Previsioni della BERS
La BERS ha ridotto all’1,2% la previsione di crescita dell’economia in Romania per quest’anno.
Leyla Cheamil, 27.02.2026, 11:22
La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ha rivisto al ribasso all’1,2% la previsione di crescita dell’economia romena per il 2026, rispetto all’1,6% stimato a settembre, secondo i dati del rapporto “Regional Economic Prospects”, pubblicato giovedì dall’istituzione finanziaria internazionale. Secondo il documento, la crescita di quest’anno e l’aumento del 2,2% previsto per il 2027 sono sostenuti da un picco atteso nell’assorbimento dei fondi europei del RRF (Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza) e dal miglioramento della bilancia commerciale. L’istituzione finanziaria ritiene inoltre che la scarsa domanda esterna rappresenti una fonte significativa di evoluzione negativa.
La stima preliminare della BERS per il 2025 indica un aumento dello 0,9% del Prodotto Interno Lordo della Romania, un livello simile a quello previsto a settembre. “La crescita economica è rimasta bassa nel 2025 (…). Un’intensificazione degli investimenti finanziati con fondi europei e il rinvigorimento delle esportazioni di beni hanno parzialmente compensato la debolezza dei consumi privati, sullo sfondo di un calo del 5% dei salari reali nella seconda metà dell’anno”, si legge nel documento.
La BERS ritiene che la fiducia delle imprese resti debole, a causa delle turbolenze politiche nel primo semestre dell’anno e delle misure di consolidamento fiscale attuate nella seconda parte del 2025. Si stima inoltre che il deficit fiscale si sia ridotto dal 9,3% del PIL a circa l’8% del PIL lo scorso anno. È previsto che scenda al 6,2% del PIL nel 2026. L’aumento dell’IVA e dei prezzi dell’energia ha portato, alla fine dell’anno, a un incremento del tasso annuo di inflazione fino al picco del 9,7%, il livello più alto dell’Unione Europea. La BERS osserva inoltre che la Banca Nazionale della Romania ha mantenuto un tasso di interesse restrittivo per contrastare le persistenti pressioni inflazionistiche.
Le più recenti previsioni della Banca Centrale di Bucarest, incluse nel rapporto trimestrale pubblicato la scorsa settimana, indicano che l’inflazione rientrerà nel target della BNR solo nel secondo trimestre del 2027. L’inflazione potrebbe registrare un nuovo aumento nel secondo trimestre di quest’anno se verrà eliminato il tetto ai prezzi del gas naturale. In caso contrario, potrebbe continuare l’attuale tendenza al lieve ribasso, afferma il governatore della BNR, Mugur Isărescu.
Il governatore ha aggiunto che, dalla seconda parte dell’estate, si registrerà una riduzione più sostanziale dell’indice dei prezzi al consumo. Mugur Isărescu ha inoltre sottolineato che gli investimenti pubblici, in particolare quelli finanziati con fondi europei, dovrebbero costituire la base della crescita economica, e non altre agevolazioni fiscali eventualmente estese per 10-20 anni, precisando che è necessaria anche la stabilità politica.