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Coronavirus: serve responsabilità, l’appello delle autorità romene

In seguito alla crescita dei contagi da coronavirus in Romania, le autorità continuano a prendere delle misure che interessano sia gli arrivi nel Paese che la condotta della popolazione. Tutti i cittadini – romeni e stranieri – in arrivo dalle cosiddette zone rosse (l’intera Italia, la regione cinese di Hubei e la città di Wuhan, il distretto sudcoreano di Cheongdo e la città di Daegu) andranno per 14 giorni nelle strutture speciali di quarantena obbligatoria. Chi arriva dalle cosiddette zone gialle (altre province della Cina continentale, l’intero Iran, altri distretti della Corea del Sud, e il distretto Heinsberg del land tedesco della Renania Settentrionale – Westfalia) rimarrà in autoisolamento domiciliare per 14 giorni. Le autorità stanno controllando l’osservanza di queste misure, in mancanza della quale vengono inflitte delle multe che vanno fino ai 4.000 euro, comminate più volte in caso di recidiva.

Coronavirus: serve responsabilità, l’appello delle autorità romene
Coronavirus: serve responsabilità, l’appello delle autorità romene

, 12.03.2020, 13:34

In seguito alla crescita dei contagi da coronavirus in Romania, le autorità continuano a prendere delle misure che interessano sia gli arrivi nel Paese che la condotta della popolazione. Tutti i cittadini – romeni e stranieri – in arrivo dalle cosiddette zone rosse (l’intera Italia, la regione cinese di Hubei e la città di Wuhan, il distretto sudcoreano di Cheongdo e la città di Daegu) andranno per 14 giorni nelle strutture speciali di quarantena obbligatoria. Chi arriva dalle cosiddette zone gialle (altre province della Cina continentale, l’intero Iran, altri distretti della Corea del Sud, e il distretto Heinsberg del land tedesco della Renania Settentrionale – Westfalia) rimarrà in autoisolamento domiciliare per 14 giorni. Le autorità stanno controllando l’osservanza di queste misure, in mancanza della quale vengono inflitte delle multe che vanno fino ai 4.000 euro, comminate più volte in caso di recidiva.

Precisando che sono già state applicate simili misure, il capo del Dipartimento per le Situazioni di Emergenza, Raed Arafat, ha annunciato fino al 31 marzo la restrizione delle attività culturali, scientifiche, artistiche, religiose, sportive e di divertimento in spazi chiusi, che prevedono la presenza di oltre 100 persone, con la possibilità di proroga. Fino al 31 marzo restano chiuse anche le università, che propongono agli studenti in alternativa i corsi online, ad esempio. Le istituzioni pubbliche stanno aggiustando il programma lavorativo dei dipendenti, che dovrano iniziare l’attività a ore diverse al fine di evitare l’affollamento del trasporto pubblico e ridurre il rischio dei contagi.

Approvata anche la raccomandazione alle entità private, comprese le aziende con oltre 99 dipendenti, di aggiustare il programma lavorativo delle persone che si spostano con i mezzi pubblici. La misura è applicabile nella capitale Bucarest e nei capoluoghi provinciali, a partire dal 12 marzo fino al 31 marzo, con la possibilità di essere prolungata, ha aggiunto Raed Arafat.

Intanto, la distribuzione all’estero di medicinali e materiali sanitari utilizzati per combattere il coronavirus è stata sospesa per i prossimi sei mesi. Si tratta di farmaci antivirali, antinfiammatori, antibiotici, antifungini, anestetici o sedativi, nonchè materiali e attrezzature mediche. Numerosi appelli alla popolazione di rispettare le raccomandazioni delle autorità e informarsi solo da fonti ufficiali. La Romania è entrata nel cosiddetto scenario 2, con un numero di contagi compreso tra i 26 e 100, e si mantiene ancora la prevenzione come punto principale prima dei cambiamenti maggiori negli ospedali. Se le strutture di quarantena non saranno sufficienti, allora sarà possibile istituirla anche al domicilio, in strette condizioni di sorveglianza e minitoraggio delle rispetttive persone.

Dragos Pîslaru / Foto: gov.ro
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