Sondaggi e stato d’animo
Quasi il 40% dei romeni ritiene che il sistema politico nazionale debba essere completamente sostituito.
Roxana Vasile, 15.04.2026, 10:51
Quasi il 40% dei romeni considera che l’attuale sistema politico nazionale sia così difettoso da dover essere completamente sostituito, indipendentemente dai mezzi. Secondo un sondaggio condotto dall’Agenzia di Rating Politico (ARP) nel periodo 1-10 aprile, il 30% afferma che sono necessari cambiamenti profondi, ma solo attraverso mezzi democratici, mentre il 16,5% ritiene che il sistema politico presenti problemi, ma possa essere migliorato gradualmente. Solo poco più del 3% dei romeni crede che il sistema politico in Romania funzioni bene e non abbia bisogno di cambiamenti significativi.
Per quanto riguarda la stabilità del governo, quasi la metà degli intervistati prevede una dissoluzionedell’attuale coalizione quadripartita prima del termine previsto per la rotazione dei premier ad aprile 2027. Con un primo ministro attualmente liberale – Ilie Bolojan, il governo dovrebbe, secondo un accordo, avere dalla prossima primavera un capo proveniente dal PSD. Ma il 20 aprile i socialdemocratici si riuniranno per decidere se restare o meno al governo, insoddisfatti del modo in cui funziona la coalizione di cui fanno parte. Secondo il sondaggio condotto dall’Agenzia di Rating Politico, più di un quarto dei romeni ritiene tuttavia che tutti i politici siano ugualmente responsabili degli scandali tra PSD, PNL, USR e UDMR.
Per quanto riguarda la vita quotidiana, lo studio dell’Agenzia di Rating Politico mostra che la maggioranza dei romeni si dichiara fortemente colpita dagli aumenti dei prezzi e teme un impatto della guerra in Iran in tal senso, in particolare una crisi dei carburanti. Interrogati se fossero “a favore” o “contro” la decisione di Bucarest di permettere alle forze militari degli Stati Uniti di dispiegare equipaggiamenti e truppe in Romania nel contesto della guerra in Medio Oriente, oltre il 32% si è dichiarato contrario e circa il 19% favorevole. Quasi il 36% degli intervistati non ha espresso un’opinione.
Sul medesimo tema, un altro sondaggio demoscopico condotto da Avangarde indica che il 29% dei romeni sostiene l’allineamento della Romania con gli Stati Uniti nel conflitto in Iran, indipendentemente da quanto dicano altri paesi europei, mentre il 35% non è d’accordo con questo approccio. Il sondaggio mostra inoltre che il 53% dei romeni considera corretta la decisione della Romania di permettere agli aerei americani di rifornimento di utilizzare basi sul territorio nazionale, mentre il 35% la giudica errata.
Per quanto riguarda l’impatto economico del conflitto in Iran, 43 romeni su 100 credono che sarà significativo, e il 40% ritiene che la guerra possa influenzare i prezzi dell’energia e il commercio. Il 21% afferma anche di non avere molta fiducia nelle informazioni disponibili. Infine, quasi la metà degli intervistati ritiene che la Romania debba puntare sulla diplomazia, sulla cooperazione internazionale e sul rispetto del diritto internazionale nell’approccio del conflitto in Iran.