Produzione industriale in calo
L’economia della Romania dà segnali di stanchezza e questo si riflette anche sulla produzione industriale, che ha registrato il secondo calo più significativo nell’Unione europea.
Sorin Iordan, 18.09.2026, 10:37
La produzione industriale della Romania registra nel 2026 il secondo calo più significativo nell’Unione europea, dopo la Bulgaria, riferisce l’Ufficio europeo di statistica. A luglio, la produzione industriale romena è stata inferiore del 6,3% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre nello stato a sud del Danubio il calo è stato del 6,8%.
Per quanto riguarda la Romania, i dati Eurostat mostrano diminuzioni annuali dell’1,9% a febbraio, del 2,5% a marzo, del 3,3% ad aprile, del 5,4% a maggio e del 5,5% a giugno. La Romania è seguita dal Belgio, con una contrazione del 5,6%. All’estremo opposto si trovano invece i Paesi Bassi, con una crescita dell’8,2% della produzione industriale in un solo anno, seguiti dalla Croazia, con un aumento del 7%, e dalla Lituania, con il 6,5%. Crescite superiori al 4% sono state registrate anche in Danimarca, Finlandia, Ungheria e Polonia.
La produzione industriale della Germania è invece diminuita del 2,2%, mentre quella della Francia si è ridotta dello 0,7%. L’Italia ha mantenuto lo stesso livello di luglio 2025, mentre la Spagna ha registrato una crescita del 2,4%. Nel complesso, nell’intera Unione la produzione industriale è aumentata dello 0,3%.
Tornando alla situazione della Romania, l’Istituto nazionale di statistica mostra che, nei primi sette mesi di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2025, la produzione industriale è diminuita sia in termini di serie grezza sia in termini di serie corretta per il numero di giorni lavorativi e per la stagionalità, rispettivamente del 3,7% e del 3,8%. Secondo i dati, il calo è stato determinato dalla contrazione del 4,8% dell’industria manifatturiera e dell’1% di quella estrattiva.
La produzione e la fornitura di energia elettrica e termica, gas, acqua calda e aria condizionata è invece aumentata del 2,3%. L’INS mostra inoltre che, nel luglio 2026, la produzione industriale è aumentata dello 0,7% rispetto al mese precedente, grazie agli incrementi registrati dall’industria estrattiva e dal settore della produzione e fornitura di energia elettrica e termica, gas, acqua calda e aria condizionata.
L’economista Adrian Negrescu ritiene che, sebbene la Romania non sia entrata in una recessione tecnica, l’economia non è più cresciuta da un anno, con conseguenze anche sulla produzione industriale. Secondo l’economista, le stime relative all’aumento dei prezzi dell’energia previsto per questo autunno rischiano di prolungare la stagnazione economica fino al secondo semestre del 2027. L’unica buona notizia, ha aggiunto Negrescu, è la notevole resilienza dimostrata dal settore imprenditoriale romeno, considerando la fiscalità imprevedibile, l’inflazione elevata, l’andamento negativo delle vendite e l’aggravarsi del blocco finanziario.
A seguito di questi sviluppi, la Romania ha perso 12 posizioni nella Classifica della competitività globale 2026, elaborata annualmente dal Centro IMD, scendendo al 61º posto, mentre la Polonia, ad esempio, ha guadagnato 11 posizioni, raggiungendo il 41º posto. Il nostro paese è stato inoltre superato da Croazia, Turchia, Bulgaria e da Paesi come Kenya, Colombia e Perù. La Croazia occupa il 53º posto, il Kenya il 55º, la Bulgaria il 56º, la Turchia il 57º, la Colombia il 59º e il Perù il 60º.