Test PISA 2025: risultati preoccupanti
Risultati PISA deludenti per gli studenti romeni.
Leyla Cheamil, 09.09.2026, 14:21
I risultati dei test PISA 2025, pubblicati martedì dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), sono i più bassi registrati dalla Romania negli ultimi anni e indicano un calo complessivo delle competenze. Al test hanno partecipato circa 760.000 studenti in tutto il mondo, inclusi 7.725 studenti provenienti da 322 scuole romene. Secondo le valutazioni, il 52% degli studenti romeni quindicenni non raggiunge il livello di competenza di base in matematica, mentre il 48% non raggiunge tale soglia nella lettura. Inoltre, il 57% si colloca al di sotto del livello minimo nella risoluzione di problemi tramite strumenti digitali. Gli studenti romeni hanno ottenuto punteggi inferiori alla media OCSE nelle scienze, nella matematica, nella lettura e nella risoluzione computazionale di problemi. Il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca osserva che, per la Romania – Paese attualmente in fase di adesione all’OCSE – tali risultati devono essere analizzati nel contesto del livello di sviluppo nazionale e delle lacune da colmare.
Il PIL pro capite si attesta a circa il 71% della media OCSE e solo il 19% delle persone di età compresa tra i 25 e i 64 anni possiede un titolo di istruzione superiore, a fronte di una media del 41% nei paesi membri dell’organizzazione. In questo contesto, il presidente romeno Nicușor Dan ha dichiarato che sono necessarie politiche pubbliche che diano priorità all’individuazione precoce e al sostegno degli studenti a rischio di insuccesso scolastico. “I risultati dello studio PISA 2025 rappresentano un importante campanello d’allarme che non possiamo permetterci di ignorare, a prescindere dal contesto politico o economico prevalente. Il futuro della Romania dipende dall’istruzione offerta oggi ai nostri figli, e le prospettive delineate dallo studio PISA sono estremamente preoccupanti”, ha affermato il capo dello stato in un messaggio. Egli ritiene allarmante il fatto che il potenziale dei giovani romeni rimanga ancora scarsamente valorizzato.
“Esistono gravi disparità tra le scuole in termini di qualità dell’istruzione offerta e persistono notevoli divari formativi tra gli studenti provenienti da contesti socio-economici diversi”, sottolinea Nicușor Dan. Secondo lui, tra gli interventi necessari figurano l’adozione a livello nazionale di un sistema di valutazione basato sui dati, la riduzione dei tassi di abbandono scolastico e il rafforzamento delle competenze fondamentali in lettura, matematica e scienze. Altre misure dovrebbero concentrarsi sull’uso responsabile della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, nonché garantire condizioni di apprendimento di qualità per tutti i bambini, indipendentemente dal loro contesto di provenienza. “È evidente che tali misure non possono essere attuate senza ingenti stanziamenti di bilancio. La Romania deve investire di più, con maggiore costanza e in modo più intelligente nell’istruzione”, ha concluso il presidente Nicușor Dan.