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Sondaggio: la salute è la principale preoccupazione dei romeni

La salute è la principale preoccupazione dei romeni. Lo rileva la seconda edizione del Barometro della Salute presentato ieri, a Bucarest.

Sondaggio: la salute è la principale preoccupazione dei romeni
Sondaggio: la salute è la principale preoccupazione dei romeni

, 07.12.2021, 13:51

Il Barometro della Salute è uno strumento annuo di valutazione e analisi che misura percezioni, visioni e atteggiamenti legati alla politica di sanità pubblica della Romania nel contesto più ampio della pandemia, senza però limitarsi a questa. La sua seconda edizione è stata presentata, ieri, dall’Istituto di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell’Accademia Romena (ISPRI) e dal Centro di ricerche sociologiche LARICS, in partenariato con l’Associazione Romena dei Produttori Internazionali di Medicinali (ARPIM). La principale conclusione raggiunta è che la salute rappresenta la prima preoccupazione per i romeni. “L’epidemia di coronavirus ha messo una forte impronta sulla percezione della popolazione per quanto riguarda la vulnerabilità del sistema sanitario in Romania. Questo è uno dei principali motivi per cui notiamo un grande interesse della popolazione per la sanità pubblica, del 64,3%”, ha spiegato Dan Dungaciu, direttore dell’ISPRI.



“Ci troviamo in una situazione in cui i vecchi problemi del sistema sanitario non sono più fondamentali. Ovvero, le preoccupazioni generate dall’atteggiamento, dalla burocrazia, l’idea che le cose meno costose siano buone, tutto ciò non è più valido nella percezione del pubblico. La gente vuole di più. Non è più soddisfatta solo perché i medici la trattano bene, solo perché non c’è più tanta burocrazia, forse qualcosa è cambiato anche negli ospedali e la situazione è un po’ diversa rispetto a 10-15-20 anni fa. La gente vuole medicinali più cari, migliori, cure migliori e questo ci dice che abbiamo a che fare con un tipo diverso di popolazione che deve essere soddisfatta da questo sistema sanitario”, ha affermato Dan Dungaciu.



L’idea “voglio un Paese come all’estero” è molto presente nella società romena, aggiunge Dan Dungaciu, è nata in Romania una classe media che desidera un sistema sanitario performante, di livello europeo. Proprio per questo, i fattori decisionali, in partenariato con tutti gli attori di rilievo, devono dare la precedenza agli investimenti a lungo termine, sia nell’industria farmaceutica, sia nell’assistenza medica e ammettere il legame chiaro tra la salute, l’economia e il benessere della popolazione, è del parere il direttore dell’ISPRI. Notiamo per la prima volta che i maggiori motivi di malcontento dei romeni riguardano proprio i capitoli attinenti all’accesso a cure innovative, screening e assicurazioni sanitarie, affermano anche i rappresentanti dell’Associazione Romena dei Produttori Internazionali di Medicinali.



I dati rilevano che l’80% dei romeni considera di non godere di farmaci innovativi nella stessa misura degli altri europei. Quanto alle nuove terapie, cellulari o geniche, meno della metà delle persone intervistate afferma che sarebbe disposta a prendere i rispettivi medicinali, però poco più di un quarto li prenderebbe se non avesse un’altra opzione. Rispetto alla situazione presentata dal precedente Barometro, si nota un aumento del 60% di coloro che si informano dal medico e quasi il 40% dei romeni affermano di aver beneficiato, loro stessi o i membri delle loro famiglie, di consultazioni online o al telefono, dall’inizio della pandemia. Il sondaggio rileva inoltre che, al momento della raccolta dei dati (1-19 novembre), il 67% dei romeni aveva un atteggiamento positivo legato alla vaccinazione, affermando di vaccinarsi nel periodo successivo, di aver già cominciato le inoculazioni o di essere completamente vaccinati.

La vicepremier Oana Gheorghiu / foto: gov.ro
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