Promulgata legge contro il femminicidio
La legge per la prevenzione e la lotta al femminicidio e alle violenze che lo precedono è stata pubblicata giovedì sulla Gazzetta Ufficiale.
Mihai Pelin, 24.04.2026, 11:36
Il presidente romeno Nicușor Dan ha promulgato la legge per la prevenzione e la lotta al femminicidio, che considera un atto normativo necessario e un passo importante per aumentare la consapevolezza delle cause degli abusi e della violenza contro le donne. Questo tipo di aggressione è stato per troppo tempo ignorato o affrontato in modo insufficiente, con conseguenze drammatiche. Per questo, anche come riconoscimento di una realtà dolorosa che abbiamo il dovere di correggere, è estremamente necessaria una legge che stabilisca pene severe e promuova misure di prevenzione del femminicidio e della violenza domestica, afferma il presidente Nicușor Dan.
Allo stesso tempo, il presidente saluta l’iniziativa dei parlamentari che hanno compreso la gravità di questo fenomeno e hanno apportato le modifiche legislative necessarie, menzionando che questa legge trasforma l’impegno dello stato romeno a garantire la sicurezza delle donne e dei bambini in un meccanismo concreto di prevenzione, offrendo alle autorità gli strumenti necessari per intervenire in tempo, prima che la violenza diventi tragedia. Si tratta di un passo particolarmente importante verso la comprensione delle cause degli abusi e della violenza contro le donne, ma anche verso una giustizia più efficace e più umana, che non solo punisce severamente gli aggressori, ma comprende e previene attivamente la sofferenza dei più vulnerabili, ha aggiunto il presidente Nicușor Dan.
Con l’entrata in vigore della legge, il femminicidio potrà essere punito come l’omicidio qualificato, con una pena detentiva da 6 a 12 anni. Se i fatti sono commessi contro un membro della famiglia, il massimo della pena prevista dalla legge viene aumentato. La legge promulgata definisce il femminicidio come l’uccisione intenzionale di una donna, nonché la morte di una donna conseguente a percosse o lesioni che provocano la morte, o ad altri reati intenzionali seguiti dalla morte della vittima, indipendentemente dal fatto che siano commessi da un familiare o da un’altra persona. Il termine “donne” include anche le ragazze sotto i 18 anni.
Secondo i promotori, l’obiettivo principale della legge è stato sia il riconoscimento del femminicidio che la prevenzione dei casi di femminicidio e di violenza domestica. Sono inoltre previsti obblighi di protezione per le vittime di violenza domestica. Nel caso in cui esista un ordine di protezione o un ordine provvisorio violato dall’aggressore, l’azione penale verrà avviata d’ufficio, senza necessità di denuncia da parte della vittima, oppure proseguirà anche se la vittima ritira la denuncia.
L’iniziativa legislativa è nata in seguito a una serie di casi di violenza domestica e uccisioni di donne nel 2025, che hanno portato a proteste e petizioni pubbliche. Presentata a ottobre 2025, la legge ha goduto di un sostegno senza precedenti in Parlamento, pur suscitando anche critiche secondo cui rappresenterebbe una sovraregolamentazione, essendo stata firmata da oltre 270 parlamentari di tutti i partiti. È stata adottata un mese fa dalla Camera dei Deputati, come organo decisionale.