Romania, il deficit più elevato nell’UE
La Romania, sottoposta alla procedura per disavanzo eccessivo dal 2020, ha registrato anche lo scorso anno il deficit più elevato dell’Unione europea, pari al 7,8% del PIL, secondo i dati di Eurostat.
Daniela Budu, 22.10.2026, 11:06
In Romania, il deficit pubblico è sceso al 7,8% del PIL lo scorso anno, rispetto al 9,2% dell’anno precedente, ma è rimasto superiore al 6,6% registrato nel 2023, secondo i dati pubblicati mercoledì dall’Ufficio statistico dell’Unione europea (Eurostat). Tuttavia, il paese ha continuato a registrare il disavanzo più elevato dell’Unione europea, mentre la media dell’eurozona si è mantenuta al 3% e quella dell’UE al 3,1%. Dopo la Romania, i deficit pubblici più elevati sono stati ossrvati in Polonia, Belgio e Francia.
Secondo Eurostat, complessivamente 11 stati membri hanno dichiarato disavanzi pari o superiori al 3% del PIL. Vi sono state, tuttavia, anche quattro nazioni che hanno chiuso lo scorso anno con un avanzo di bilancio: Cipro, Danimarca, Grecia e Portogallo, come indicano i dati dell’Eurostat. Secondo le previsioni della Commissione europea, il deficit di bilancio della Romania dovrebbe attestarsi intorno al 6,2% del PIL quest’anno. Per ridurlo al di sotto del 3% entro il 2031, sarà tuttavia necessario un ulteriore aggiustamento pari a circa tre punti percentuali del PIL.
Secondo gli esperti, in Romania l’aumento delle imposte come strumento per ridurre il deficit di bilancio ha ormai raggiunto i propri limiti, poiché imprese e cittadini avvertono già il peso della pressione fiscale, mentre l’economia del paese dovrebbe registrare una crescita piuttosto bassa quest’anno. Allo stesso tempo, le misure fiscali annunciate dal nuovo governo potrebbero contribuire a proseguire l’aggiustamento di bilancio senza ulteriori aumenti delle imposte. Gli analisti avvertono che la riduzione del deficit diventa più difficile in una fase di rallentamento economico e ritengono che la principale misura per aumentare le entrate di bilancio dovrebbe consistere nel miglioramento della riscossione dell’IVA.
Ora, con la conclusione ufficiale della crisi di governo, dopo quasi sei mesi di stallo politico, il nuovo primo ministro Luca Niculescu ha assicurato che l’obiettivo di deficit assunto dalla Romania nei confronti dei partner europei sarà mantenuto. Il premier ha inoltre ricordato che le tre principali agenzie di rating, Fitch, Moody’s e S&P, hanno mantenuto la Romania nella categoria degli investimenti raccomandati, pur assegnandole un outlook negativo, nonostante il livello molto elevato del deficit.
L’agenzia Moody’s considera l’insediamento di un nuovo governo e l’approvazione in tempo del bilancio per il 2027 sviluppi favorevoli per il profilo creditizio della Romania. Secondo l’agenzia, l’approvazione del bilancio entro la fine di quest’anno sosterrebbe la continuazione del consolidamento fiscale e la credibilità degli impegni assunti dallo stato. In un suo commento, Moody’s ha evidenziato l’importanza della stabilità politica e di un bilancio credibile, considerando che la Romania ha un fabbisogno di finanziamento elevato e che l’accesso ai mercati finanziari avviene in un contesto più restrittivo. L’agenzia conferma le proprie stime sulla riduzione del deficit di bilancio della Romania nei prossimi due anni. Secondo le sue previsioni, il disavanzo dovrebbe scendere al 5,8% del PIL quest’anno e al 5,5% il prossimo anno.