adesione all’OCSE, ormai nella fase finale, il prossimo progetto-paese è il passaggio all’euro, afferma il governatore della Banca Nazionale della Romania, Mugur Isărescu.
Ştefan Stoica, 03.04.2026, 11:15
Il longevo governatore della Banca Nazionale, Mugur Isărescu, parla raramente in pubblico e solo su temi fiscali, di bilancio ed economici, legati al suo ruolo. Evita di essere categorico, ma non cerca di nascondere o attenuare i problemi con cui si confronta la Romania. Un incontro tra specialisti della Banca centrale e accademici del settore economico, organizzato in un contesto geopolitico complesso e accompagnato da gravi conseguenze economiche, è stato una buona occasione per Isărescu di fare un inventario di tali problemi. Il tema dell’incontro – i rischi e le opportunità del sistema finanziario-bancario romeno – riflette le attuali preoccupazioni dell’ambiente economico e finanziario in un contesto internazionale volatile e difficile da prevedere, ha dichiarato il governatore della BNR.
A suo avviso, l’escalation delle tensioni in Medio Oriente ha generato effetti già visibili sui mercati energetici e continua ad amplificare la volatilità dei mercati finanziari internazionali. Allo stesso tempo, le tensioni commerciali tra le grandi economie e le crescenti tendenze alla frammentazione economica contribuiscono a mantenere un clima globale dominato dall’incertezza. Per l’economia della Romania – ha sottolineato – questi sviluppi esterni si sovrappongono a vulnerabilità interne già note, come la persistenza dei deficit gemelli – quello di bilancio e quello delle partite correnti.
Mugur Isărescu ha inoltre sostenuto l’importanza dell’educazione finanziaria. Il motivo è che una società meglio preparata dal punto di vista finanziario è più capace di comprendere le evoluzioni e le tendenze economiche, di gestire shock imprevisti e di contribuire al mantenimento della stabilità finanziaria.
D’altra parte, la Romania ha già un progetto-paese rappresentato dall’adesione all’OCSE, ormai nella fase finale, e il prossimo obiettivo strategico sarà il passaggio all’euro, ha annunciato Isărescu. Ciò avverrà, però,solo dopo il riequilibrio dell’economia e la riduzione del significativo deficit fiscale. Mugur Isărescu ha insistito sul fatto che l’adempimento dei criteri nominali per l’adozione dell’euro deve avvenire in modo sostenibile. Nel 2015, la Romania era vicina a soddisfare tali criteri, ha ricordato, ma dal 2016 le politiche pubbliche e le pressioni sociali hanno allontanato il paese da questo obiettivo.
Anche ora abbiamo lo stesso problema nel soddisfare i criteri nominali, ovvero pressioni provenienti dall’economia reale e dalle aree più povere del paese, ha affermato Mugur Isărescu. A suo avviso, le dispute tra i partiti riflettono proprio queste realtà. Il progetto di adesione all’euro è già stato annunciato dal presidente della Romania, ma deve essere ben preparato, ha aggiunto Isărescu. Secondo il governatore della BNR, il futuro del sistema finanziario romeno dipende in larga misura dalla capacità di investire fin da oggi in educazione, performance e partenariati solidi.