Consumi rallentano il calo
Le tensioni politiche amplificano le incertezze nell’economia romena.
Bogdan Matei, 08.05.2026, 11:18
IVA aumentata, tasse e imposte locali in alcuni casi triplicate, inflazione record per un paese membro dell’Unione Europea, una moltitudine di piccole e medie imprese fallite, licenziamenti collettivi nelle grandi aziende, continue fluttuazioni sul mercato dei carburanti e su quello valutario: nulla ha incoraggiato, negli ultimi tempi, la propensione al consumo dei romeni. Tuttavia, a marzo il calo dei consumi si è attenuato rispetto all’andamento dei primi due mesi dell’anno. Rimane però in territorio negativo per l’ottavo mese consecutivo, secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica.
Secondo la fonte, nella serie destagionalizzata – che tiene conto del numero di giorni lavorativi ed elimina le influenze periodiche prevedibili, come festività, condizioni meteorologiche o vacanze – il commercio al dettaglio è diminuito a marzo del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, ma è aumentato del 2,6% rispetto a febbraio. Il calo è stato determinato dalla riduzione delle vendite di prodotti non alimentari del 7,4% e di alimenti e bevande del 3%.
A sua volta, l’Eurostat annuncia che la Romania e la Germania sono gli unici stati membri dell’Unione Europea in cui il volume del commercio al dettaglio è diminuito nel mese di marzo. Dopo la caduta, tramite mozione di sfiducia, del governo dichiaratamente filo-occidentale e divenuto di minoranza, composto da PNL-USR-UDMR e guidato dal liberale Ilie Bolojan, tutto è accompagnato da incertezze politiche che amplificano anche le turbolenze economiche. La moneta nazionale, il leu, si è molto leggermente apprezzata giovedì rispetto all’euro, per la prima volta nell’ultima settimana. Mercoledì aveva raggiunto un minimo storico, vicino a 5,3 lei per un euro.
Il portavoce della Banca Nazionale, Dan Suciu, avverte che continuerà a essere un periodo caratterizzato dalla volatilità del tasso di cambio del leu e afferma che tutto dipende dalla classe politica. “È un periodo di instabilità, che si avverte sui mercati, un periodo turbolento. I mercati attendono molte risposte riguardo alla situazione politica e finanziaria della Romania. Nel prossimo periodo assisteremo probabilmente a variazioni del cambio, probabilmente in entrambe le direzioni, ma finché non avremo risposte chiare sulla stabilità politica e finanziaria della Romania, le tensioni possono continuare. È una situazione che stiamo attraversando e alla Banca Nazionale cerchiamo di gestirla con tutte le risorse e gli strumenti a nostra disposizione, ma le risposte si trovano altrove, non presso la Banca Nazionale, per rassicurare i mercati. Noi non avanziamo cifre né livelli, dobbiamo trovare un ottimale per la situazione attuale, tenendo conto di tutte le risorse disponibili e di tutti i vincoli entro cui operiamo, legati, come dicevo, alla necessità di trovare una risposta alla questione della governance e della stabilità finanziaria e politica”, ha detto Dan Suciu.
Esponenti di vertice dei partiti parlamentari riconoscono però che, per il momento, non è stata ancora trovata la formula per un nuovo governo capace di gestire il paese.