Consultazioni politiche senza esito
Il primo turno di consultazioni per la formazione di un nuovo governo in Romania si è concluso senza alcun risultato.
Leyla Cheamil, 19.05.2026, 12:05
Le consultazioni svoltesi lunedì tra il capo dello stato, Nicușor Dan, e i partiti parlamentari per la nomina di un nuovo primo ministro si sono concluse senza alcun risultato in grado di portare allo sblocco della situazione politica. I colloqui si sono svolti dopo che, due settimane fa, il governo di minoranza guidato dal liberale Ilie Bolojan è stato sfiduciato dal Parlamento, con i voti del PSD, fino a poco tempo fa parte della coalizione filo-europea, e dell’AUR (populista, ultranazionalista). Dopo gli incontri di lunedì, il presidente ha annunciato che continuerà la serie di consultazioni fino alla definizione di una variante di maggioranza solida e filo-occidentale. Ha fatto appello alla responsabilità per raggiungere, in tempi ragionevoli, un denominatore comune basato su formule “coerenti” e proposte “fattibili”, affermando che è essenziale che i partiti dimostrino maturità.
Nicușor Dan ha discusso con i rappresentanti di PSD, AUR, PNL, USR, UDMR, delle minoranze nazionali, di S.O.S. Romania e di POT. Per il momento non si delinea alcuna alleanza o coalizione che sostenga la formazione di un nuovo governo. Il PSD ha respinto l’ipotesi di un nuovo esecutivo guidato da Ilie Bolojan. Il leader socialdemocratico Sorin Grindeanu, ha precisato che il partito esclude un’alleanza al di fuori dei partiti filo-occidentali e respinge un nuovo governo guidato da Ilie Bolojan. Fonti politiche hanno precisato che il PSD preferisce un premier politico e che, “se necessario”, i socialdemocratici possono assumersi la premiership.
Da parte sua, l’AUR ha comunicato al capo dello stato, tramite il presidente del partito George Simion, di assumersi la responsabilità di entrare al governo. Lui ha precisato di aver presentato al presidente un piano di misure per far uscire la Romania dalla crisi e ha affermato che, nel caso in cui non si trovi una maggioranza parlamentare per un nuovo governo, la soluzione deve essere il ritorno alle urne.
Dall’altro schieramento, i liberali respingono sia l’idea di governare con il PSD sia quella di un governo guidato da un tecnico, di cui farebbero parte anche i socialdemocratici. Il presidente del PNL, Ilie Bolojan, ha dichiarato che, se una simile coalizione con il Partito Social Democratico dovesse continuare, in una forma o nell’altra, direttamente o indirettamente, non farebbe altro che perpetuare gli errori del periodo precedente. L’USR ha annunciato che passerà all’opposizione se il PSD troverà una maggioranza parlamentare per formare il nuovo governo. Il leader del partito, Dominic Fritz, ritiene che la soluzione all’attuale crisi sia di natura politica.
L’UDMR, invece, considera che si debba tentare la ricostruzione dell’ex coalizione di governo. Secondo il gruppo parlamentare delle minoranze nazionali, la coalizione deve essere ricostruita mantenendo la stessa direzione euro-atlantica. La presidente di S.O.S. Romania, l’eurodeputata Diana Șoșoacă, ha sostenuto che il capo dello stato abbia organizzato in modo incostituzionale le consultazioni con i partiti parlamentari, mentre la presidente del Partito della Gente Giovane (POT), Anamaria Gavrilă, ha dichiarato che il partito da lei guidato sosterrà qualsiasi formula di governo filo-occidentale.