Preoccupazioni per il rincaro dei generi alimentari
Sullo sfondo della guerra in Medio Oriente, i prezzi degli alimenti continuano ad aumentare in Romania.
Mihai Pelin, 17.04.2026, 11:16
In Romania, il ritmo dei rincari si è accelerato nel mese di marzo, secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica. La Romania resta il paese con la più alta inflazione nell’UE, salita al 9,87% a marzo, nelle condizioni in cui sono diventati più cari sia i servizi (11,05%), che i beni non alimentari (10,89%) e alimentari (7,67%). È l’ottavo mese consecutivo in cui l’inflazione annuale si mantiene sopra il 9%, dopo un periodo in cui era leggermente diminuita.
In media, alcuni prezzi sono cresciuti leggermente rispetto a febbraio, ma altre categorie hanno registrato aumenti significativi. Il più rapido è stato quello dei carburanti, sullo sfondo della guerra in Iran, con circa il 6,5%. Anche per gli alimenti i rincari sono visibili, soprattutto per i prodotti di base: zucchero (11%), latte (9%), carne di pollo (quasi l’8%), olio (oltre il 7%) e formaggio (oltre il 6%).
Gli analisti stimano che la tendenza all’aumento continuerà almeno fino alla metà dell’anno. Dragoș Frumosu, presidente della Federazione Nazionale dei Sindacati dell’Industria Alimentare, precisa che la Romania sta attraversando un periodo molto difficile sia per l’industria che per i consumatori. Perchè?
“Perché i prezzi sono aumentati e gli effetti negativi di questi incrementi colpiscono entrambe le parti, sia i produttori sia i trasformatori, poiché le vendite diminuiscono sullo sfondo del basso potere d’acquisto e quindi seguono perdite. Si cerca di non aumentare i prezzi se non quando si arriva sotto la soglia di profitto. Quando si arriva a zero è logico che si ricalcolino i prezzi. Per questo gli aumenti si verificano in percentuali e momenti diversi per il consumatore, perché, come dicevo, il potere d’acquisto è molto basso e la gente è costretta a comprare alimenti più costosi, a ridurre la quantità degli acquisti e, non da ultimo, c’è il problema di cui sinceramente temo, che si orientino verso prodotti più economici ma di qualità inferiore”, spiega Dragoș Frumosu.
Il presidente della Federazione Nazionale dei Sindacati dell’Industria Alimentare ha aggiunto che alcuni produttori resistono ancora sul mercato, ma che molti, soprattutto piccoli e medi, non hanno retto all’impatto e hanno chiuso le loro attività. Questo comporta perdite anche per il bilancio dello stato, ha aggiunto.
La Banca Nazionale della Romania ha rivisto al rialzo al 3,9% dal precedente 3,7% la previsione di inflazione per la fine del 2026. Ha inoltre annunciato che fino a giugno questa salirà a valori più elevati rispetto a quelli previsti, principalmente a causa degli effetti anticipati a derivare dall’aumento dei prezzi dei carburanti, sullo sfondo della crescita significativa delle quotazioni di petrolio e gas naturale nel contesto della guerra in Medio Oriente. D’altra parte, la Banca Mondiale ha rivisto significativamente al ribasso le stime sulla crescita dell’economia romena per quest’anno, fino allo 0,7%, rispetto all’1,4% previsto in precedenza.